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Come viene fatto il tampone vaginale in gravidanza?

di Elena Berti - 10.11.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Come viene fatto il tampone vaginale in gravidanza: come prepararsi al tampone vagino-rettale, se fa male e cosa succede se è positivo

Come viene fatto il tampone vaginale in gravidanza?

Durante i nove mesi di gestazione le donne in attesa devono sottoporsi a diversi esami, alcuni più gradevoli - come le ecografie, che permettono di controllare il neonato - e altri un pochino più fastidiosi, come i prelievi del sangue e la curva glicemica. Meglio prepararsi, quindi: come viene fatto il tampone vaginale in gravidanza?

In questo articolo

Gli esami del terzo trimestre

Solitamente, nel terzo trimestre la futura mamma deve effettuare numerosi controlli: esami del sangue, esame delle urine, l'ultima ecografia e infine il tampone vagino-rettale, necessario per ricercare la presenza eventuale di Streptococco B.

La flora batterica della vagina è solitamente preparata a sconfiggere gli attacchi esterni, ma la gravidanza è un periodo delicato in cui gli ormoni, lo stress, la stanchezza e altri fattori influenzano il normale funzionamento del corpo, per questo si è più soggette a problematiche e, in questo caso, a infezioni vaginali.

Perché si effettua il tampone vagino-rettale

È molto importante effettuare un tampone vagino-rettale intorno alla 36esima o 37esima settimana di gravidanza (e non oltre, perché la maggior parte dei bambini nasce dopo la 37esima) per scongiurare un'infezione da Streptococco che potrebbe attaccare il bambino al momento del parto e rappresentare una complicazione molto grave, che in alcuni casi, seppur rari porta a sepsi e a sindrome da disfunzione multiorgano.

Questo perché il feto, passando per il canale vaginale, è esposto e non più riparato dal sacco amniotico. In caso di positività, la mamma viene sottoposta a una terapia antibiotica che sconfigge il batterio ed elimina il rischio di contaminazione per il piccolo.

Come si effettua il tampone

Prima di tutto bisogna specificare che, pur potendo risultare sgradevole per alcune donne, il tampone vaginale non è doloroso. L'unico fastidio può essere rappresentato dall'inserimento dello speculum, che però è necessario solo nel caso di ricerca di batteri diversi dallo Streptococco, posizionati nella cervice (da qui l'utilizzo dello strumento). Altrimenti, se il tampone è solo un esame di routine per individuare un'eventuale infezione da Streptococco, il personale medico inserirà in vagina un bastoncino tipo cotton fioc per prelevare un campione. In alcuni casi, lo stesso prelievo viene fatto nell'ano, perché vagina e retto comunicano all'esterno e potrebbero contaminarsi, perciò meglio essere sicuri che anche nel retto non ci sia traccia di Streptococco. Il prelievo dura pochi secondi!

Come ci si prepara al tampone vaginale

Non servono preparazioni particolari per effettuare il tampone vagino-rettale in gravidanza, ma sono necessari alcuni accorgimenti. Per esempio, è meglio evitare rapporti nelle 24-48 ore precedenti, non si devono effettuare lavande vaginali, non si devono usare creme o ovuli e non si deve aver assunto antibiotici nei 7 giorni precedenti l'esame.

Cosa fare se il tampone vaginale è positivo

Niente paura! Come dicevamo, lo scopo del tampone vaginale in gravidanza è proprio individuare alcune infezioni, come per esempio quella da Streptococco B che può essere davvero pericolosa se contratta dal bambino durante il parto. In caso di positività, la mamma viene sottoposta a una terapia antibiotica che sconfiggerà l'infezione. 

Il tampone vaginale è un esame che si effettua regolarmente nel terzo trimestre, verso la 36esima settimana (o prima se c'è il rischio di parto pretermine) e che ha come scopo scongiurare problemi al parto, come il passaggio madre-feto del batterio dello Streptococco B. È un prelievo indolore per cui non serve una preparazione, può essere effettuato in laboratorio o in ospedale ed è prevista l'esenzione ticket per gravidanza, quindi è gratuito.

Aggiornato il 18.10.2021

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