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Diritto all'aborto a rischio negli Stati Uniti: cosa sta accadendo

di Francesca Capriati - 04.05.2022 - Scrivici

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Diritto all'aborto a rischio negli Stati Uniti: le proteste montano dopo che è trapelata la bozza di una sentenza della Corte Costituzionale che affiderebbe la legge sull'aborto ai singoli Stati

Diritto all'aborto a rischio negli Stati Uniti

A giugno è attesa una importantissimia sentenza della Corte Costituzionale degli Stati Uniti, ma una bozza trapelata e diffusa dal Politico e dagli organi di stampa ha acceso dibattiti e proteste. La sentenza, infatti, affiderebbe la legge sull'aborto ai singoli Stati non rendendo più il diritto all'aborto una questione federale. Vediamo cosa sta accadendo.

In questo articolo

La sentenza Roe contro Wade

Per comprendere bene la questione dobbiamo fare un salto indietro nel tempo: al 1973. Prima di allora ogni Stato dell'Unione legiferava in materia di aborto singolarmente: in ben 30 Stati era un reato di common law, quindi un reato a prescindere (in pratica l'aborto non poteva essere praticato in nessuna circostanza). In 13 Stati si poteva scegliere di interrompere la gravidanza solo in alcuni casi: per stupro, incesto, malformazioni fetali o pericolo per la donna. Solo in 4 Stati bastava la volontà della donna per abortire.

Ma nel 1973 la Corte Costituzionale fu chiamata a pronunciarsi su un caso che riguardava una donna - Jane Roe, nome comune scelto per tutelare la sua privacy - che dopo aver avuto due figli da un marito violento e incinta del terzo, venne contattata da uno studio legale che la informò di volerla sostenere nel suo diritto di abortire. La causa venne portata alla Corte Suprema e a difendere lo Stato del Texas c'era l'avvocato Henry Menasco Wade.

Con 7 giudici favorevoli e 2 contrari la Suprema Corte si pronunciò a favore di Roe fornendo una interpretazione particolare del 14° Emendamento: il diritto alla privacy va inteso anche come diritto alla libera scelta di ciò che concerne la sfera più intima dell'individuo.

"La maternità, o l'ulteriore prole, potrebbero costringere la donna ad accettare la vita ed un futuro penosi. Essa potrebbe riceverne un danno psicologico a breve scadenza. La cura del figlio potrebbe mettere alla prova la sua salute mentale e fisica. C'è inoltre la pena, per tutti gli interessati, che si accompagna al figlio non voluto, e c'è il problema di inserire il bambino in una famiglia già incapace, psicologicamente e sotto altri profili, di occuparsi di lui"

ROE v. WADE, 410 U.S. 113

Cosa dice la legge sull'aborto negli Stati Uniti oggi

La sentenza Roe contro Wade rappresenta un autentico pilastro nella legislazione sull'aborto negli Stati Uniti.

Negli anni i singoli Stati hanno continuato ad avere voce in capitolo in materia, alcuni hanno usato la sentenza per garantire il diritto di abortire, mentre altri, governati da politici di stampo più conservatore, hanno varato dispositivi legislativi sempre più restrittivi. 

E' il caso recentissimo dell'Oklahoma dove il governatore Kevin Stitt ha firmato un disegno di legge che vieta l'aborto dopo 6 settimane di gravidanza. Nella pratica una legge contro l'aborto dal momento che a sei settimane la maggior parte delle donne non sa nemmeno di essere incinta.

Cosa sta accadendo?

La Corte Suprema è stata chiamata a pronunciarsi sulla causa Dobbs v Jackson Women's Health Organization e in particolare sulla costituzionalità di una legge statale del Mississippi del 2018 che vieta le interruzioni di gravidanza dopo la 15esima settimana.

La sentenza è attesa per giugno, ma la bozza della decisione presa dai giudici (a maggioranza repubblicana) è trapelata e ha acceso proteste in tutti gli Stati Uniti.

La Corte ha confermato l'autenticità del documento trapelato, ma ha dichiarato che "non rappresenta una decisione della Corte o la posizione finale di alcun membro sulle questioni del caso".

La sentenza abrogherebbe la Roe v. Wade - che sanciva come abbiamo detto il diritto delle donne di abortire senza alcuna ingerenza da parte dello Stato - e lascerebbe ai singoli Stati il compito di legiferare in materia.

Ciò vuol dire che le donne non avrebbero più alcuna tutela federale e soprattutto che alcuni Stati potrebbero vietare del tutto l'aborto, mentre altri diventerebbero mete di veri e propri viaggi della speranza per milioni di donne che non potranno più interrompere la gravidanza nella loro città.

Le reazioni alla notizia non si sono fatte attendere. 

Il Presidente Biden ha chiarito immediatamnete che Il diritto di scelta di una donna è fondamentale e che la sentenza Roe vs Wade non deve essere ribaltata. Si è detto, quindi, pronto ad attivare il Governo non appena la sentenza verrà resa ufficiale.

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