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Salute in gravidanza

Iperemesi gravidica: le cose da sapere

Di Valentina Murelli
iperemesi

17 Febbraio 2014 | Aggiornato il 06 Settembre 2017
Non è un "semplice" malessere, ma un disturbo invalidante che, a causa del vomito ripetuto, può impedire alla futura mamma di alimentarsi correttamente e di vivere una vita normale. La terapia prevede cambiamenti nello stile di vita, farmaci ed eventualmente sostegno psicologico. Nei casi più gravi è necessario il ricovero in ospedale.

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È  di questi giorni la notizia che Kate Middleton, Duchessa di Cambridge, aspetta il terzo figlio e che, come già per le gravidanze precedenti, sembra soffrire di iperemesi gravidica.

 

Si tratta di una condizione caratterizzata da episodi ripetuti di vomito che possono portare a disidratazione, perdita di peso e squilibrio metabolico e Kate non è la sola a esserne colpita.

 

L'iperemesi gravidica riguarda all'incirca da 3 a 30 donne incinte su 1000

 

1.Che cos'è
Lo sappiamo bene: nausea e vomito in gravidanza sono molto comuni e, presi singolarmente oppure in combinazione, possono interessare ben tre donne incinte su quattro a partire dalle prime settimane di gravidanza.

 

Per quanto fastidiosi, questi sintomi non sono in genere incompatibili con le attività della vita quotidiana, né compromettono la salute generale della mamma. A volte, però, il vomito può diventare così intenso da rendere impossibile non solo una corretta alimentazione, ma anche una vita normale. Si parla allora di iperemesi gravidica.

 

Chi soffre di questa condizione vomita molto spesso: almeno tre o quattro volte al giorno, ma possono essere anche una decina o più. Questo, ovviamente, aumenta il rischio di disidratazione, di una consistente perdita di peso (oltre il 5% del peso di partenza) e di alterazioni degli equilibri nutrizionali e metabolici. Se i semplici accorgimenti che si possono utilizzare contro nausea e vomito, ed eventualmente il ricorso ai farmaci non permettono di tenere sotto controllo la situazione, può essere necessario il ricovero in ospedale.

L'iperemesi gravidica rappresenta la causa principale di ospedalizzazione nel primo trimestre di gravidanza. Rimane comunque una condizione poco diffusa

 

2. Le cause
Non sappiamo ancora con certezza quali siano le cause dell'iperemesi gravidica, come del resto non le conosciamo per la nausea: probabilmente si tratta di una complessa combinazione di fattori genetici, biochimici, psicologici e culturali.

 

In gioco, per esempio, potrebbero esserci variazioni ormonali tipiche della gravidanza, in particolare l'aumento dei livelli di gonadotropina corionica e di estrogeni che, a loro volta, potrebbero influire sulla funzionalità gastrointestinale. Alcuni studi sembrano indicare una correlazione con l'infezione da Helicobacter pylori, un batterio che può vivere nello stomaco, ma è un fenomeno ancora tutto da approfondire.

 

Per molto tempo, inoltre, si è attribuita all'iperemesi gravidica un'origine psicosomatica. L'idea è che nausea e vomito (anche in forme meno violente e più comuni) possano essere il riflesso di un disagio psicologico preesistente, oppure una risposta dell'organismo a una nuova situazione di stress. Non ci sono però dati scientifici sufficienti a sostegno di questa ipotesi.

 

Anzi: se da un lato è possibile che, in alcuni rarissimi casi, l'iperemesi in gravidanza sia manifestazione di una malattia psichiatrica, come depressione grave, dall'altro è in generale più probabile che costituisca una causa di stress psicologico anziché una sua conseguenza.

 

Alcuni studi recenti suggeriscono inoltre che esista una componente ereditaria, dunque genetica, nell'insorgenza di iperemesi gravidica. Si è visto infatti che chi ha una mamma o una sorella che ne hanno sofferto corre a sua volta un rischio maggiore di soffrirne.

 

3. Chi colpisce
Non c'è un identikit tipo della donna che, in gravidanza, sicuramente soffrirà di iperemesi gravidica. Sappiamo però che ci sono alcune condizioni più frequentemente associate a questa condizione, e in particolare:

  • giovane età materna;
  • prima gravidanza;
  • obesità;
  • gravidanza multipla;
  • presenza di iperemesi in gravidanze precedenti;
  • componente familiare (se la mamma o una sorella, in gravidanza, ne hanno sofferto).

4. Altri sintomi
A volte, il vomito ripetuto tipico dell'iperemesi gravidica può associarsi ad altri sintomi. Per esempio:

  • ipersensibilità agli odori
  • eccessiva produzione di saliva;
  • mal di testa da disidratazione;
  • incontinenza urinaria

Il documento sull'iperemesi gravidica del Servizio sanitario inglese sottolinea inoltre che questa condizione può comportare notevoli disagi dal punto di vista emotivo e psicologico. CI si può sentire ansiose rispetto alla gestione quotidiana del vomito, confuse sulla sua causa, preoccupate su come andrà il resto della gravidanza.

 

5. Possibili conseguenze per il bambino
In gravidanza si hanno già tante ansie rispetto alla salute del proprio bambino, e se si soffre di iperemesi gravidica se ne aggiunge una in più. E' possibile che questa condizione metta a rischio il feto? I dati a disposizione sembrano suggerire che eventuali effetti sul feto siano improbabili.

 

Non è escluso, tuttavia, che potrebbe esserci un aumento del rischio di basso peso alla nascita o di parto prematuro, specie se in gravidanza la mamma ha perso molto peso.

 

6. Iperemesi gravidica, strategie utili
Non c'è una cura definitiva per l'iperemesi in gravidanza (come non c'è per la nausea). Ci sono però strategie e trattamenti che possono attenuare i sintomi e ridurre i rischi di complicazioni.

 

La prima linea di intervento per cercare di stare meglio, valida in particolare per le forme più lievi, riguarda alcuni semplici comportamenti che possono essere messi in atto a casa. Per esempio:

 

  • preferire pasti piccoli e frequenti;
  • separare l’assunzione di cibi solidi da quelli liquidi (bere poco quando si mangia);
  • preferire cibi secchi e bevande fredde, che danno meno nausea;
  • evitare odori forti.

L'assunzione di zenzero potrebbe dare una mano (parliamo sempre dei casi più lievi), mentre per agopuntura e la cosiddetta acupressione del punto P6 (per esempio con appositi braccialetti), gli studi condotti hanno dato risultati contrastanti e non definitivi. Lo stesso vale per la psicoterapia, mentre qualche risultato positivo in più c'è (ma anche in questo non definitivo) per l'ipnosi. In pratica: si può provare, potrebbero funzionare, ma non è detto che accada.

 

7. I farmaci, la terapia

Secondo le Linee guida per la gravidanza fisiologica del nostro Ministero della Salute, gli antistaminici come la prometazina sono la categoria di farmaci più efficace contro nausea e vomito in dolce attesa.

 

Per quanto riguarda altri farmaci talvolta utilizzati per nausea e vomito in gravidanza, come ondansetron e metoclopramide, sia il sito web su Farmaci e gravidanza dell'Agenzia italiana del farmaco sia le linee guida americane raccomandano qualche cautela di utilizzo in più, perché non ci sono dati certi e definitivi su sicurezza ed efficacia e per via di alcuni effetti collaterali.

8. Il ricovero in ospedale

Se il vomito non può essere tenuto sotto controllo neppure con i farmaci, può essere necessario il ricovero in ospedale, in particolare per gestire le complicazioni della condizione a partire dalla disidratazione e dagli squilibri nutrizionali. In questi casi si interviene per esempio con la somministrazione di flebo idratanti o nutritive.

 

Ulteriori fonti per questo articolo: revisione su iperemesi gravidica pubblicata sulla rivista Pharmacology; materiale informativo sulla rivista Medscape; materiale informativo su Wemd; documento sull'iperemesi gravidica del Servizio sanitario inglese.