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Diventare mamma dopo i 35 anni

di Rosy Maderloni - 04.08.2023 - Scrivici

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Tutti i vantaggi del diventare mamma dopo i 35 anni: in che modo la consapevolezza può aiutare a gestire la gravidanza e la maternità.

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Diventare mamma dopo i 35 anni

Come sanno essere insufficienti i numeri di fronte alle complessità della vita. Statistiche alla mano, siamo ormai tutti consapevoli che in Italia (ma non solo) nascono sempre meno figli e a un'età anagrafica della madre sempre più alta. Siamo di fronte a un dato di fatto interpretato pubblicamente come negativo e verso cui ogni tentativo di spiegazione o soluzione risulta, irrimediabilmente parziale. Questa narrazione aggiunge fatica alle riflessioni e alle aspirazioni della coppia che sta valutando di diventare genitori. Diventare madre dopo i 35 anni, allora, è un desiderio che accarezza sempre più donne che vogliano conciliare maturità professionale e sociale con la decisione di iniziare una gravidanza. A loro, e non solo loro, si rivolge Verena Schmid, ostetrica di lunghissima esperienza che da poco ha scritto il libro "Mamma da grande. Vivere al meglio la maternità dopo i 35 anni", uscito in una nuova edizione per Terra Nuova. 

 

Le donne scelgono di diventare madri sempre più tardi nella nostra società

Il Rapporto annuale sull'evento nascita in Italia relativo al 2021 (ultimo disponibile)  sottolinea il trend dell'aumento dell'età media della donna al suo primo figlio. Nel documento si legge che "i dati 2021 indicano per le italiane una percentuale del 65,5% dei parti nella classe di età tra 30-39 anni; mentre per le altre aree geografiche è l'incidenza delle madri di età compresa tra 20 e 29 anni che risulta prevalente negli Altri Paesi Europei (47,7%). L'età media della madre è di 33,1 anni per le italiane mentre scende a 31 anni per le cittadine straniere. I valori mediani sono invece di 33,7 anni per le italiane e 31,5 anni per le straniere." Come leggere queste cifre?
 
"I numeri e le condizioni di vita di oggi dicono che si fanno figli più tardi nella nostra società - risponde l'ostetrica -. Difficilmente prima dei 30 anni una donna si trova in condizioni di costruire una famiglia. Per motivi vari: la voglia di lavorare e studiare, ma anche difficoltà a pagare l'affitto. Lo stile di vita è cambiato e la maternità è posposta a una certa realizzazione sociale, non solo di sicurezza economica, ma proprio di realizzazione di sé".

Dopo i 35 anni la fertilità si riduce?

"Il tema è complesso ma non è assolutamente detto - chiarisce Schmid -.

La fertilità può essere massima anche in quegli anni ma contano molto la condizione sociale e ambientale: ci sono fattori che possono ridurre la fertilità di ambedue i partner e parliamo di ipofertilità quando lo stress, l'alimentazione sregolata e la presenza di inquinanti nei cibi e negli ambienti interferisce a livello endocrino modificando il linguaggio ormonale del corpo. Si parla di un 50% di riduzione della fertilità maschile negli ultimi 50 anni per questi motivi, ma sullo stile di vita molto si può fare per cambiare le cose".

Ipofertilità nella coppia, di cosa si tratta?

"Nell'ipofertilità la fertilità è ridotta - aggiunge l'esperta -: in quella maschile gli spermatozoi sono meno e sono meno mobili. Ciò non vuol dire non producono un concepimento, ma che probabilmente avverrà con maggiore difficoltà: Nelle donne i cicli anovulatori o con ovulo non pienamente maturo per essere fertilizzato prolunga i tempi del concepimento. La questione è dinamica e non di diagnostica con esami, essa cambia e le emozioni sono coinvolte in questo. La relazione emozione-ormone è importantissima e va tenuto conto dell'elasticità di questa relazione. L'innamoramento o un periodo di stanchezza nella coppia influiscono, ad esempio, in maniera opposta sulla possibilità di concepire". 

Quanto tempo ci vuole dopo i 35 anni per restare incinta?

"I 35 anni di per sé non sono uno scoglio arbitrario - commenta Verena Schmid -. La medicina dichiara un maggiore rischio nelle gravidanze dopo i 35 anni, ma si può, al contrario essere nel fiore della propria età biologica e pronti alla vita. L'età, senza considerare lo stile di vita, non è un elemento sufficiente per valutare le difficoltà ad avere una gravidanza. Anche la compatibilità nella coppia è importante e non si può definire un tempo anche se per la medicina dopo due anni di tentativi senza successo si parla di infertilità o sterilità".

Quali sono i vantaggi di diventare madre a 35 anni?

"Nel mio libro parlo di risorse, di quella maturità che è presente a questa età - risponde l'autrice del libro Mamma a 35 anni -: l'esperienza di vita, nel lavoro, la programmazione intellettuale e culturale sperimentate diventano strumenti che possono essere usati anche per gestire la propria maternità in modo creativo. Eppure, proprio queste donne con maturità e competenze spesso si arrendono di fronte alla maternità come se non avessero competenze. Si affidano agli esperti e spesso hanno un'esperienza non positiva del proprio parto. Se applicassero le loro competenze sociali e culturali alla gestione della maternità entrando in contatto con i propri bisogni non cederebbero il controllo ad altri. Questi temi non sono culturalmente trattati e vorrei restituire alle donne questo sapere e questa fiducia in se stesse. Le donne hanno un sacco di risorse che non vengono riconosciute, eppure vivere un parto con le proprie forze rende molto più forti nella vita anche dopo".
La maternità come passività. "C'è un retaggio culturale per cui abbiamo perso confidenza con l'esperienza della maternità - risponde Schmid -: tra donne non si condivide questa esperienza e la cultura medica ha influito su un'idea di incompetenza della donna per cui la macchina e il dottore sono necessari alla gestione dell'evento della nascita. La gravidanza è effettivamente un momento vulnerabile, ma anche di apertura. La donna che cura se stessa se stessa sta nel piacere e nell'espansione, mentre il nemico peggiore per la donna che voglia conoscersi fino in fondo è lo stress e la paura. Alla gravidanza ci si può preparare come a qualsiasi evento importante della propria vita, e 9 mesi sono un tempo in cui si possono maturare molte consapevolezze".

Quali attenzioni avere se si vuole diventare madri dopo i 35 anni?

"Le forze fisiche ci sono ancora tutte - chiarisce l'ostetrica - se non si è troppo stanche o stressate. In gravidanza è importante soprattutto modulare il proprio stile di vita: 
 
  • Sì agli sport e alle attività che ci fanno stare bene e ci tengono in movimento. Lo yoga, la camminata e qualunque altra attività ci piaccia davvero è positiva per la gravidanza e il parto;
  • sì a corsi di gravidanza dal secondo trimestre per imparare la respirazione e il movimento modi per scaricare la tensione; alleniamoci al lavoro del  parto con esercizi anche per ridurre il dolore durante il travaglio e col parto.
  • Le associazioni di ostetriche e i consultare sono luoghi in cui la donna può trovare ascolto, risposte e un aiuto concreto a tutti i dubbi e le paure sulla gravidanza. Se non è sola, ma accompagnata, la donna può trovare risorse che la metteranno nella condizione di scegliere per il suo bene senza sentirsi abbandonata nemmeno dopo il parto".
     

L'intervistata

L'intervistata è Verena Schimd. Ostetrica dal 1979, è docente, autrice di numerosi libri, mamma e nonna. Dal 1988 si occupa di formazione delle ostetriche. Nel 1993 ha fondato la rivista D&D, il giornale delle ostetriche, e nel 1996 la Scuola ElementaLe di Arte Ostetrica a Firenze. Insegna in numerosi paesi e in un master presso l'Università di Salisburgo la «Salutofisiologia in ostetricia», un nuovo paradigma di assistenza. Nel 2000 le è stato assegnato il premio internazionale Astrid Limburg per la promozione dell'autonomia dell'ostetrica e del parto naturale.

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