Assistenza in gravidanza

Alla scoperta della Doula: chi è e come aiuta le mamme

Di Alessia Calzolari
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21 Marzo 2018
Avete mai sentito parlare di questa figura professionale che si occupa del benessere della mamma, del bambino e dell'intero nucleo famigliare? Scoprite il suo ruolo e quanto potrebbe essere utile nella meravigliosa esperienza di diventare genitori
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Da quando si scopre che la cicogna è in arrivo a quando, poi, il tenero frugoletto è tra le braccia della neo-mamma e del neo-papà e ci si avvia verso casa i dubbi, le paure, ma anche le difficoltà pratiche o i sussulti emotivi sono infiniti.

Tra le tante figure professionali che ruotano intorno al miracolo della Vita, ce n’è una ancora poco nota, ma sempre più utile nella società moderna: la doula.

Virginia Mereu, doula e puericultrice che vanta 40 anni di esperienza, ci racconta chi è e cosa fa questa figura molto vicina alla futura mamma che «offre un sostegno di tipo affettivo ed emotivo, la accompagna alle visite mediche e fare le analisi, la affianca una volta tornata a casa dopo il parto nella gestione del piccolo e della gestione famigliare: perché se la mamma è serena, anche il bambino è sereno».

 

 

Dove e come nasce la figura della Doula?

 

Si pronuncia “dula” e significa – in greco antico – “colei che serve la madre”. Semplificando molto, si tratta di una figura professionale che accompagna la mamma, ma in generale la coppia genitoriale, in gravidanza e nei primi mesi di vita del neonato, sia dal punto di vista pratico, che organizzativo, ma anche emotivo.

«La doula è una figura professionale che nasce in Inghilterra ed Olanda» spiega Virginia Mereu, ma, secondo altre fonti, sembrerebbe essere una professione di origine statunitense. «Questa figura sta prendendo sempre più piede – prosegue la doula e puericultrice – perché c’è stato un cambiamento sociale importante. Se prima si facevano i figli da giovani, negli ultimi anni l’età per il primo bambino si è alzata fino ai 38-39 anni. Questo significa che le future nonne potrebbero essere troppo grandi per dare un aiuto concreto ai novelli genitori oppure, viceversa, essere ancora giovani e al lavoro. Le famiglie di una volta, infatti, vedevano una partecipazione di tutto il nucleo allargato alla gravidanza e all’arrivo di un neonato: madri, nonne, zie, cugine, vicine di casa contribuivano alla gestione del bambino e ad accompagnare la mamma durante gravidanza e puerperio».

 

 

Che cosa fa una doula?

 

Come sostiene la neomamma? Nello specifico, qual è il ruolo di una doula? Perché è così indispensabile, tant’è che anche Chiara Ferragni vorrebbe avvalersene per il piccolo Leone in arrivo?

Virginia Mereu racconta così la sua professione: «La doula diventa parte della famiglia, perché affianca la mamma, la sostiene sia nella gestione pratica delle incombenze legate alla gravidanza e del neonato, che psicologica. In un certo senso aiuta la mamma a mettersi nei panni del bambino, a farle capire il suo punto di vista. Ad esempio, al momento della nanna è importante dargli dei riferimenti, farlo dormire sempre nello stesso ambiente e non in carrozzina una volta in sala, una volta dalla nonna, una volta in camera da letto e l’altra in cucina. Noi adulti, in una situazione analoga saremmo spaesati e non dormiremmo bene: lo stesso vale per un neonato». Ovviamente questo sostegno si estende anche al papà e va dall’accompagnare alle visite mediche, a gestire eventuali fratellini mentre la neo-mamma e il neonato si riposano, a metter su una lavatrice, a spiegare come gestire l’allattamento, ma la lista si potrebbe allungare all’infinito.

 

 

Quanto costa una doula?

 

«Difficile dare un’idea dei costi» spiega l’esperta. «Chi sceglie di affidarsi a una doula ha, chiaramente, bisogno, per cui il costo è relativo. Solitamente si paga la professionista ad ore, oppure si offrono dei pacchetti di un numero definito di incontri da distribuire nel corso della gravidanza, in base alle singole esigenze della famiglia. Potenzialmente ci si potrebbe affidare a una doula dal momento della scoperta della gravidanza fino ai primi 15 giorni o uno o due mesi di vita del neonato».

 

Che differenza c'è con l'ostetrica?

 

Su questo punto Virginia Mereu è molto chiara e categorica: «Si tratta di due figure professionali diverse, un’ostetrica può essere una doula, ma non viceversa. L’ostetrica ha competenze mediche: cura il neonato, può mettere dei punti oppure far partorire. Tutte queste attività non possono essere fatte da una doula, che però può stringere la mano alla donna, la può sostenere e farla diventare la protagonista del parto. Poi, come in ogni lavoro, la singola professionista – a prescindere dalla categoria – porta con sé il proprio bagaglio personale ed emotivo che fa parte del suo modo di lavorare ed approcciarsi alle persone con cui si relaziona».

 

Come si fa a diventare doula?

 

Non c’è (ancora) un percorso univoco per diventare doula in Italia, ma le diverse associazioni professionali organizzano corsi professionalizzanti, svolti solitamente nei weekend, nelle principali città italiane ai quali può partecipare chiunque. «Alla base di questa professione» ci tiene a specificare l’esperta «c’è lo studio personale. Ci sono aspetti psicologici e pratici di cui tener conto e i corsi accessori, di argomenti che riguardano il vasto mondo della puericultura, non sono mai abbastanza. Ci si prepara a questo lavoro in poco tempo e le competenze non sono di tipo medico-scientifico, ma si è più che altro un sostegno a dubbi ed attività pratiche. Di base c’è poi l’approccio di rispetto nei confronti del neonato nel suo essere, che non si impara in un corso. Un bambino appena nato va aiutato e rispettato, ci vuole esperienze e c’è sempre qualcosa da imparare».