Gravidanza

Esami in gravidanza

Di Angela Bisceglia Valentina Murelli
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30 ottobre 2013 | Aggiornato il 8 gennaio 2020
Hai appena scoperto di essere incinta e… adesso che si fa? Ecco un elenco completo delle visite e degli esami (esenti da ticket) da fare in caso di gravidanza a basso rischio, suddiviso per trimestri.

Hai appena scoperto di essere incinta? Congratulazioni! Dopo le prime emozioni, arriva il momento di cominciare a programmare visite ed esami, perché anche se la gravidanza è fisiologica (o a basso rischio, cioè non hai particolari fattori di rischio), è importante eseguire alcuni controlli che permettono di monitorare la tua salute e quella del tuo bambino.

 

Questi controlli sono previsti dal Servizio Sanitario Nazionale e sono gratuiti purché effettuati in strutture pubbliche oppure private convenzionate (compresi naturalmente i consultori familiari). L'elenco è stato aggiornato nel 2017 con la pubblicazione dei cosiddetti nuovi LEA (livelli essenziali di assistenza), ma attenzione: non è detto che tutte le Regioni si siano già adeguate a quanto previsto da queste indicazioni ufficiali.

 

Esami del primo trimestre (entro la 13esima settimana)

 

La prima visita dal ginecologo (o dall'ostetrica)

 

Andrebbe fatta entro l'ottava settimana, per avere l'opportunità di chiedere le prime informazioni e sciogliere i primi dubbi sulla gravidanza, ma soprattutto per fare un'anamnesi sulla salute della donna e su eventuali patologie familiari (diabete, ipertensione, malattie genetiche) e stabilire se si tratta di una gravidanza fisiologica (a basso rischio) oppure patologia (a rischio). Durante la visita inoltre medico o ostetrica misurano la pressione arteriosa, controllano il peso di partenza della donna per stabilire quale potrebbe essere l'aumento ponderale ideale a fine gravidanza, e stabiliscono con il calcolatore ostetrico qual è la data presunta del parto.

 

Le visite ginecologiche/ostetriche sono a pagamento se effettuate privatamente, gratuite se ci si reca da un operatore che lavora in strutture pubbliche, come gli ospedali o i consultori familiari (ma in quest'ultimo caso non si potrà scegliere l'operatore stesso). Se la gravidanza viene considerata a rischio, la donna sarà seguita dal medico ginecologo.

Gli esami del sangue e delle urine

 

Durante la visita il ginecologo prescrive i primi esami del sangue e delle urine. Per ottenere l'esenzione dal ticket prevista dal Servizio Sanitario Nazionale è necessario che siano richiesti da un medico di base o da un ginecologo di una struttura pubblica e che sul ricettario sia indicato il codice di esenzione con la settimana di gestazione. In particolare, nel primo trimestre sono esenti dal ticket:

  • Gruppo sanguigno di entrambi i partner (se non eseguito in fase preconcezionale);
  • Emocromo (per valutare se c'è anemia o vi sono infezioni in atto);
  • Esami infettivologici: HIV, rosolia, sifilide, toxoplasmosi, epatite B e C. Sia il test per la rosolia che quello per la toxoplasmosi andranno ripetuti ogni 30-40 giorni fino al parto se l'esito è negativo (cioè non si è immuni).
  • Glicemia;
  • Anticorpi anti eritrociti, ossia il Test di Coombs indiretto: in caso di donne con gruppo sanguigno Rh negativo a rischio di immunizzazione il test deve essere ripetuto ogni mese;
  • Esame delle urine, chimico, fisico e microscopico. Nel caso in cui risulti una presenza significativa di batteri, segno di infezione, il medico prescriverà anche un'urinocoltura, per ricercare i microrganismi responsabili, più un antibiogramma per individuare l'antibiotico più efficace per debellarli.

Pap test 

 

Serve per individuare eventuali lesioni cellulari precoci a livello della cervice uterina (o collo dell'utero), che a lungo andare potrebbero trasformarsi in cancro. In gravidanza il prelievo per l'analisi viene in genere eseguito nel corso della prima visita ostetrica, se non è stato fatto nei tre anni precedenti.

 

 

L'ecografia del primo trimestre

 

Nel primo trimestre, dalla 6-7° alla 13° settimana, si esegue la prima ecografia prevista dal SSN (in totale ora sono due, anche se alcune Regioni ne offrono ancora tre), che serve per confermare la presenza della gravidanza in utero, la corretta datazione, la presenza del battito cardiaco fetale, l'eventuale tipologia di gemellarità (monocoriale o bicoriale) e per identificare anomalie evidenti nelle strutture fetali.

 

Gli esami di screening e diagnosi prenatale

Durante la visita il ginecologo offre tutte le informazioni per poter scegliere consapevolmente se eseguire esami di screening non invasivi come il bitest (composto dall'ecografia della translucenza nucale più il dosaggio nel sangue della mamma di due specifiche sostanze) o esami genetici invasivi come villocentesi (da effettuare tra le 11 e le 13 settimane) o amniocentesi (da programmare tra le 15 e le 17 settimane).

 

I nuovi LEA prevedono l'accesso gratuito al bitest per tutte le donne, mentre per quanto riguarda la diagnosi prenatale invasiva, cioè villocentesi e amniocentesi, l'accesso è gratuito quando si stima che il feto presenta un rischio di malattia o malformazione superiore a quello medio della popolazione. 

Il test del DNA fetale o NIPT

Un'importante novità degli ultimi anni è stata l'introduzione del test del DNA fetale o NIPT (dall'espressione inglese che sta per test di screening prenatale non invasivo), che si basa sull'analisi di frammenti di DNA fetale in circolazione nel sangue materno. Prevede  un prelievo del sangue della donna già intorno alle 10 settimane di gravidanza e permette di evidenziare in modo davvero molto accurato il rischio di anomalie nel numero di cromosomi del feto (aneuploidie: in particolare trisomia 21, la sindrome di Down, trisomia 13, trisomia 18 e anomalie dei cromosomi sessuali).

Nella grande maggioranza dei casi è ancora un esame da effettuare privatamente, con costi che si aggirano intorno ai 400-700 euro, ma da marzo 2019 in Toscana è offerto in co-pagamento a una tariffa di 200 euro alle donne che nel bitest hanno ottenuto un rischio di aneuploidia compreso tra 1/300 e 1/1000. E da gennaio 2020 è partita a Bologna una fase pilota di nove mesi che prevede l'offerta del test a tutte le donne che prenotano un bitest in una struttura pubblica. Al termine di questo periodo, la proposta sarà estesa a tutte le residenti della regione Emilia Romagna.

 

 

Visite ed esami del secondo trimestre (da 14 a 28 settimane)

 

Le visite ginecologiche

 

In teoria durante tutta la gravidanza bastano quattro-sei visite dal ginecologo o dall'ostetrica, ma la maggior parte delle future mamme ci va ogni mese. Che si fa durante le visite del secondo trimestre? Si controllano gli esiti degli esami effettuati e si prescrivono eventuali terapie (ad esempio per contrastare una carenza di ferro), si discutono gli esiti dei test di screening, registrandone i risultati nella cartella che la donna porta con sé.

 

Il ginecologo misura inoltre la pressione arteriosa, per accorgersi tempestivamente se si superano i valori limite che possano far sospettare una preeclampsia.

 

Gli esami del sangue e delle urine

 

Nel secondo trimestre sono esenti dal ticket:

  • Emocromo;
  • Toxotest  e rubeotest, se la donna non è protetta dagli anticorpi;
  • Esame delle urine chimico, fisico e microscopico (da ripetere a cadenza mensile), più eventuale urinocoltura
  • Glicemia. In realtà un tempo veniva proposto a tutte le donne nel secondo trimestre il test da carico di glucosio per la diagnosi di eventuale diabete gestazionale, ma oggi è proposto solo in particolari condizioni. Per una valutazione più precoce del rischio di diabete gestazionale ci si affida infatti a un esame della glicemia già nel primo trimestre di gravidanza, poi ripetuto a 24-28 settimane.

L'ecografia del secondo trimestre (morfologica)

 

Tra la 19° e la 22° si fa l'ecografia morfologica, che analizza in maniera accurata l'anatomia fetale.

 

Il terzo trimestre (da 28 settimane al termine)

 

Le visite ginecologiche

 

Come durante le visite precedenti, il ginecologo controlla gli esiti degli esami svolti, valuta l'aumento di peso, misura la pressione arteriosa.

 

A partire da 32-33 settimane, se il feto si presenta podalico, si valuta insieme alla coppia se utilizzare la  moxibustione  per aumentare la probabilità di far capovolgere il feto, mentre da 36 settimane circa il medico può proporre di tentare il rivolgimento del feto con manovre esterne (la cosiddetta manovra di rivolgimento), che devono essere però effettuate da uno specialista esperto della tecnica.

Gli esami del sangue e delle urine

 

Nel terzo trimestre sono esenti dal ticket:

  • Emocromo, a questo punto da fare circa una volta al mese;
  • Test di Coombs, da fare tra 28 e 32 settimane + 6 giorni;
  • Toxoplasma, da fare ogni 4-6 settimane se negativo nei test precedenti;
  • Test HIV, test epatite B e test sifilide, da fare tra 33 e 37+6 settimane.
  • Esame delle urine chimico, fisico e microscopico (da ripetere a cadenza mensile), più eventuale urinocoltura

 

Tampone vaginale 

 

Da fare tra 34 e 36 settimane, serve per escludere la presenza dell'infezione da Streptococco beta-emolitico di gruppo B o Streptococcus agalactiae.

 

 

L'ecografia del terzo trimestre

Un tempo offerta di routine a tutte le donne in gravidanza, ora i nuovi LEA la prevedono solo in caso di patologia (del feto, della mamma o della placenta).