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Gravidanza

Esami in gravidanza

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30 Ottobre 2013 | Aggiornato il 22 Settembre 2016
Hai appena scoperto di essere incinta e… e adesso che si fa? Quando prenotare la prima visita? Quali gli esami da fare? Ecco un elenco completo, suddiviso per trimestri, di quel che si fa dal ginecologo durante le visite e degli esami esenti dal ticket che vengono prescritti di volta in volta in caso di gravidanza fisiologica.

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Il primo trimestre (entro la 13a settimana)

 

La prima visita dal ginecologo.

Andrebbe fatta entro le 10 settimane, per avere l’opportunità di chiedere le prime informazioni e sciogliere i primi dubbi sulla gravidanza, ma soprattutto per fare un’anamnesi sulla salute della donna e su eventuali patologie familiari (diabete, ipertensione, malattie genetiche). Durante la visita inoltre il ginecologo misura la pressione arteriosa, controlla il peso di partenza della donna, per stabilire quale potrebbe essere l’aumento ponderale ideale a fine gravidanza, e stabilisce con il calcolatore ostetrico qual è la data presunta del parto. (LEGGI ANCHE: LE PRIME VISITE DAL GINECOLOGO)

Le visite ginecologiche sono a pagamento se effettuate privatamente, gratuite se ci si reca da un ginecologo che opera in strutture pubbliche, come gli ospedali o i consultori familiari (ma in quest’ultimo caso non si potrà scegliere lo specialista).

 

Gli esami del sangue e delle urine.

Durante la visita il ginecologo prescrive i primi esami del sangue e delle urine. Sono esami gratuiti purché vengano effettuati in strutture pubbliche (o convenzionate col SSN) e nelle settimane indicate dal Ministero della Salute. Per ottenere l’esenzione, è necessario che siano richiesti da un medico di base o da un ginecologo di una struttura pubblica e che sul ricettario sia indicato il codice di esenzione con la settimana di gestazione.

 

Nel primo trimestre sono esenti dal ticket:

 

  • Gruppo sanguigno di entrambi i patner (se non eseguito in fase preconcezionale)

  • Emocromo (per valutare se c’è anemia o vi sono infezioni in atto)

  • Esami infettivologici: HIV, rosolia, sifilide, toxoplasmosi epatite B e C. Sia il test per la rosolia che quello per la toxoplasmosi andranno ripetuti ogni 30-40 giorni fino al parto se l’esito è negativo (cioè non si è immuni).

  • Glicemia

  • Transaminasi

  • Anticorpi anti eritrociti, ossia il Test di Coombs indiretto: in caso di donne con gruppo sanguigno Rh negativo a rischio di immunizzazione il test deve essere ripetuto ogni mese.

  • Esame delle urine, chimico, fisico e microscopico. Ogni volta che si effettua l’esame delle urine, nel caso in cui risulti una presenza significativa di batteri, segno di infezione, il medico prescriverà anche un’urinocoltura, per ricercare i microrganismi responsabili, più un antibiogramma, per individuare l’antibiotico più efficace per debellarli.

 

 

L’ecografia del primo trimestre.

Nel primo trimestre, dalla 6-7° alla 13° settimana, si esegue la prima ecografia prevista dal SSN (in totale sono tre, una per ogni trimestre), che serve per confermare la presenza della gravidanza in utero, la corretta datazione, la presenza del battito cardiaco, l’eventuale tipologia di gemellarità (monocoriale o bicoriale) e per identificare anomalie evidenti nelle strutture fetali.

Leggi tutto lo speciale sulle Ecografie

 

Gli esami di screening e diagnosi prenatale

Durante la visita il ginecologo offre tutte le informazioni per poter scegliere consapevolmente se eseguire esami di screening non invasivi come il Bi-test (da effettuare tra la 11° e la 14° settimana, composto dall’ecografia della translucenza nucale più il dosaggio nel sangue di due specifiche sostanze) o esami genetici invasivi come villocentesi (da effettuare tra le 11 e le 13 settimane) o amniocentesi (da programmare tra le 15 e le 17 settimane).

LEGGI ANCHE: Tutti gli esami e le visite previste durante la prima visita dal ginecologo

 

Il secondo trimestre (da 14 a 28 settimane).

 

Le visite ginecologiche.

In teoria durante tutta la gravidanza bastano cinque-sei visite ginecologiche, ma la maggior parte delle future mamme ci va ogni mese.

Che si fa durante le visite del secondo trimestre? Si controllano gli esiti degli esami effettuati e si prescrivono eventuali terapie (ad esempio per contrastare una carenza di ferro), si discutono gli esiti dei test di screening, registrandone i risultati nella cartella che la donna porta con sé.

Il ginecologo misura inoltre la pressione arteriosa, per accorgersi tempestivamente se si superano i valori limite che possano far sospettare una preeclampsia.

Si valuta l’incremento del peso e, se necessario, si rivede la dieta e la tipologia di attività fisica svolta dalla futura mamma. Nel corso del secondo trimestre ci si informa sui corsi di preparazione al parto.

 

Gli esami del sangue e delle urine.

Nel secondo trimestre sono esenti dal ticket:

 

  • Emocromo

  • Toxotest e rubeotest, se la donna non è protetta dagli anticorpi

  • Esame delle urine chimico, fisico e microscopico (da ripetere a cadenza mensile), più eventuale urinocoltura

 

 

Il test da carico di glucosio

Non rientra tra gli esami esenti, ma le ultime linee guida raccomandano di effettuare un test da carico di glucosio (OGTT) a 16-18 settimane di età gestazionale per chi ha avuto già un precedente diabete gestazionale, e un ulteriore OGTT a 28 settimane di età gestazionale, se la prima determinazione è risultata normale. Se la futura mamma presenta fattori di rischio, come un’età superiore ai 35 anni o familiarità al sovrappeso, l’OGTT è consigliato a 24-28 settimane.

 

L’ecografia del secondo trimestre (morfologica).

Tra la 19° e la 22° si fa l’ecografia morfologica, che analizza in maniera accurata l’anatomia fetale.

 

Il terzo trimestre (da 28 settimane al termine)

 

Le visite ginecologiche

Come durante le visite precedenti, il ginecologo controlla gli esiti degli esami svolti, valuta l’aumento di peso, misura la pressione arteriosa.

A partire da 32-33 settimane, se il feto si presenta podalico, si valuta insieme alla coppia se utilizzare la moxibustione per aumentare la probabilità di far capovolgere il feto, mentre da 36 settimane circa il medico può proporre di tentare il rivolgimento del feto con manovre esterne (la cosiddetta manovra di rivolgimento), che devono essere però effettuate da uno specialista esperto della tecnica.

Durante gli incontri si discute inoltre del parto, dei segnali per riconoscere il travaglio e delle tecniche disponibili per alleviare il dolore (epidurale, protossido d’azoto, autoipnosi, parto in acqua). Se a 40 settimane il bambino non è ancora nato, il ginecologo fornisce alla partoriente le informazioni sulla gestione della gravidanza oltre il termine, con le visite ed i monitoraggi da fare.

 

Gli esami del sangue e delle urine.

Nel terzo trimestre sono esenti dal ticket:

 

  • Emocromo più ferritina (per controllare se la donna ha adeguate riserve di ferro)

  • Esame delle urine chimico, fisico e microscopico (da ripetere a cadenza mensile), più eventuale urinocoltura

  • Ricerca dei virus per epatite B e C e per l’HIV (tra la 33° e la 37° settimana).

 

 

Tampone vagino-rettale.

Nel terzo trimestre, in particolare fra 34 e 36 settimane, si fa il tampone vaginale e rettale per escludere la presenza dell’infezione da Streptococco beta-emolitico di gruppo B o Streptococcus agalactiae: si tratta di un esame che non rientra fra quelli a carico del SSN, tuttavia è altamente consigliato dalle nuove linee guida sulla gravidanza fisiologica emanate dal Ministero della Salute.

 

L’ecografia del terzo trimestre.

Si effettua intorno alla 32° settimana di gestazione e serve per valutare l’accrescimento fetale in base alla reale datazione già eseguita ed ai percentili di crescita delle tabelle a disposizione dell’ecografista, in più si controlla se la quantità di liquido amniotico e la morfologia della placenta sono ottimali.

 

L’elenco è stato redatto con la consulenza della dott.ssa Rossana Sarli, ginecologa dell’Università di Genova.

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