Toxoplasmosi

Toxo-test, che cosa è e come si leggono i risultati

Di Sara De Giorgi
toxotest
01 Febbraio 2019
Se la toxoplasmosi è contratta in gravidanza, può essere pericolosa per il bambino. Attualmente non c'è un vaccino, ma è importante fare il toxo-test, cioè un semplice esame del sangue che consente di rilevare la presenza di anticorpi contro il toxoplasma. Il test può essere eseguito nell'ambito della prima batteria di esami consigliata alla mamma alla prima visita della gravidanza.
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La toxoplasmosi è una malattia infettiva causata dal Toxoplasma gondii. Nella maggior parte dei casi è asintomatica oppure può dare sintomi leggeri, tra cui ingrossamento di linfonodi, mal di testa o di gola, stanchezza, febbre. Se viene contratta una volta, lascia successivamente un'immunità permanente: questo significa che non si corre più il rischio di ammalarsi.

 

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La toxoplasmosi però diviene molto pericolosa in gravidanza, poiché può danneggiare il feto, al quale può passare attraverso la placenta. Le conseguenza più gravi ci sono quando la toxoplasmosi è contratta nelle prime settimane di gestazione. Al fine di verificare se è vi è un concreto rischio, si può fare il toxo-test, un esame del sangue che consente di individuare la presenza di anticorpi contro il toxoplasma.

Vediamo:

 

Toxoplasmosi, che cosa succede se è contratta in gravidanza

 

Irene Cetin, responsabile dell’Unità di ostetricia e ginecologia presso l’Ospedale Luigi Sacco di Milano e professoressa dell'Università di Milano, aveva spiegato in un'intervista a nostrofiglio che «Per fortuna all’inizio della gravidanza è difficile che il toxoplasma arrivi al feto, ma se questo succede, i rischi possono essere anche seri: per esempio aborto spontaneo, malformazioni, danni al sistema nervoso centrale che possono portare a ritardo mentale o a epilessia oppure lesioni agli occhi che possono provocare cecità. Viceversa, verso la fine della gravidanza il passaggio attraverso la placenta è più facile, ma a quel punto i rischi possibili sono minori».

 

Toxo-test, che cos'è

 

Il toxo-test è un esame del sangue che permette di capire se si è immuni o si è a rischio di contrarre l'infezione. In particolare, consente di rilevare la presenza di anticorpi contro il toxoplasma. È consigliabile eseguire il test insieme ai primi esami raccomandati alla prima visita della gravidanza, ma può essere comunque fatto anche prima del concepimento.

L'esame è a carico del Sistema Sanitario Nazionale.

 

Se la donna è immune, può stare tranquilla per tutti i nove mesi e non bisogna rifare il test.

Se non l'ha mai contratta deve ripetere il test ogni mese per scongiurare ogni pericolo.

Se invece l'ha contratta durante la gravidanza, corre il rischio di trasmetterla al feto.

 

Come leggere i risultati del toxo-test

 

Il toxo-test cerca nel sangue la presenza di anticorpi specifici, ossia immunoglobuline, contro il parassita. In particolare, si rintracciano due tipologie di immunoglobuline:

  1. le IgM si formano quando c’è un’infezione e quindi avvertono che la malattia è in atto
  2. le IgG restano in circolo a segnalare che l'organismo in passato ha incontrato il parassita.

Test positivo o negativo: ecco come leggere i risultati. 

 

  •  IgM e IgG entrambe negative (cioè inferiori ai valori di riferimento): la donna non ha mai avuto l'infezione e quindi, per questo motivo, deve fare molta attenzione ad alcune norme igieniche di prevenzione.
  • IgM negative e IgG positive: la donna ha già contratto in passato la toxoplasmosi, ma non presenta un’infezione in atto. Questo vuol dire che è immune e non  vi sono pericoli per il feto.
  • IgM positive e IgG negative: vuol dire che al momento dell'esame l’infezione è in atto, anche se la donna non aveva mai contratto l’infezione in passato.
  •  IgM e IgG entrambe positive: l’infezione c’è stata e forse è ancora in circolo,  oppure potrebbe essere avvenuta 3-4 mesi prima, dato che le IgM impiegano in genere 3-4 mesi prima di risultare negative.

Quando è avvenuta l'infezione?

Per capire quando si è verificata l'infezione esiste un test ad hoc: il test di avidità. Questo test consente di capire se l’infezione si è verificata nei tre mesi precedenti o ancor prima.

 

E se l'infezione è in atto?

Per capire se il toxoplasma ha oltrepassato la barriera della placenta e ha infettato il feto, bisogna fare un’amniocentesi, dalla quale risulterà la presenza, nel liquido amniotico, del microrganismo.

 

Come si cura

Occorre sottoporsi a una terapia antibiotica, che abbassa il rischio di trasmissione dell'infezione al feto e che, se la trasmissione è già stata fatta, fa diminuire il pericolo di conseguenze gravi.

Con l'aiuto dei trattamenti attuali, il 90% dei bambini che contraggono l'infezione mentre sono ancora in utero viene al mondo senza sintomi gravi.

 

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