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Fare teatro in gravidanza e post parto, perché no?

di Rosy Maderloni - 26.10.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
All'Humanitas San Pio X di Milano gestanti e neomamme vanno in scena grazie a un laboratorio con il Carcano. Ecco perché fare teatro in gravidanza.

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Fare teatro in gravidanza e post parto, perché no?

Ci mancano solo i riflettori puntati addosso. La donna che sta aspettando un figlio è al centro di molte attenzioni: partner, famiglia, amiche, colleghi e clinici. Sono in tanti a occuparsi e preoccuparsi che la futura mamma stia bene e che non le manchi nulla. Sì, ma che ansia! e allora perché non sdrammatizzarci su? O meglio, drammatizzarci su? Fare teatro in gravidanza e nel post parto potrebbe essere un'attività davvero utile e piacevole per ridare un ruolo alle proprie emozioni e condividerle con altre donne. Mettere in scena quanto si sta vivendo e vederlo sotto nuova luce è solo uno degli obiettivi che il progetto "La salute femminile va in scena", iniziativa che vede la collaborazione tra il Punto nascita Humanitas Pio X di Milano e il Teatro Carcano per sensibilizzare sull'importanza di stili di vita sani e prevenzione, così come sul ruolo della donna nella società attuale, oltre ogni pregiudizio. Il prossimo 18 novembre è prevista una sessione dedicata proprio alla gravidanza e al post parto. Ne parliamo con Annalisa Inversetti, ginecologa del centro Humanitas per lei dell'ospedale Humanitas San Pio X a Milano e Silvia Gallerano, drammaturga e regista.

Dubbi e paure comuni delle donne donne in gravidanza

Quali sono oggi i principali dubbi e le paure più ricorrenti di una donna in gravidanza riguardo la sua salute e quella del suo bambino?

"Un famoso detto recita 'La gravidanza inizia quando la futura mamma inizia a pensarci'. Parafrasando: già molto tempo prima del concepimento, la futura mamma è assorbita da un turbinio di legittime preoccupazioni che la accompagneranno per lungo tempo. Alcune delle più frequentemente riscontrate e condivise sono il timore sul ruolo dell'ambiente nel condizionare la salute del futuro nascituro (inquinamento, vita in città, abitudini alimentari non corrette), i cambiamenti fisici.

Al di là di queste che potremmo definire "preoccupazioni più classiche", emergono preoccupazioni di neomamme che si apprestano ad affrontare la gravidanza conciliandola con una vita lavorativa molto intensa: 'sarò in grado di trovare il tempo di occuparmi adeguatamente del mio bambino? Come affronterò le giornate lavorative dopo notti insonni? Su quale rete di aiuti potrò appoggiarmi?'.

Dopo il concepimento e dopo i primi controlli che attestano l'avvio di una regolare gravidanza, la sfera di dubbi e paure coinvolge più concretamente aspetti fisiologici della gravidanza e del parto, in particolare la paura del travaglio e della propria reazione emotiva all'insorgere delle contrazioni ('urlerò molto forte? Perderò il controllo? Che figura farò con il personale della sala parto?'), il timore di richiedere l'epidurale (sentirò dolore nel momento in cui sarà effettuata la puntura nella schiena?'), e poi in riferimento al parto il timore di non riuscire a partorire o di non avere il coraggio di affrontare un taglio cesareo se necessario".

Le emozioni delle future mamme

Per quali di questi aspetti spesso le mamme sono condizionate nelle loro scelte dalla rete familiare, amicale e relazionale? 

"Partendo dal presupposto che tutto ciò che non conosciamo bene ci fa più paura in quanto sembra sfugga dal nostro controllo, le mamme che si apprestano ad affrontare una prima gravidanza possono essere più vulnerabili, specialmente se non adeguatamente formate durante il corso pre-parto. Il confronto con altre mamme coetanee e con le figure femminili di riferimento della rete familiare, amicale e relazionale può influenzare, ma non sempre positivamente. L'informazione, il più scientifica possibile ma nel contempo tradotta in un linguaggio comprensibile ai non addetti ai lavori sia in sede di corso pre parto sia durante le visite ostetriche di routine, sia il modo migliore per arginare i pregiudizi".

Il teatro per le donne in gravidanza

In che modo il teatro può essere una risorsa per la gestante e la neomamma?

"Partendo da un ricordo personale, posso dire che durante la gravidanza e nei primi mesi dei miei bambini, ero felice quando potevo condividere con altre mamme tutto quello che stavo vivendo. Il teatro è uno dei modi migliori per far incontrare i corpi, che sono i veri protagonisti di questo momento della nostra vita.

Aprire un tempo di osservazione dei cambiamenti del proprio corpo, confrontandosi con altre donne è una grande opportunità, in un momento in cui tutti dall'esterno ci danno consigli e sembrano sapere esattamente quello che ci sta succedendo e come dobbiamo comportarci. Il teatro apre uno spazio di ascolto e di azione condivisa, permettendoci di riflettere attraverso il fare insieme".

Laboratori di teatro per donne in gravidanza: come funzionano

Cosa si fa in un laboratorio di teatro per le donne in gravidanza e nei mesi dopo il parto?

"Partiamo dai nostri corpi: come si stanno trasformando, se ci piacciono, se non ci piacciono. Lasciamo che si liberino mostrandosi. Parliamo dei cliché sulla gravidanza: tutto quello che ci dicono che dovremmo fare o essere da adesso in poi. Ci divertiamo a mostrare alle altre come siamo fatte. Condividiamo, mettendole in scena, le nostre paure. Giochiamo a interpretare tutte le persone che hanno qualcosa da dire su quello che stiamo vivendo. In generale ci prendiamo un tempo e uno spazio per riflettere e per divertirci insieme".

Teatro in gravidanza: quali rischi?

Ci sono eventuali rischi clinici per cui questa attività è sconsigliata alle donne in gravidanza?

"No, nessun rischio clinico: l'attività laboratoriale può essere vissuta come un'esperienza di convivialità, socializzazione e condivisione con altre donne. Per ciò che riguarda l'attività prettamente pratica, è da intendersi come una leggera attività fisica, peraltro raccomandata in gravidanza, con le dovute accortezze".

Le intervistate e il laboratorio gratuito

Le intervistate sono Annalisa Inversetti, ginecologa del centro Humanitas per lei dell'ospedale Humanitas San Pio X a Milano e Silvia Gallerano, drammaturga e regista.

L'appuntamento con il laboratorio teatrale "Mamme in scena: la gravidanza e il post parto oltre ogni pregiudizio" è sabato 18 novembre dalle ore 15 alle 17.30 nell'auditorium Humanitas San Pio X in via Francesco Nava 31. Per info e prenotazione visitare la sezione: Dalla gravidanza alla menopausa: laboratori teatrali in ospedale con il Carcano - Humanitas San Pio X (humanitas-sanpiox.it)

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