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Come si eredita il gruppo sanguigno?

di Francesca De Ruvo - 22.04.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Il gruppo sanguigno che ogni bambino eredita presenta il contributo sia della mamma che del papà. Vediamo tutte le possibili combinazioni

Conoscendo il gruppo sanguigno della mamma e del papà è possibile prevedere quale sarà quello del bambino? La risposta è sì, anche se le opzioni, come ci insegna la genetica, potrebbero essere più di una. In alcuni casi il gruppo sanguigno del bambino può essere diverso da quello dei genitori, ma questo non deve necessariamente mettere in dubbio il rapporto di una coppia: i gruppi sanguigni di due persone possono dare origine a diverse combinazioni, più o meno insolite. Ci sono poi casi, molto rari, in cui alcune mutazioni genetiche rendono possibili anche figli apparentemente "impossibili". Ecco perché solitamente non si può fare affidamento unicamente sul gruppo sanguigno per accertare una paternità.

In ogni caso, conoscere il gruppo sanguigno della mamma e del papà è un'informazione molto importante durante la gravidanza perché permette ai medici di valutare un'eventuale interferenza tra il sangue della madre e quello del bimbo che porta in grembo.

In questo articolo

Il gruppo sanguigno ABO

Il gruppo sanguigno è determinato geneticamente ed è ereditato sia dalla madre che dal padre.

I gruppi sanguigni sono quattro: A, B, AB e 0 (zero) e ciascuno di essi è identificato in base alla presenza di alcune sostanze (antigeni A e B) sulla superficie dei globuli rossi. Se su un globulo rosso è presente l'antigene A si ha il gruppo A; se è presente l'antigene B si ha il gruppo B; se sono presenti entrambi il gruppo sanguigno sarà AB. Nel caso in cui non fosse presente nessuno dei due antigeni, allora si tratta del gruppo "zero", indicato nel sistema ABO con la lettera O, dall'iniziale della parola tedesca "Ohne", che significa "senza".

I gruppi A, B, AB e 0 si dividono ulteriormente in base alla presenza o meno di un particolare antigene, il fattore Rh che può essere positivo (Rh+) o negativo (Rh-).

Vediamo ora come un bambino eredita il gruppo sanguigno dalla mamma e dal papà.

Come si eredita il gruppo sanguigno

Partiamo col dire che ogni bambino che nasce eredita metà patrimonio genetico dal papà e metà dalla mamma, quindi per ogni caratteristica del suo corpo erediterà un gene materno e uno paterno. Ciascun gene è formato da due parti che prendono il nome di alleli e che possono a loro volta essere dominanti o recessivi. Ciascun bambino eredita un allele dalla mamma e uno dal papà e questa combinazione determinerà il suo gruppo sanguigno.

In biologia per indicare gli alleli sia usa la lettera "i" minuscola quando la parte è recessiva (allele di tipo 0), mentre si utilizza la lettera maiuscola (IA, IB) quando la parte è dominante (allele di tipo A o di tipo B).

Proviamo a vedere alcuni esempi per semplificare, per quanto possibile, la questione.

Se una persona è di gruppo sanguigno B, gli alleli che determinano il gruppo B possono essere entrambi B oppure uno di tipo B e l'altro di tipo 0. Più precisamente, un bambino che è di gruppo B può aver ereditato la caratteristica B sia dalla mamma che dal papà, oppure aver ereditato la caratteristica B da uno genitore e la 0 dall'altro. Siccome il tipo B è dominante, prevale sul tipo 0 che è recessivo (o debole).

Lo stesso si verifica con un bambino di gruppo A in cui le due componenti che determinano il gruppo sanguigno possono essere entrambe di tipo A oppure una di tipo A e l'altra di tipo 0.

Un bambino di gruppo AB, invece, ha ereditato l'allele A da un genitore e l'allele B dall'altro. A e B sono entrambi dominanti e vanno a creare quindi il gruppo AB.

Infine, un bambino di gruppo 0 ha ereditato entrambi gli alleli recessivi dai genitori.

Proprio perché il bambino eredita uno solo allele dal padre e un solo allele dalla madre, si possono creare molteplici combinazioni.

Le possibili combinazioni

La combinazione di un singolo allele della mamma con un singolo allele del papà può dare origine a tutte queste combinazioni. Proviamo a vederne alcune in dettaglio.

Mamma e papà con gruppo sanguigno A

Se entrambi i genitori appartengono al gruppo sanguigno A potrebbero avere un bambino di gruppo A oppure 0 a seconda che i loro alleli siano dominanti o recessivi. Il gruppo A, come è possibile osservare nella prima tabella, è formato da due alleli di tipo A (IA) oppure da uno di tipo A (IA) e uno di tipo 0 (i). Nel caso in cui entrambi i genitori avessero un allele recessivo (i) c'è il 25% di possibilità che il bimbo sia di gruppo 0.

Mamma e papà con gruppo sanguigno B

La spiegazione qui è la medesima che nel caso di genitori con gruppo sanguigno A. Infatti, il gruppo sanguigno del bambino di due genitori di gruppo B dipenderà dalla presenza o meno di alleli recessivi. Se entrambi i genitori hanno alleli recessivi c'è un 25% di possibilità che il bimbo nasca con gruppo sanguigno 0. Invece, se entrambi i genitori presentano alleli dominanti (IB), o se solo uno dei due genitori presenta un allele recessivo (i), nascerà sempre un bambino di gruppo B.

Mamme e papà con gruppo 0

Qui la situazione si fa più semplice! Se entrambi i genitori sono di gruppo sanguigno 0, il loro bimbo potrà nascere solamente con il gruppo 0 perché eredita da mamma e papà gli alleli recessivi (i).

Un genitore di gruppo A (oppure B) e uno di gruppo 0

Nel caso in cui un genitore fosse di gruppo sanguigno A (oppure B) e l'altro fosse di gruppo 0, si possono determinare gruppi differenti a seconda degli alleli dominanti e recessivi del genitore di gruppo A (o B).

Facciamo un esempio con il gruppo A, ma che vale anche con il gruppo B:

Se un genitore di gruppo A ha entrambi gli alleli dominanti, il bambino nascerà di gruppo A perché gli alleli dominanti del genitore di gruppo A "si impongono" sugli alleli recessivi del genitore di gruppo 0. Invece, se un genitore di gruppo A ha un allele dominante e uno recessivo, c'è un 50% di possibilità che il bambino nasca di gruppo 0.

Un genitore di gruppo AB e uno di gruppo 0

Come abbiamo visto prima, nel gruppo AB si esprimono entrambi gli alleli dominanti che "mettono a tacere" gli alleli recessivi del genitore con gruppo 0. In questo caso può nascere solo un figlio di gruppo A oppure uno di gruppo B.

Mamma e papà con gruppo AB

Nel caso in cui sia la mamma che il papà appartengano al gruppo AB, potrà nascere un bambino di gruppo A (25% dei casi), di gruppo B (25%) o di gruppo AB (50%). Tutto dipende dalla combinazione degli alleli dei genitori.

Questi erano alcuni esempi delle combinazioni che la natura ha creato, ma esistono anche alcune rarissime mutazioni che rendono possibile la nascita di un bambino di gruppo A o B da genitori di gruppo 0 (fenotipo Bombay). Ecco perché non ci si può basare unicamente sul gruppo sanguigno per accertare o meno la paternità.

Qual è il gruppo sanguigno più comune?

Il gruppo sanguigno più diffuso in Italia è lo 0 (zero) che è anche il gruppo più antico. Si stima che nel nostro paese il 40% della popolazione sia di gruppo 0, il 36% di gruppo A, il 17% di gruppo B e solo il 7% di gruppo AB. Per quanto riguarda il fattore Rh, invece, la maggior parte della popolazione è Rh+.

Non in tutto il resto del mondo però il gruppo 0 è quello più diffuso. Se esaminiamo le popolazioni asiatiche e indiane, ad esempio, noteremmo una prevalenza del gruppo B rispetto al gruppo sanguigno 0. A cosa sono dovute queste differenze? Alla nostra storia evolutiva. Nel corso dei millenni l'uomo ha dovuto adattarsi alle diverse condizioni ambientali e alimentari che hanno determinato la diversificazione degli antigeni presenti sui globuli rossi. Dopo il gruppo 0 comparve il gruppo A (circa 25 mila anni fa), successivamente il gruppo B e, infine, il gruppo AB (circa 1000-1200 anni fa) che è il più raro. 

Il gruppo sanguigno per stabilire la paternità

"Mater semper certa est, pater nunquam", la madre è sempre certa, il padre mai, dice un famoso detto. Il gruppo sanguigno può essere utile per accertare una paternità? No, o almeno non sempre. Per molto tempo, prima dello sviluppo dei test genetici, ci si basava sul confronto dei gruppi sanguigni per stabilire la paternità, ma questo metodo non è propriamente affidabile. È vero che esistono alcuni gruppi sanguigni che escludono una relazione tra il padre e il figlio, ma questa regola vale solo in casi specifici. Motivo per cui si può confermare o escludere una paternità in modo certo solo tramite l'analisi del DNA che fornisce un risultato sicuro al 100%.

Incompatibilità ABO

Come abbiamo accennato in apertura, conoscere il gruppo sanguigno dei genitori è importante per valutare anche possibili incompatibilità di gruppo sanguigno tra il feto e la madre. Nel caso in cui il gruppo sanguigno della mamma e quello del bambino che porta in grembo fossero diversi, si può verificare una condizione benigna che causa ittero neonatale. L'incompatibilità ABO è dovuta alla presenza di anticorpi materni contro gli antigeni A o B presenti sui globuli rossi del feto. Ad esempio, se la mamma è 0 e il bambino è di gruppo A, il sistema immunitario della madre non riconosce come normali queste particelle e produce degli anticorpi.

Nel momento in cui la donna partorisce può avvenire l'ingresso di sangue materno, contenente anticorpi contro gli antigeni A e B, nel circolo sanguigno del bambino. Il risultato è la distruzione dei globuli rossi del neonato e il rilascio di una molecola, la bilirubina. Un accumulo di bilirubina rende la pelle e gli occhi del bimbo di colore giallognolo. In questi casi parliamo di ittero neonatale, una condizione risolvibile tramite il ricorso a particolari lampade utilizzate in ospedale.

Il fattore Rh

Infine, è importante menzionare anche un ultimo aspetto da tenere in considerazione durante la gravidanza: il fattore Rh, che può essere positivo o negativo. Conoscere il fattore Rh in gravidanza è davvero importante per stabilire una possibile incompatibilità tra il sangue materno e quello del feto. Infatti, se una donna è Rh negativa e ha un partner Rh positivo, in caso di gravidanza può porsi il problema dell'incompatibilità del fattore Rh tra madre e figlio (se anche questo è Rh positivo). L'incompatibilità del fattore Rh può provocare la malattia emolitica feto-neonatale, potenzialmente pericolosa per il neonato, ma soprattutto per eventuali gravidanze.

Come si eredita il fattore Rh?

Anche per il fattore Rh, come per il gruppo sanguigno, gli alleli sono due: con la "D" maiuscola si indica l'allele dominante che è responsabile dell'Rh+, mentre con la lettera "d" minuscola indichiamo l'allele recessivo responsabile dell'Rh-.

Da qui le combinazioni possibili sono tre:

  • Se entrambi i genitori sono negativi (Rh-): il loro bimbo può essere solamente Rh negativo;
  • se entrambi i genitori sono Rh positivi: il bimbo potrebbe nascere Rh+ o Rh-, anche se c'è una maggiore probabilità che sia positivo;
  • se uno dei due genitori è Rh+ e l'altro Rh-: può nascere un figlio Rh+ o Rh- con la stessa probabilità.

Fonti utilizzate:

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