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Gemelli eterozigoti e omozigoti: qual è la differenza?

di Nostrofiglio Redazione - 23.05.2022 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Gemelli eterozigoti e omozigoti: qual è la differenza? I gemelli eterozigoti si assomigliano come due fratelli, mentre gli omozigoti sono identici

Gemelli eterozigoti e omozigoti

Una gravidanza gemellare è sempre un evento particolare: i gemelli eterozigoti non si assomigliano più di due normali fratelli, perché si formano quando due ovuli maturano contemporaneamente e vengono fecondati da due spermatozoi, l'uno indipendentemente dall'altro, al contrario i gemelli monozigoti sono identici. Si stima che il parto gemellare abbia un'incidenza di 1/70 rispetto alle gravidanze singole, ma negli ultimi anni abbiamo assistito ad un aumento della frequenza di gravidanze gemellari, causato dall'incremento dell'utilizzo di  farmaci per stimolare la fertilità e delle tecniche di fecondazione assistita. L'incidenza delle gravidanze mono-ovulari è di circa 1/300 gravidanze, mentre quella dei gemelli bi-ovulari può variare tra <1/100 e 1/500 gravidanze.

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Gemelli eterozigoti

Oggi è abbastanza sicuro che i gemelli eterozigoti chiamati anche bicoriali, biovulari, bizigoti, dizigoti, possano formarsi anche da un solo ovulo, che si suddivide poco dopo il concepimento. Ogni parte viene poi fecondata da un diverso spermatozoo. Il patrimonio ereditario della madre è in questo caso identico per i due bambini, mentre quello del padre è diverso.

Gemelli monozigoti

I gemelli monozigoti chiamati anche monoovulari, monocoriali o omozigoti, sono praticamente uguali e possono essere scambiati l'uno per l'altro. Essi, infatti, hanno lo stesso patrimonio genetico e lo stesso sesso. I gemelli monozigoti sono nati da solo ovulo fecondato da un singolo spermatozoo, ma poi questo ovulo si divide in due metà e in ciascuna di essere cresce un bambino. Il 100% dei loro cromosomi è identico e quindi avranno lo stesso DNA e gli stessi tratti somatici, dal colore degli occhi a quello dei capelli.

Se l'ovulo si divide poco dopo la fecondazione, ogni gemello ha la sua placenta e una cavità amniotica. Se invece la divisione avviene da quattro a sette giorni dopo la fecondazione, i gemelli condividono la placenta. Talvolta si manifesta la cosiddetta "sindrome trasfusionale feto-fetale": un gemello sottrae all'altro le sostanze nutritive. Pertanto è importante far controllare regolarmente la crescita dei gemelli con un'ecografia. Si consideri che i gemelli con una sola placenta e una sola cavità amniotica sono rari.

Non sempre il patrimonio genetico è uguale

Si è scoperto che le coppie di gemelli monozigoti adulti hanno un patrimonio genetico differente. Questa strabiliante scoperta è stata inizialmente fatta da un team di ricercatori che ha esaminato 19 coppie di gemelli. Ognuna di queste coppie mostrava la cosiddetta "Copy Number Variations": alcune volte in un gemello mancava una parte del cromosoma, altre volte ne erano disponibili persino più di uno.

Gli scienziati ritengono che queste variazioni siano maturate nel corso della vita in seguito a divisioni cellulari. Essi sperano con l'aiuto di questa scoperta di riuscire a identificare i geni responsabili di alcune malattie: se si ammala un solo gemello, le cause potrebbero eventualmente essere localizzate nelle differenze tra il suo patrimonio genetico e quello del gemello.

Che probabilità ci sono di avere due gemelli?

In alcune famiglie i gemelli sono piuttosto frequenti, quindi si ritiene che vi sia una predisposizione genetica e che la linea femminile giochi un ruolo maggiore.

Sono invece molto più rare le gravidanze multiple spontanee, cioè quelle con tre-cinque nati contemporaneamente dovute alla poliovulazione. Per questo motivo i gemelli dizigoti possono avere lo stesso sesso oppure sesso diverso e condividono il 50% dei geni, come i fratelli nati da gravidanze successive.

Negli ultimi anni il numero di gemelli eterozigoti è aumentato: ciò è dovuto alle cure ormonali per curare l'infertilità, a seguito delle quali spesso maturano più ovuli. In caso di inseminazione artificiale nella donna vengono spesso impiantati più ovuli fecondati.

Un ulteriore motivo è l'aumento dell'età delle madri. Infatti, con l'età in una donna aumenta anche l'ormone follicolo stimolante (FSH) e spesso sono disponibili più ovuli da fecondare. Dai 15 ai 39 anni aumenta progressivamente la probabilità di avere gemelli bi-ovulari, mentre dai 40 ai 44 anni aumenta la tendenza ad avere gemelli mono-ovulari.

Il parto gemellare

Di solito il parto gemellare è un po' più complicato di quello singolo e si verifica tra le 32 e le 38 settimane di gestazione, per il maggiore allargamento dell'utero.

Se il travaglio non avviene entro la 38esima settimana, si tende a programmare un cesareo indurre il parto entro tale termine. La possibilità di un parto naturale viene valutata al termine della gravidanza considerando vari fattori. In genere,  soprattutto nelle gravidanze monocoriali si tende a fare il cesareo. Nel caso di parto naturale, l'intervallo di tempo che intercorre tra le due espusioni non supera i 15 minuti.

Fonti

Revisionato da Nicoletta Vuodi - Aggiornato il 04.12.2020

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