Home Gravidanza Feto

Gemelli omozigoti: cosa vuol dire in una gravidanza gemellare

di Penelope Greco - 15.02.2021 - Scrivici

gemelli-omozigoti
Fonte: Shutterstock
I gemelli omozigoti sono un fenomeno molto raro. Scopriamo insieme qual è la differenza tra gemelli omozigoti o eterozigoti.

I gemelli omozigoti sono un fenomeno molto raro. Quelli eterozigoti si assomigliano, mentre quelli omozigoti sono proprio identici. Nel secondo caso i due ovuli maturano contemporaneamente e vengono fecondati da due spermatozoi, l'uno indipendentemente dall'altro, mentre i gemelli omozigoti sono praticamente uguali e possono essere scambiati l'uno per l'altro.

In questo articolo

Gemelli omozigoti: cosa vuol dire

Secondo dati ISTAT, attualmente ogni anno in Italia si hanno circa 5600 gravidanze gemellari e 280 trigemine. Molti di questi nuovi gemelli non sono identici, perché, a differenza dei monozigoti, che si sviluppano dallo stesso uovo fecondato, nascono dalla fecondazione di uova distinte. Ecco quindi la differenza tra gemelli omozigoti ed eterozigoti. I gemelli nascono sì da un unico parto, ma soli i primi condividono il 100% del loro DNA e sono sempre dello stesso sesso. Il tutto ha inizio con la fecondazione di un solo ovulo, che poi, nel giro di dieci giorni, si divide in due embrioni. Se l'ovulo si divide poco dopo la fecondazione, ogni gemello avrà la sua placenta e una cavità con liquido amniotico. Se invece la divisione avviene da quattro a sette giorni dopo la fecondazione, i gemelli condivideranno la stessa placenta.

Gemelli omozigoti: come si formano

I gemelli omozigoti si formano dopo circa 10 giorni dall'ovulazione. Si dividono in gemelli monovulari monocoriali, ossia che possono condividere la stessa placenta, o gemelli monovulari bicoriali, ossia che possono sviluppare due placente distinte. I due gemelli sono dello stesso sesso e sono praticamente identici nell'aspetto, visto che possiedono lo stesso patrimonio genetico, gli stessi occhi, gli stessi capelli, lo stesso gruppo sanguigno, e quindi gli stessi caratteri somatici. Si fa quindi fatica a riconoscerli, anche se poi, nel tempo, aggiungono caratteristiche differenti. A volte si manifesta la "sindrome trasfusionale feto-fetale": un gemello sottrae all'altro le sostanze nutritive. Ecco perché è importante far controllare regolarmente la crescita dei gemelli con un'ecografia.

Qual è il gemello più vecchio

Non c'è un più grande o un più vecchio in una coppia di gemelli. Da un punto di vista anagrafico, in Italia, nei certificati di assistenza al parto (CedAP) nelle nascite gemellari risulta l'ordine di nascita, quindi c'è chi è nato come primo e chi come secondo. Se ci si riferisce alle dimensioni del nato, nella letteratura scientifica è stato più volte riportato che, in media, il primo nato è anche quello con il maggior peso alla nascita. Infine, se si pensa a chi dei due gemelli è stato concepito per primo, non c'è modo di rispondere. I gemelli monozigoti, sono concepiti contemporaneamente e quindi non c'è un gemello concepito prima dell'altro. Non è neanche vero che chi nasce prima è stato concepito prima.

Quante probabilità ci sono di avere gemelli

Secondo le statistiche circa l'1,6 per cento delle gravidanze hanno un esito gemellare. Ma ci sono altri fattori che possono influenzare le probabilità di avere gravidanze multiple o gemellari. Quello principale è il patrimonio genetico dei genitori. Negli ultimi anni il numero di gemelli eterozigoti è aumentato: ciò è dovuto alle cure ormonali per curare l'infertilità, a seguito delle quali spesso maturano più ovuli. In caso di inseminazione artificiale nella donna vengono spesso impiantati più ovuli fecondati. Un ulteriore motivo è l'aumento dell'età delle madri. Infatti, con l'età in una donna aumenta anche l'ormone follicolo stimolante (FSH) e spesso sono disponibili più ovuli da fecondare.

Fonti articolo: Istat, Ospedale Bambin Gesù

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli