Vita prenatale

La mamma trasmette al bimbo la felicità

futuramammafelice
08 Luglio 2008
Molte donne incinta si chiedono quali sensazioni possa avvertire il bimbo nel pancione. "Sentirà se sono felice, stressata o se ho paura?" Secondo gli esperti di vita prenatale, la risposta è sì. Ma non bisogna preoccuparsi troppo, i bebè hanno la memoria corta.
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Che cosa prova il feto nel pancione? Il feto ti sente e sente il mondo nel quale nascerà

In Cina l’età si calcola in modo diverso da come si fa nel mondo occidentale: al primo compleanno il bambino non ha 12 mesi, ma 21 perché si contano anche i nove mesi trascorsi nel pancione.

"L’utero è un ambiente protetto, ma il feto non si sente per niente fuori dal mondo", sostiene Ludwig Janus, psicoterapeuta e direttore della Internationale Studiengemeinschaft für pränatale und perinatale Medizin und Psychologie di Heidelberg, in Germania, un istituto specializzato nella medicina e psicologia prenatale. "Ciò significa che il bimbo nel pancione partecipa alla vita della mamma, sente l'ambiente nel quale nascerà".

Questa consapevolezza è affascinante, ma può diventare anche fonte di stress. Molte donne incinte si chiedono: il feto sente davvero proprio tutto quello che provo? E sentirà i miei dubbi, le mie preoccupazioni e le mie necessità, la mia frenesia? Che cosa devo fare perché stia bene?

La scienza ha cercato di dare delle risposte, ecco quali sono le scoperte più importanti.

 

La mamma passa cibo e sensazioni. Il nascituro non viene solo nutrito, l’organismo materno gli passa anche un sacco di informazioni: la placenta trasmette al bimbo i messaggeri delle sensazioni, gli ormoni. Se, per esempio, la futura mamma è stressata, il livello di cortisolo aumenta. Gli scienziati lo hanno potuto rilevare da misurazioni del sangue del cordone ombelicale: con un ritardo di poche pulsazioni il livello di stress elevato raggiunge anche il feto.

 

Allo stress i bambini nel pancione reagiscono in modo diverso: alcuni si agitano, i movimenti sono nervosi, altri si fanno piccoli piccoli, portano gambe e braccia vicinissime al corpo. Ma il bimbo partecipa anche alle sensazioni positive della mamma: le endorfine e gli altri ormoni della felicità arrivano al piccolo non appena la mamma si rilassa, è contenta e felice.

Ricercatori hanno misurato i flussi cerebrali dei nascituri (alla ventesima settimana) quando la mamma immaginava una situazione particolarmente piacevole: ebbene, è risultato che le oscillazioni delle curve si facevano sempre più piccole e che quindi il bimbo era in grado di godere dei pensieri positivi della mamma.

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Lo studio "Il pancione: un mondo tutto da scoprire", condotto nel 2005 presso l’Università tedesca di Trier dalla psico-biologa Margarete Rieger è arrivato ad alcune importanti conclusioni:

  • non esiste collegamento tra peso, circonferenza della testa, vitalità complessiva del neonato e lo stress della mamma in gravidanza;

  • sentimenti ambivalenti o fasi difficili della vita della mamma non danneggiano lo stato d'animo del bambino. Solo se lo stress è altissimo e dura per molto tempo il bambino potrebbe risentirne;

  • il corpo femminile attiva dei meccanismi di difesa per proteggere il nascituro dallo stress: dal terzo al sesto mese di gravidanza nella placenta si sviluppa un determinato enzima che riesce a disattivare fino a un certo livello il cortisolo, il trasmettitore dello stress nel sangue, proteggendo così il piccolo. Questi meccanismi non sono sufficienti solo se lo stress è molto elevato e dura per molto tempo.