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I movimenti fetali: quando cominciano, come riconoscerli, quando preoccuparsi

di Valentina Murelli - 22.07.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Quando si cominciano a sentire i movimenti fetali, che caratteristiche hanno, come cambiano durante la gravidanza, quando preoccuparsi: tutto quello che bisogna sapere

In questo articolo

Quando si cominciano a sentire i movimenti del bambino nel pancione

"Il bambino si muove dalle primissime settimane di gravidanza: se si fa un'ecografia a sette o otto settimane si vedono già i movimenti del feto, anche se non coordinati come quelli che farà quando sarà più grande. E' chiaro però che quando è così piccolo la mamma non riesce a percepire i suoi movimenti, che non arrivano a colpire la parete uterina". Parola di Laura Avagliano, ginecologa libera professionista a Milano e professoressa a contratto all'Università di Milano, alla quale abbiamo chiesto di spiegarci tutto sui movimenti fetali.

Ma quando, allora, la mamma comincia a percepire i primi movimenti? "Il momento X è molto variabile da gravidanza a gravidanza" speiga la ginecologa. "In media si comincia a sentirli intorno alle 20 settimane, ma più in generale tra le 16 e le 24 settimane. Detto questo, ci sono mamme che dalla sedicesima settimana hanno la sensazione di sentire qualcosa, altre che fino alla venticinquesima non sentono praticamente nulla". 

Gravidanze precedenti e posizione della placenta possono influenzare la percezione dei movimenti fetali?

Si dice spesso che nelle gravidanze successive alla prima la mamma avverte prima i movimenti del nuovo bambino. "In realtà non c'è una regola fissa" sottolinea Avagliano. "Succede spesso che le mamme sentano prima i movimenti fetali in una gravidanza successiva alla prima, ma può anche succedere che non accada. In ogni caso, se accade, non è chiaro perché: può darsi che le mamme che hanno già avuto altre gravidanze sappiano cosa aspettarsi e siano più pronte a percepire quel qualcosa di insolito che caratterizza le prime percezioni, o che l'utero sia più sensibile ai movimenti del feto".

 

Un discorso analogo riguarda la posizione della placenta: in caso di placenta anteriore, può succedere che la mamma faccia più fatica ad avvertire i movimenti fetali, specie all'inizio quando il bambino è ancora piccolo. "Questo perché la placenta in posizione anteriore potrebbe avere l'effettodi un cuscinetto che attutisce i colpi, ma di nuovo non c'è una regola fissa. Tra l'altro, se una donna non ha avuto altre gravidanze con placenta posteriore, non ha un termine di paragone preciso sulla percezione dei movimenti con la placenta anteriore". 

 

 

Che cosa si sente all'inizio e come cambiano i movimenti durante la gravidanza

Come si percepiscono i primi movimenti del bambino

"All'inizio è una percezione un po' sfumata, anche questa variabile da mamma a mamma" sottolinea Avagliano. "C'è chi dice che sente le bollicine come quando si va sott'acqua, chi le farfalle, chi strani fruscii dentro la pancia, chi la sensazione di avere un pesciolino nella pancia. Di sicuro all'inizio appare come qualcosa di insolito: qualche mamma dice che non capisce se si tratta dell'intestino o del bambino, ma che le sembra strano che sia l'intestino".

Come cambiano i movimenti a mano a mano che il feto cresce

Via via che il bambino diventa più grande diventano percepibili colpi più forti, che potrebbero essere calcetti o pugni, oppure si può vedere la formazione di bozze sulla pancia, che corrispondono al movimento di una parte del corpo più grossa, come quando sta puntando il sedere. "In generale è difficile se non impossibile distinguere se un colpo è dato da un calcio, un pugno o una gomitata, a meno di non avere appena fatto un'ecografia e di sapere con esattezza la posizione del bambino. Quello che si possono distinguere sono i movimenti di parti piccole (mani, piedi, gomiti) da quelli di parti grandi (la schiena, la testa, il sedere), che possono determinare strusciamenti". 

Poi naturalmente ci sono le capriole, che verso la fine della gravidanza, una volta trovata la posizione definitiva (in genere quella cefalica), il bambino non fa più, almeno non per intero. 

Un falso mito: non è vero che alla fine della gravidanza il bimbo si muove di meno

E' stato detto e ripetuto per anni che da un certo momento in poi il bambino si muove meno, perché essendo diventato più grande ha meno posto per farlo. Ebbene, si tratta di un falso mito da sfatare. "Non è vero che si muove meno" sottolinea Avagliano. "Semplicemente, si muove in modo diverso e cambiano le percezioni della mamma. Se prima faceva le capriole, una volta che ha trovato la posizione le capriole non le fa più, ma continua a muoversi con la stessa energia e vivacità che aveva prima. I colpi, che la mamma ha cominciato ad avvertire con forza intorno alle 28-32 settimane, devono persistere sempre". 

Il singhiozzo del feto nel pancione

"Il singhiozzo del feto? E' un ottimo segno di benessere" anticipa Avagliano. "A noi adulti dà fastidio, ma non è così per i bambini nella pancia, per i quali è un movimento fondamentale per imparare a muovere il diaframma. Ricordiamo che in utero i bambino non hanno aria e non respirano, ricevendo ossigeno dalla placenta, ma devono comunque imparare a muovere il diaframma perché appena nati i polmoni dovranno funzionare e loro dovranno respirare: il singhiozzo serve proprio a questo. E' un movimento ritmico, che le mamme imparano presto a riconoscere. Anche in questo caso, però, non tutti i bambini sono uguali: alcuni singhiozzano spesso, altri meno". 

Da cosa dipende quanto e come si muove il bambino

"Tutti i bambini nel pancione si muovono in continuazione" spiega Avagliano. "Il loro ritmo sonno-veglia è molto differente dal nostro: in genere alternano mezz'oretta di sonno e mezz'oretta di veglia, ma anche quando dormono possono muoversi, proprio come facciamo noi quando ci giriamo nel sonno".

Detto questo, ogni feto ha le sue caratteristiche di movimento, che dipendono in parte dal suo temperamento (il bambino "terremoto" che scalcia in continuazione, quello più tranquillo, quello che scalcia appena la mamma si mette alla scrivania "come se non volesse farmi lavorare" dicono alcune mamme, e così via) e in parte da alcune variabilità fisiche:

  • la quantitò di liquido amniotico
  • la posizione della placenta (come abbiamo detto quella anteriore può attutire la percezione dei movimenti da parte della mamma)
  • la lunghezza del cordone ombelicale: se è corto i bambini possono girarsi un po' meno

Molti bambini, inoltre, tendono a muoversi con più vigore e vivacità dopo i pasti della mamma, grazie ai quali ricevono nuove sostanze nutritive.

Ovviamente, anche se i bambini si muovono in continuazione, le mamme non avvertono sempre i loro movimenti. Per esempio quando loro stesse camminano o si muovono la percezione dei movimenti fetali è meno evidente e lo stesso può accadere se sono concentrate su altro, come il lavoro. Per questo molte mamme riferiscono che il loro bambino di muove soprattutto di notte, oppure alla sera quando guardano un film sul divano: in realtà lui si muove sempre, ma è nei momenti di riposo e tranquillità che la mamma lo sente di più. 

Si può fare qualcosa se i movimenti del bambino sono dolorosi o fastidiosi?

Può capitare che succeda, se la mamma è molto magra o se il bambino infila mani o piedi in posizioni particolari (sotto il costato o sotto il fegato). Allo stesso modo, può capitare che si assesti in posizioni scomode per la mamma, per esempio premendo sulla vescica o sul retto.

 

"Purtroppo in questi casi non c'è molto che si possa fare: la mamma può comunque provare a cambiare posizione o a fare stretching, per vedere se allungandosi il piccolo a sua volta si sposta". 

Perché prestare attenzione ai movimenti fetali

"Perché è un parametro che la mamma ha per poter comprendere la salute e il benessere del proprio bambino" spiega la ginecologa. "Un bambino in salute mantiene la vivacità dei movimenti tipica delle proprie abitudini, mentre un bambino che si muove di meno potrebbe avere un problema".

"Attenzione: non è detto che ce l'abbia davvero, ma se la mamma percepisce una differenza nei movimenti è opportuno che consulti ginecologo o ostetrica o vada al pronto soccorso, semplicemente per capire da cosa dipende questa differenza di percezione. Magari si è un po' ridotto il liquido amniotico, magari il bambino si è messo in una posizione tale che rendere più difficile alla mamma sentire i suoi colpi, ma magari c'è stata per qualche ragione una riduzione nell'apporto di ossigeno e sostanze nutritive per cui il feto è cresciuto meno. Allora è importante monitorare attentamente la situazione e se occorre intervenire per ridurre il rischio dell'evento più temibile, la morte in utero".

"Nella letteratura scientifica ci sono dati ancora constrastanti sulla reale utilità del monitoraggio dei movimenti fetali nella prevenzione della morte in utero, ma dal momento che alla mamma non costa nulla essere semplicemente consapevole dei movimenti del suo bambino, né aumenta il suo stress, senz'altro ne vale la pena" afferma Avagliano. 

Come si fa

La parola chiave è consapevolezza. "Non si tratta di contare un certo numero di movimenti in un certo intervallo di tempo, come si faceva fino a qualche anno fa, né esiste un numero soglia di movimenti quotidiani oltre il quale stare tranquille. Molto più semplicemente, si tratta di imparare a conoscere le caratteristiche del movimento del proprio bambino e di sapere che non è vero che si muoverà meno via via che ci si avvicina allo scadere della gravidanza. Piuttosto, si muoverà in modo differente, ma la mamma avrà imparato a conoscere questa differenza". 

Sappiamo che quando il bimbo nascerà, poco a poco la mamma imparerà a conoscerlo e a distinguere quando piange perché ha fame, perché ha fatto la pipì o perché ha mal di pancia. Allo stesso modo, durante la gravidanza impara a conoscere qual è il modo tipico nel quale si muove.

E non serve stare sempre "con le antenne dritte", questa consapevolezza non deve essere uno stress. Le mamme già lo fanno naturalmente: durante le pause al lavoro, quando si riposano sul divano o la sera prima di addormentarsi si prendono dei momenti per fare attenzione a quello che fa il loro bambino, gli parlano, lo coccolano, gli cantano qualcosa. Magari invitano il partner o altri figli a mettere una mano sul pancione, perché possano sentire anche loro i movimenti del bambino: ecco, questi sono i momenti nei quali fare caso a come si sta muovendo e a eventuali differenze rispetto a quello che accade di solito.

Quando preoccuparsi e come comportarsi

"È atipico che per più di due ore consecutive non si senta alcun movimento" afferma Avagliano. Come abbiamo detto, i bambini in utero si muovono in continuazione, anche quando dormono, e comunque è molto difficile che dormano per più di un'ora.

Questo non significa che se la mamma non ha sentito il bambino c'è sicuramente qualcosa che non va: molto spesso era troppo indaffarata o distratta per prestarvi attenzione, ma se si accorge di non aver avuto alcuna percezione di movimento per più di due ore consecutive è opportuno che si fermi a mangiare qualcosa e a riposare, magari sdraiata su un fianco per favorire l'afflusso di sangue al feto. Molto probabilmente ricomincierà presto a sentirlo, nel giro di mezz'ora o un'ora. Se questo non dovesse accadere sarà conveniente fare un controllo.

Allo stesso modo, sarà utile un controllo se si accorge che il pattern abituale del suo bambino si è modificato e ha la sensazione generale che si muova meno. 

"Tutto questo vale nel terzo trimestre - precisa la ginecologa - perché prima i movimenti sono ancora abbastanza leggera e non è facile per la mamma stabilire associazioni con il riposo o il fatto di aver mangiato qualcosa". 

Domande e risposte

E' vero che se il bambino si muove tanto, allora nascerà prima?

No: l'ipotesi alla base di questa falsa credenza è che se scalcia tanto possa rompere il sacco, ma non è vero. Il sacco è elastico e fatto apposta per ricevere questo tipo di sollecitazioni (risposta di Laura Avagliano)

E' vero che se il bambino si muove tanto allora significa che è maschio (ma alcuni dicono il contrario, cioè femmina)?

No, non c'è alcuna prova né in un senso né nell'altro. E il fatto che esistano entrambe le versioni di questa credenza la dice lunga sulla sua affidabilità!

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