Salute feto

Studio inglese: stress in gravidanza, il feto cresce meno

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28 Gennaio 2015
Alti livelli dell'ormone dello stress influenzano il passaggio del glucosio dalla placenta al feto. La conseguenza è che il bambino cresce meno, lo dimostra uno studio dell'università di Cambridge.
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Gli ormoni dello stress nelle donne incinte potrebbero influenzare lo sviluppo del feto. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori della University of Cambridge, Regno Unito, in uno studio pubblicato sulla rivista The Journal of Physiology.

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I ricercatori hanno fatto un esperimento sui topi e hanno scoperto che i feti a cui era stato somministrato un ormone dello stress, il glucocorticoide, erano più piccoli, anche se le madri avevano mangiato di più. Questo perché il glucocorticoide può influenzare il passaggio di glucosio dalla madre al feto. 

 

"I risultati mostrano che i glucocorticoidi materni regolano la nutrizione del feto", ha spiegato Owen Vaughan, autore dello studio. Quando una madre è stressata ha più alti livelli di ormoni glucocorticoidi. E questi vanno a incidere sul trasporto del glucosio dalla placenta al feto, riducendolo. Il feto riceve così minor glucosio. E il che significa diminuzione del peso fetale

 

In pratica, i glucocorticoidi possono influenzare i nutrienti che riceve il feto e, di conseguenza, anche la salute metabolica a lungo termine del nascituro.

 

 

"La nostra ricerca ha dimostrato che in condizioni di stress, alcuni geni nella placenta vengono modificati. Uno di questo è il REDD1, che si crede sia responsabile della segnalazione della disponibilità di altre sostanze, come l'ossigeno, e che interagisce con le vie intracellulari che regolano la crescita e l'assorbimento dei nutrienti in altri tessuti del corpo" dice Vaughan. 

 

I ricercatori sostengono l'importanza di questo studio per le donne stressate in gravidanza. Non è però ancora chiaro come si modifica la placenta né come si potrebbe proteggere il bambino da potenziali effetti negativi di questo ormone. Facendo nuovi studi si potrà vedere se esiste una dieta appropriata in grado di contrastare l'effetto negativo di questo ormone.