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Funicolocentesi

di Niccolò De Rosa - 21.07.2020 - Scrivici

funicolocentesi
Fonte: Shutterstock
La funicolocentesi è una delle tecniche utilizzate per la diagnosi prenatale invasiva che prevede un prelievo di sangue fetale dal cordone ombelicale

In questo articolo

Cos'è la funicolocentesi?

La funicolocentosi (o cordocentesi) è una delle tecniche utilizzate per la diagnosi prenatale invasiva. Tale pratica prevede il prelievo di sangue fetale dal cordone ombelicale al fine di analizzare il tessuto e appurare nel feto l'eventuale presenza di malattie del sangue, infezioni o anomalie genetiche (es: Sindrome di Down), anche se oggigiorno per rilevare questi ultimi si preferisce ricorrere ad altri esami invasivi come la villocentesi e l'amniocentesi.

Questo esame si esegue fra la 18esima e la 20esima settimana di gestazionem e può essere utilizzato anche come metodo di somministrazione per farmaci e/o trasfusioni di sangue al feto tramite il cordone ombelicale.

Quando farvi ricorso

Nella maggior parte dei casi la funicolocentesi viene prescritta quando i risultati di un'ecografia o di un altro esame di diagnosi prenatale fanno sospettare la presenza di malformazioni o anomalie cromosomiche nel feto. Talvolta però il ricorso a questo esame è dovuto al ricorso tardivo ad altri test di diagnosi prenatale invasiva da parte di pazienti con rischi specifici, alla diagnodi d'infezioni congenite o al fallimento di coltura dell'amniocentesi (eventualità rara ma non impossibile).

La procedura

In fase preliminare, la paziente viene sottoposta ad un'ecografia per individuare con sicurezza la placenta e il punto dell'inserzione placentare dove introdurre l'ago. Per le donne Rh negative non immunizzate con partner Rh positivo è inoltre necessario intraprendere una sieroprofilassi con immunoglobuline anti-D, così da scongiurare casi d'incompatibilità materno fetale.

Una volta completata la prima fase, la funicolocentesi si effettuta infilando un ago nella cute dell'addome materno fino a raggiungere i vasi sanguigni del cordone ombelicale e prelevare così un campione di sangue fetale d'analizzare in laboratorio. L'intera operazione viene effettata sotto costante monitoraggio ecografico e normalmente la paziente non avverte più dolore rispetto a quello che si potrebbe provare in seguito ad una normale iniezione.

Dopo il prelievo di solito si consiglia alla paziente un giorno di riposo e l'astensione da attività faticose (lavori pesanti, viaggi, ma anche attività sessuale) per circa una settimana.

I risultati del test sono normalmente disponibili in pochi giorni.

Rischi e complicazioni

Trattandosi di un esame invasivo, la funicolocentesi comporta una percentuale di rischio, seppur statisticamente molto bassa. Si calcola che i casi di aborti provocati dalla pratica siano pari al 2% sul totale. In ogni caso l'esperienza dell'operatore rimane la migliore garanzia di successo.

Altre complicanze (rare) possono comprendere:

  • Sanguinamento del feto causato dalla puntura del feto (è la più comune).
  • Infezione fetale.
  • Sanguinamento materno-fetale (dove il sangue del feto entra in contatto con quello della madre).
  • Lesione al cordone o emeatomi.
  • Riduzione temporanea della frequenza del battito cardiaco del feto.

FONTI: ISS

Domande e risposte

Quando si pratica la funicolocentesi?

La funicolocentesi si può praticare, di norma, tra la 18esima e la 20esima settimana di gestazione. La 22esima settimana è il termine ultimo imposto dalla legge italiana.

Funicolocentesi: quali sono i rischi?

Trattandosi di un esame invasivo vi è un rischio, seppur basso per la salute del feto. Il rischio di aborto aggiuntivo riguarda circa il 2% dei casi. Altre complicanze possono essere: sanguinamento materno-fetale, infezioni uterine, lesioni al cordone o al feto.

La funicolocentesi è dolorosa?

La funicolocentesi non è considerata una pratica dolorosa. la sensazione avvertita è simile a quella di un'iniezione.

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