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Donne in gravidanza, gli effetti psicologici del Covid

di Sara De Giorgi - 18.02.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Secondo uno studio spagnolo le donne che hanno partorito durante la pandemia hanno vissuto uno stress maggiore durante la gravidanza e il parto stesso e hanno percepito una ridotta qualità delle cure ospedaliere ricevute. Inoltre, quasi il 15% in più di donne ha sviluppato sintomi di depressione dopo il parto avvenuto durante la pandemia.

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Tutte le donne che hanno partorito durante la pandemia causata dal Covid-19 hanno accusato uno stress maggiore durante la gravidanza e il parto stesso e hanno percepito una ridotta qualità delle cure ospedaliere ricevute.

Inoltre, quasi il 15% in più di donne ha sviluppato sintomi di depressione dopo il parto avvenuto durante la pandemia.

Ad affermarlo sono alcuni ricercatori in uno studio dell'Università di Granada (UGR), che indica che le "variabili psicologiche" hanno contribuito a creare ansia e depressione più gravi tra le donne in gravidanza dall'inizio della pandemia. Queste "variabili psicologiche" comprendono lo stress generale subìto, le preoccupazioni che le donne hanno sulla gravidanza, la capacità di recupero personale, l'insonnia, la paura di contrarre il virus o la sensazione di solitudine.

Ansia e depressione gli effetti psicologici del Covid sulle donne in gravidanza

Lo studio, pubblicato sulla rivista Medicina Clínica, ha rivelato che

  • provare stress,
  • essere molto preoccupate per l'evoluzione della gravidanza,
  • avere paura del contagio,
  • sentirsi sole e
  • dormire male

sono le variabili che più riescono a influenzare e a far crescere l'ansia e la depressione.

Borja Romero González, ricercatore presso l'Università di Granada, ha affermato: «Abbiamo tutti vissuto situazioni molto stressanti, tristi o siamo stati carichi di ansia ad un certo punto durante la pandemia. Da quando lo stato di allarme è stato dato nel nostro paese, migliaia di persone hanno dovuto affrontare un nuovo modo di vivere che era loro completamente sconosciuto. Questo situazione ha colpito in particolare le donne in gravidanza, che hanno sperimentato un crescente senso di paura per la possibilità di infezione a causa della potenziale trasmissione al feto».

Inoltre, secondo gli studiosi, l'incertezza causata dalla situazione di lockdown (soprattutto nella primavera del 2020), unita alle esperienze di queste donne negli ospedali, possono aver contribuito ad aumentare stress e ansia.

In particolare, lo studio si è concentrato sull'identificazione delle "variabili psicologiche" che hanno contribuito ad aumentare o a diminuire i livelli di ansia e di depressione in un campione di 131 donne in gravidanza. Oltre alle variabili psicologiche, poi, gli autori hanno analizzato anche alcune variabili della stessa esperienza di lockdown: il tipo di abitazione in cui le donne hanno trascorso i mesi di quarantena, se hanno seguito una dieta equilibrata e la frequenza delle videochiamate ai familiari e amici.

È emerso che le variabili psicologiche hanno effettivamente contribuito a peggiorare l'ansia e la depressione nelle donne in gravidanza.

Secondo Romero González ciò indica una chiara conclusione: indipendentemente dalla grande importanza del luogo in cui si vive, da quanti contatti si hanno con i parenti e dal tipo di dieta che si segue, lo stato psicologico contribuisce in maniera più diretta a creare problemi di ansia e depressione.

Dunque i ricercatori considerano molto importante indirizzare gli interventi psicologici soprattutto alla popolazione femminile in gravidanza. Questo potrebbe avere anche un impatto positivo sul feto, poiché è ben nota la stretta relazione tra i livelli di stress della madre e il neurosviluppo del bambino.

Percezione di una qualità minore delle cure ricevute in ospedale

Un secondo studio ha confrontato i livelli di soddisfazione per il parto in ospedale e l'incidenza della depressione postpartum sulle donne che hanno partorito durante la pandemia (in relazione a quelle che hanno partorito prima).

Da questa ricerca è emerso che le donne che hanno partorito durante la pandemia hanno riferito di aver sentito uno stress maggiore durante il parto stesso e hanno valutato inferiore la qualità delle cure ricevute in ospedale.

Allo stesso modo, quasi il 15% in più di donne ha sviluppato sintomi di depressione dopo il parto durante la pandemia. Questo secondo studio si è basato su un campione di 162 donne ed è stato recentemente pubblicato sull'International Journal of Gynecology and Obstetrics.

Una possibile spiegazione di questi fenomeni potrebbe essere che, durante lo stato di allarme e nei momenti più critici della pandemia, il sistema ospedaliero (della Spagna) ha subito un crollo quasi totale. Ciò probabilmente ha influito sulla percezione negativa, da parte delle donne, della qualità dell'assistenza ricevuta.

Inoltre dover partorire da soli o trovarsi in un luogo "inospitale" (come del resto purtroppo tutti gli ospedali durante la pandemia) aumenterebbe lo stress al momento del parto.

«È importante notare che la soddisfazione legata all'evento del parto è un indicatore del benessere successivo al parto stesso e che è importante per ridurre il rischio di soffrire di depressione postpartum», conclude Borja Romero.

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