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Placenta: che cos'è, quando si forma, a cosa serve, cosa succede se funziona male

di Valentina Murelli - 01.07.2020 - Scrivici

placenta
Fonte: Shutterstock
La placenta è l'unico organo temporaneo che abbiamo. Di origine fetale, regola gli scambi tra mamma e feto, permettendo al bambino di crescere. Scopri tutto quello che bisogna sapere.

In questo articolo

Placenta, che cos'è

La parola placenta viene da un termine latino che significa focaccia. In effetti si tratta di un organo che, una volta completamente sviluppato, assume la forma di una focaccia appiattita discoidale.

"È l'unico organo transitorio che abbiamo – si forma solo durante la gravidanza, costituendo l'interfaccia tra mamma e bambino – e contrariamente a quanto spesso si pensa ha origini del tutto fetali" spiega la ricercatrice Chiara Mandò, responsabile del Laboratorio di ricerca traslazionale materno-fetale dell'Università di Milano, che da anni si occupa di studiare le caratteristiche biomolecolari della placenta.

La placenta, inoltre, è l'unico organo in condivisione tra due individui: per 280 giorni – più o meno - fornisce al feto un flusso continuo di alimenti e ossigeno e rimuove i rifiuti del metabolismo del bambino.

Come si forma

"Il punto di partenza è rappresentato dall'unione dello spermatozoo alla cellula uovo: si forma così lo zigote, singola cellula che comincia a dividersi in tante altre cellule. Alcune di queste daranno origine all'embrione e altre alla placenta" spiega Mandò, sottolineando che proprio per questa origine dal punto di vista genetico la placenta ha caratteristiche fetali e non materne. Tra l'altro, sono proprio di origine placentare le cellule che vengono analizzate nei test sul DNA fetale da sangue materno, sempre più diffusi tra le indagini prenatali.

La formazione della placenta – o come dicono gli esperti, placentazione – non è un processo immediato, ma si completa nelle prime 20 settimane di gravidanza, con la differenziazione di vari tipi cellulari. "È come se fosse un cantiere edile che per esser operativo al 100% deve avere l'architetto, il geometra, gli operai: ogni diverso tipo cellulare ha la sua posizione e il suo ruolo e tutti insieme concorrono a far sì che la placenta funzioni al meglio".

Il suo sviluppo inizia con l'impianto dell'embrione nella mucosa uterina: le cellule che daranno origine alla placenta si immergono in questa mucosa e come minuscole radici cominciano a ramificarsi.

Anatomia e sviluppo

Alla fine del processo la placenta ha la forma di un disco da una parte si attacca per tutta la sua superficie all'utero della mamma. Dall'altra invece, i capillari del disco si uniscono per confluire nella vene e nelle arterie del cordone ombelicale. A termine di gravidanza, la placenta ha in media un diametro di 16-20 centimetri, uno spessore centrale di 3-4 centimetri (che si riducono a 0,5 centimetri ai bordi) e un peso di 500 grammi.

"Fino alla ventesima settimana la placenta cresce molto in superficie, mentre in proporzione embrione prima e feto poi crescono meno. A partire dalla seconda metà della gravidanza questo rapporto si inverte: la placenta è ormai ben formata in grado di funzionare al meglio. La sua crescita continua ma è rallentata e inoltre il suo spessore si assottiglia per lasciare spazio al feto che invece in queste settimane cresce di più".

Gli scambi di ossigeno, sostanze nutritive, scarti e – come vedremo – anche ormoni avvengono all'interfaccia mamma-bambino attraverso un'intricata anatomia di vasi sanguigni: quelli provenienti dalla mamma si aprono formando piccoli laghetti di sangue, dove si immergono e quelli provenienti dal feto, in modo da poter prelevare e riversare sostanze.

L'importanza del primo trimestre

La formazione della placenta ha inizio subito dopo la fecondazione e le prime settimane di gravidanza sono molto importanti per una placentazione adeguata. Allo stesso modo, ora sappiamo che gli organi fetali si formano nel primo trimestre, mentre il bimbo impiegherà il resto della gravidanza per crescere e "mettere su peso".

 

Per questo negli ultimi anni medici e ricercatori hanno cominciato a insistere sull'importanza del primo trimestre per il futuro della gravidanza e della salute di mamma e bambino, e in particolare sull'importanza delle abitudini di vita in questo primo trimestre e possibilmente anche prima: niente alcol e fumo, si a una sana alimentazione (varia ed equilibrata, preferibilmente di impostazione mediterranea) e sì a una regolare attività fisica.

A cosa serve la placenta

Scambio di sostanze nutritive, ossigeno e scarti

"La funzione principale e più nota è quella di fornire ossigeno e sostanze nutritive al bambino e riportare alla mamma gli scarti del metabolismo fetale" spiega Mandò.

Produzione di ormoni

Inoltre c'è un'importante funzione endocrina, cioè la produzione di ormoni che sono utili sia alla mamma sia al bambino: per esempio la famosa gonadotropina corionica, quella che viene rilevata dai test di gravidanza, ma anche progesterone, estrogeni, ormone lattogeno placentare, fattore di crescita placentare e altri ancora. Alcuni di questi ormoni sono importanti per mantenere la gravidanza, altri per proteggere il bambino dal sistema immunitario materno.

La placenta "intelligente"

"Ma attenzione: gli scambi di sostanze che avvengono a livello placentare non sono passivi e casuali: al contrario, in base alle condizioni della mamma (per esempio il suo stato nutrizionale e i livelli ormonali) e del feto, la placenta può concentrare e smistare attivamente varie sostanze, in modo da ottimizzare la crescita del bambino". Ecco perché Mandò ama dire che la placenta è un organo "intelligente" e che la gravidanza non è un sistema a due compartimenti, ma a tre: mamma, bambino, placenta.

La funzione di barriera

Altra funzione importantissima della placenta è quella di proteggere il bambino da molti microrganismi: "Sono pochi i virus noti che riescono ad attraversarla" spiega la ricercatriche, sottolineando che al momento molta ricerca è concentrata a capire la possibilità di questo passaggio nel caso del Sars-Cov-2, il virus responsabile della Covid-19. "I dati disponibili suggeriscono che non ci sia trasmissione verticale, cioè passaggio del virus da mamma infetta a feto, ma occorre continuare a studiare". Il gruppo di ricerca di Mandò, invece sta cercando di capire se i sintomi più gravi della Covid (polmonite e carenze respiratorie) possano ostacolare la funzione di trasporto di ossigeno della placenta, provocando effetti negativi indiretti sulla gravidanza.

Se la placenta non funziona bene

Se la placenta, per tutte le funzioni che abbiamo visto, è fondamentale per la gravidanza, non c'è da stupirsi che nel caso in cui si formi o funzioni male possono esserci conseguenze negative per la gravidanza stessa e per la salute del bambino e talvolta della mamma.

Gli effetti sulla gravidanza

Anomalie e insufficienze della placenta sono oggi considerate alla base delle principali patologie della gravidanza, come la restrizione della crescita fetale, nella quale il bimbo non si sviluppa come dovrebbe e che può portare alla morte in utero, oppure la preeclampsia, pericolosa sia per la mamma, sia per il figlio.

Gli effetti a lungo termine

Il modo in cui funziona la placenta non influisce solo sul "qui e ora" della gravidanza, ma  anche sulla salute a lungo termine del bambino e dell'adulto che verrà. Il primo a rendersene conto, circa vent'anni fa, è stato l'epidemiologo inglese David Barker: aveva infatti osservato che bambini nati con un peso inferiore ai 2500 grammi (in generale indice di un funzionamento placentare non molto efficiente) correvano, da adulti, un rischio maggiore di malattie cardiovascolari.

È la cosiddetta teoria dell'origine fetale delle malattie, secondo la quale le condizioni di vita in utero – che dipendono moltissimo dall'efficienza della placenta – influenzano il rischio di sviluppare, da adulti, ipertensione, diabete, alcuni tipi di cancro e addirittura disturbi psichiatrici e cognitivi.

Fattori che possono influenzare negativamente sviluppo e funzionamento della placenta

Sono diversi:

  • diabete in gravidanza
  • obesità materna
  • abitudine al fumo
  • abuso di alcol
  • predisposizione genetica materna
  • inquinamento atmosferico o alimentare (per questo si consiglia alle future mamme di consumare pesci piccoli come il pesce azzurro e non pesci di grande dimensioni, come il tonno, che tendono ad accumulare mercurio)
  • stress psicosociale (attraverso un'azione ormonale che provoca un aumento dello stato infiammatorio generale)

Domande e risposte

Quando inizia a funzionare la placenta?

L'abbozzo di placenta comincia a formarsi durante le prime divisioni cellulari dello zigote. Con l'impianto dell'embrione nella mucosa uterina inizia a svolgere le sue funzioni: siamo nelle primissime fasi della gravidanza.

Cosa succede se la placenta di stacca?

Il distacco di placenta durante la gravidanza (in particolare dopo le 20 settimane) è una complicazione in cui la placenta si stacca in tutto o in parte dall'utero. Se il distacco è minimo praticamente non ci sono conseguenze, mentre se è esteso poà portare a restrizioni nella crescita fetale o anche a morte in utero.

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