Contrazioni

Contrazioni: cosa sono e come riconoscerle

Di Giorgia Fanari
posizioniparto
21 Agosto 2017 | Aggiornato il 18 Gennaio 2019
Le contrazioni in gravidanza possono essere avvertite in qualsiasi epoca di gestazione anche se con diversa intensità. Come riconoscerle e distinguerle da altri dolori? Ce lo spiega Antonella Bastianelli, ostetrica presso l’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma
Facebook Twitter Google Plus More

Partono dal fondo dell’utero e si propagano verso il basso, verso il pube: sono le contrazioni, un fenomeno fisiologico che si presenta durante la gravidanza e che consiste nell’accorciamento brusco della fibra muscolare.

Le contrazioni sono quindi contrazioni muscolari involontarie: essendo la muscolatura uterina di tipo liscio, può generare autonomamente la contrazione, come fa il cuore. Diverse sono invece le contrazioni isometriche, un tipo di contrazione muscolare che crea tensione nel muscolo, senza però causarne un accorciamento o allungamento.

 

Come riconoscere le contrazioni uterine
«È importante saper riconoscere le contrazioni, distinguendole da altri tipi di dolori: ad esempio, un dolore fisso e prolungato nel tempo nella zona addominale non è una contrazione, potrebbe trattarsi di una patologia che richiede intervento medico», spiega Antonella Bastianelli, ostetrica presso l’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma.

«Le contrazioni potrebbero essere descritte come spasmi, tensioni a livello del ventre che durano soltanto qualche secondo e poi scompaiono». Cosa succede, cosa avverte la donna? «Il ventre si contrae e si indurisce, per rimanere in tensione per alcuni secondi e poi tornare a rilassarsi».

 

Quando e perché si verificano le contrazioni
«Le contrazioni possono essere avvertite in qualsiasi epoca gestazionale anche se con diversa intensità: le più forti sono quelle legate al travaglio, fino alla fase espulsiva».

Nelle prime settimane di gravidanza le contrazioni sono fisiologiche: «È possibile che l’utero si contragga proprio nel periodo in cui sarebbe dovuto venire il ciclo». Si tratta di contrazioni sporadiche e irregolari, non sempre avvertite e percepite dalla donna.

Andando avanti con la gravidanza, dal secondo trimestre le contrazioni potranno essere legate all’ingrossamento dell’utero, ai movimenti del bambino o alla stanchezza della mamma. «Per questo, consigliamo alle donne di rimanere a riposo e di assumere sali minerali e magnesio: la carenza di questi elementi fa infatti ulteriormente contrarre l’utero».

 

 

Contrazioni di Braxton Hicks
«Verso la fine della gravidanza, si avvertono le contrazioni dette di Braxton Hicks», dal nome del medico John Braxton Hicks che per primo, nel 1872, le identificò e descrisse.


«Sono di buon auspicio, perché sono le contrazioni con le quali l’utero si prepara al travaglio»: la loro funzione è infatti quella di modificare e dilatare la cervice uterina, in modo che poi il bambino possa progredire, al momento opportuno, verso il canale del parto. Si distinguono dagli altri tipi di contrazioni perché «possono durare anche per due ore ma sono sporadiche, non sono ritmiche né regolari. Scompaiono in genere spontaneamente, altrimenti provate a rilassarvi con un bagno caldo».

 

Contrazioni da parto
Nella fase di preparazione al parto, le contrazioni sono ancora irregolari e il consiglio dell’ostetrica è quello di non «recarsi in ospedale, poiché si tratta di contrazioni destinate a passare nel giro di qualche ora».

Se le contrazioni sono efficaci, si assiste alla «perdita del tappo mucoso, che sigilla il collo dell’utero: si può riconoscere dalla perdita di una secrezione densa e biancastra». Allo stesso modo, può capitare di vedere piccole perdite vaginali di sangue, striature rosate: «si tratta di marcature, segni che indicano che le contrazioni stanno facendo effetto sul collo dell’utero e rappresentano una progressione della dilatazione cervicale».

 

 

Contrazioni ogni 10 minuti
Le contrazioni che annunciano un travaglio valido «sono dolorose e regolari, soprattutto durature nel tempo».

Generalmente hanno una durata di 40-50 secondi e si susseguono a intervalli di tempo di 10 minuti circa per poi farsi «sempre più frequenti e via via più intense. Soprattutto: le contrazioni del travaglio quando iniziano non si interrompono, ma cominciano ad avere pause regolari e sempre più brevi».

Per alleviare il dolore durante il travaglio, l’ostetrica consiglia «una doccia calda, che in ospedale facciamo fare alle partorienti anche sedute sul water; assumere la posizione con gambe divaricate; ruotare il bacino a forma di otto per facilitare la rotazione della testa durante la progressione, mentre il compagno massaggia con il palmo della mano la zona sacro coccigea, sempre con movimenti rotatori. Anche muoversi tanto serve a sopportare meglio il dolore. Usiamo molto anche la palla che aiuta le mamme ad assumere posizioni che possono alleviare i dolori o consentono di compiere micro-movimenti con il bacino».