Maternità

Mamme adolescenti

Di Valentina Murelli
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15 marzo 2019
Incinta a 15, 16 o 18 anni... in Italia non è molto frequente ma può succedere. Facciamo il punto sulle caratteristiche e i rischi di queste gravidanze, e sulle strategie per affrontarle al meglio, per mamme e bambini

“Due minori a rischio”: è l'espressione usata da Cinzia Lucia Paolini, responsabile dell'ambulatorio di ginecologia dell'adolescenza dell'Ospedale San Paolo di Milano, per riassumere in breve le caratteristiche di una gravidanza in età adolescenziale. “Rischio per la mamma, che la giovanissima età espone a una maggiore probabilità di complicazioni ostetriche e di disturbi come depressione post partum, e per il bambino, che quando nasce può non trovare un terreno preparato per essere accudito”.

 

Paolini lavora in un ospedale che è centro d'eccellenza per l'assistenza alle mamme adolescenti (minorenni o comunque sotto i 21 anni d'età), avendo dato vita alcuni anni fa insieme all'Università di Milano Bicocca a un progetto sperimentale oggi diventato Servizio (pubblico) di accompagnamento alla genitorialità in adolescenza: SAGA. Ecco cosa ci racconta, insieme ad altre protagoniste del servizio, su queste particolari gravidanze.

 

 

Gravidanza in adolescenza: qualche dato

 


Ci sono paesi, per esempio gli Stati Uniti o il Regno Unito, o ancora di più i paesi dell'Europa dell'Est, nei quali le gravidanze in adolescenza sono un fenomeno numericamente importante, una questione sociale e di sanità pubblica di rilievo. In Italia le cose non stanno così: secondo gli ultimi dati Eurostat, appena pubblicati, nel nostro paese le gravidanze di mamme con meno di 20 anni sono state l'1,6% del totale nel 2017, il che ci colloca tra i paesi europei più virtuosi da questo punto di vista. (Secondo i dati del Ministero della salute erano stati l'1,28% nel 2015, pari a circa 6120 nascite).

 

“E' dunque un fenomeno marginale” commenta la psicologa Cristina Riva-Crugnola, responsabile scientifica per l’Università Bicocca del progetto SAGA. Il che non significa che non sia allo stesso tempo di grande impatto per chi lo vive.

 

 

 

 

Profilo delle mamme teen

 


Sia a livello internazionale sia a livello nazionale, nella maggioranza dei casi le mamme adolescenti appartengono a profili socio-economici bassi o molto bassi, hanno un basso livello di istruzione e provengono da famiglie problematiche. "Per esempio è molto frequente che siano a loro volta figlie di mamme adolescenti o che abbiano vissuto condizioni di trascuratezza, abbandono, maltrattamenti, a volte abusi” afferma Riva-Crugnola.

 

Molte di loro non vanno più a scuola, hanno difficoltà a trovare un lavoro e non hanno relazioni stabili, per cui si trovano in una situazione di disagio, di vuoto identitario e la gravidanza può rappresentare un modo inconsapevole per affrontarla, magari con il pensiero inconscio che l'arrivo di un bambino possa rappresentare una svolta in senso positivo della qualità di vita. Non significa che queste gravidanze siano cercato in modo attivo, ma neppure che siano del tutto casuali. “Spesso alla base c'è un comportamento non pienamente consapevole” chiarisce la referente del Servizio del San Paolo, la neuropsicomotricista Margherita Moioli. “Magari dicono che non desideravano un figlio, ma non hanno fatto nulla per evitare che arrivasse, pur sapendo benissimo cosa andava fatto in questo senso”.

 

Certo, ci sono anche mamme adolescenti con alle spalle situazioni e ambienti positivi, famiglie solide, che studiano e continuano a farlo anche dopo aver scoperto della gravidanza. "Al SAGA, che è un servizio specifico per situazioni a rischio, se ne vedono poche con queste caratteristiche, ma direi che in generale se ne vedono poche in tutto il nostro punto nascita, che nel complesso non fa riferimento solo a queste situazioni" commenta Paolini.

 

 

Mamma teen e bambino: un conflitto di interessi

 

Rispetto al modo di vivere e sentire la gravidanza, le mamme adolescenti hanno in genere poca consapevolezza di quanto sta accadendo. “Non si vedono come 'incinte', tanto che spesso, quando chiediamo loro di disegnarsi, lo fanno senza rappresentare il pancione” racconta Riva-Crugnola. E ancora: “Fanno molta fatica ad avere una rappresentazione mentale del loro bambino e dopo la nascita fanno molta fatica a riconoscere, accogliere e soddisfare i suoi bisogni, soprattutto se sono davvero molto giovani. Diverso, invece, il caso delle mamme, pur giovani, che hanno già 19, 20 o 21 anni, che tendenzialmente sono già più pronte a orientarsi verso i bisogni del bambino”.

 


Non c'è da sorprendersi che sia così. Spiega Moioli: “Nelle mamme adolescenti la giovanissima età le espone a un enorme conflitto tra i loro bisogni di adolescenti – per esempio separarsi dalla madre, fare esperienza di autonomia, magari con un pizzico di sregolatezza – e i bisogni di un neonato, che richiede cure, attenzione, dedizione, per cui tornano a dipendere dalla famiglia di origine anche più di prima”.

 

 

 

 

I rischi per la mamma adolescente

 


Secondo la letteratura scientifica, ci sono dei rischi specifici alle quali vanno incontro le mamme molto giovani. Per esempio, tendono a soffrire più spesso delle coetanee senza figli o della mamme adulte di disturbi psicologici come depressione. E succede spesso che le gravidanze adolescenziali non rimangano isolate ma che queste mamme abbiano più bambini sempre in età giovanissima.

 

 

 

“Ma ormai è diventato sempre più chiaro che per queste mamme ci sono rischi specifici anche per quanto riguarda l'aspetto ostetrico” afferma Paolini. Sottolineando che nelle gravidanze adolescenziali aumentano i rischi di complicazioni come ridotto sviluppo e ritardo di crescita del feto (anche se questo può aiutare durante il parto), parto prematuro, malattie ipertensive come la preeclampsia.

 

“Sono rischi che si osservano a livello internazionale, ma non sappiamo esattamente perché si verifichino. Forse in parte dipende dal fatto che l'organismo materno non è ancora completamente formato (pensiamo per esempio alla struttura ossea), oppure al fatto che queste mamme spesso mettono in atto comportamenti poco salutari, come fumare, seguire una dieta decisamente poco sana, continuando ad abbuffarsi di cibo spazzatura come facevano prima della gravidanza, prestare poca attenzione alla prevenzione delle infezione come toxoplasmosi o infezioni a trasmissione sessuale”.

 

Il parto delle mamme teen


Anche sul parto le mamme giovanissime, minorenni, mostrano in genere meno consapevolezza rispetto alle mamme adulte. “DI solito ci arrivano poco preparate, anche perché raramente seguono corsi preparto (non vogliono mischiarsi alle mamme “più grandi”)” racconta la ginecologa Paolini.

“Quando arriva il momento, però tirano fuori una grinta incredibile e spesso si pongono in modo anche più positivo rispetto alle mamme adulte, forse perché hanno mediamente travagli più brevi”. In realtà può succedere che l'immaturità dello sviluppo corporeo le renda poco adatte a partorire per via vaginale, “ma se ci sono le condizioni si fa il possibile perché possano farcela, anche con l'aiuto dell'epidurale, per evitare la ferita di un cesareo”.

Rispetto al parto di una donna adulta, infine, quello di una ragazzina può essere molto più complicato dal punto di vista famigliare. “Se c'è un partner cerchiamo di dare spazio a lui, ma - quando sono presenti – sia la famiglia della mamma sia quella del papà tendono a essere molto invadenti”.
 

 

I rischi possibili per il bambino

 


Anche il bambino può correre dei rischi, quando la sua mamma è troppo giovane. Alcuni sono legati a eventuali complicazioni della gravidanza, come ritardo di crescita fetale e parto prematuro. “E sempre dal punto di vista medico si osserva che anche se nascono senza problemi, questi bimbi tendono ad avere qualche problema in più nel primo mese di vita, per esempio in termini di infezioni neonatali o ricoveri in patologia neonatale” afferma Paolini.

La causa? “Anche in questo caso non è ancora stata stabilita con chiarezza: potrebbe c'entrare una minor attenzione nei confronti del loro stato di salute, o una minore capacità di riconoscimento di eventuali problemi”.

 

E potrebbe esserci anche il rischio della sindrome da scuotimento: “Le mamme adolescenti sono spesso esposte a crisi di rabbia, soprattutto quando il bambino piange intensamente e sembra non smettere mai” spiega Moioli. “Di fronte a questa situazione percepita come intollerabile alcune possono reagire scuotendo il bambino, non per fargli del male ma magari perché pensano che così riusciranno a calmarlo”. Però le conseguenze possono essere gravissime. (Ovviamente, questo vale in generale, dal punto di vista statistico: possono comunque esserci bambini di mamme adolescenti che non hanno alcun problema!)

 

Altri rischi importanti sono quelli che hanno a che fare con lo sviluppo del bambino dopo la nascita, da vari punti di vista: psicomotorio, linguistico, cognitivo. “Spesso le mamme adolescenti, che sono anche loro nel pieno di una delicata fase di sviluppo, interagiscono in modo poco funzionale con i loro bambini” spiega Moioli. “Possono essere molto intrusive, lasciando poco spazio alla possibilità di sviluppo autonomo del movimento e al rispetto dei tempi dei bambini. E tendono a parlare poco con loro, a stimolarli poco, a favore di una precoce e prolungata esposizione alla TV o ai videogiochi". Il risultato è che questi bambini corrono qualche rischio in più in termini di disturbi del linguaggio e del comportamento.

 

“Il punto centrale della questione è che spesso le mamme molto giovani fanno fatica a 'leggere' i bisogni del bambino e a reagire di conseguenza” afferma Riva-Crugnola. In particolare possono fare fatica a sintonizzarsi sui suoi bisogni emotivi e a rispondervi in modo adeguato, il che però oggi è considerato la base dell'attaccamento sicuro, un fenomeno dal quale sembrano dipendere maggiore equilibrio psicologico del bambino e migliori competenze sociali.

 

 

 

Come sostenere una mamma teen


Anche in età giovanissima, gravidanza e maternità possono andare bene e sfociare in una buona relazione mamma-bambino, ma in genere perché questo accada è bene che la futura mamma (e la neo mamma con il suo cucciolo) non sia lasciata sola, e sia seguita in modo attento e dedicato, possibilmente da operatori esperti.

E' nata proprio da questa convinzione l'idea del SAGA, un servizio che si prende cura dello sviluppo e del benessere della mamma e del bambino e della qualità della loro relazione per tutto il primo anno di vita del piccolo. Qui, per esempio, si lavora molto per fornire alla mamma gli strumenti adatti per capire il linguaggio del suo bambino appena nato, per ridurre i rischi per lo sviluppo del bambino e per salvaguardare il percorso evolutivo della mamma. Per esempio, gli operatori cercano di favorire l'inserimento all'asilo nido del bambino, in modo che la giovane mamma ritrovi un tempo e uno spazio tutti suoi, magari tornando a scuola o trovando un lavoro.
 

Altre fonti per questo articolo: pagina dei Centri per il controllo delle malattie di Atlanta dedicate alle gravidanze in adolescenza negli Stati Uniti; articolo sui rischi ostetrici e perinatali delle gravidanze in adolescenza pubblicato nel 2013 su Epidemiology Biostatistics and Public Health; materiale informativo sulle gravidanze in adolescenza dell'Organizzazione mondiale della sanità.