Salute

Gravidanza: lavorare fa bene. Ma non bisogna esagerare

Di Valentina Meschia
gravidanzalavoro
23 Giugno 2015
Essere in gravidanza non significa essere malate, ma richiede un po' di attenzione. Lavorare anche fino alle 36° settimana non ha un impatto negativo sulla salute generale del bebè ma bisogna evitare lavori fisicamente impegnativi, come per esempio stare in piedi otto ore al giorno, perché si rischia un rallentamento della crescita del feto
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Essere in gravidanza non significa essere malate, ma richiede un po' di attenzione. È giusto continuare a lavorare e vivere normalmente, ma l’importante è non esagerare con fatica e stress. 

 

Cercate di evitare troppe ore in piedi


Secondo un recente studio condotto all’Università di Rotterdam, pubblicato sulla rivista Occupational and Enviromental Medicine, stare troppe ore in piedi e lavorare più di 40 ore a settimana, influirebbe negativamente sulla crescita intrauterina del feto, rallentandola.

 

Lo studio ha coinvolto 4.680 future mamme e ha mostrato come non siano tanto gli sforzi fisici o il sollevamento di pesi (non esagerati) a influire sulla crescita del piccolo, ma uno stress fisico e psicologico continuo, come appunto lavorare più di 40 ore settimanali o stare in piedi troppo a lungo.

 

La ricerca ha evidenziato come le donne che lavoravano più di 40 ore settimanali hanno dato alla luce bambini più piccoli rispetto a chi ne ha lavorava la metà. I piccoli comunque risultavano sani.

 

“Non è il lavoro in sé che nuoce. Anzi, le donne impegnate fuori casa tendono in generale ad avere meno complicazioni in gravidanza rispetto alle casalinghe: l’importante è prestare attenzione ai possibili fattori di rischio del proprio lavoro” – spiega Alex Burodorf, uno degli autori dello studio.
Lavorare fino alle 36° settimana dunque non ha un impatto negativo sulla salute generale del bebè (ovviamente se non esposto a sostanze tossiche e teratogene) e sull’aumento dell’incidenza di parti prematuri, anche in caso di un lavoro che prevede sollevamento di pesi non eccessivi. Tuttavia lavori fisicamente impegnativi come stare in piedi otto ore al giorno, può portare a un rallentamento nella crescita del bebè che alla nascita peserà circa due etti in meno con una circonferenza cranica di circa 1 cm inferiore rispetto alla media.
 

Si tenga conto peraltro che lasciare il lavoro troppo presto, può portare a ansia e depressione non soltanto alla futura mamma, ma anche ai colleghi che la devono sostituire. 
Questo effetto prende il nome di stress da lavoro correlato e colpisce 1 lavoratore su 4.

 

Secondo le osservazioni dei Laboratori Fiaso (Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere), questo effetto porta a maggiori errori e a un calo produttivo agendo negativamente sia sul benessere organizzativo dell’azienda che sulla neo mamma nella quale aumenta anche la preoccupazione della ricollocazione lavorativa post parto.

 

 

Fonti: A Burdorf, T Brand, V W Jaddoe, A Hofman, JP Mackenbach, E A P Steegers - Department of Public Health, Erasmus MC, University Medical Center Rotterdam, PO Box 2040, 3000 CA Rotterdam, The Netherlands - The effects of work-related maternal risk factors on time to pregnancy, preterm birth and birth weight: the Generation R Study


Claudia A Snijder, Teus Brand, Vincent Jaddoe, Albert Hofman, Johan P Mackenbach, Eric A P Steegers, Alex Burdorf - Department of Public Health, Erasmus MC, University Medical Center Rotterdam, PO Box 2040, 3000 CA Rotterdam, - The Netherlands Physically demanding work, fetal growth and the risk of adverse birth outcomes. The Generation R Study


Pauline W Jansen, Henning Tiemeir, Frank C Verhulst, Alex Burdorf, Vincent W V Jaddoe, Albert Hofman, Henrlette A Moll, Bero O Verburg, Eric A P Steegers, Joan P Mackenbach, Hein Raat - The Generation R Study Group, Erasmus MC-University Medical Centre Rotterdam, PO Box 2040 (Room Ae-029), 3000 CA Rotterdam, the Netherlands - Employment status and the risk of pregnancy complications: the Generation R Study

 

Larsen AD – National Research Centre for the Working Environment, Denmark - The effect of maternal exposure to psychosocial job strain on pregnancy outcomes and child development  - Danish Medical Journal 2015; 62(2): B5015

Shift work, long working hours and preterm birth: a systematic review and meta-analysis – International Archives of occupational and environmental health 2014 Nov;87(8):835-49. doi: 10.1007/s00420-014-0934-9. Epub 2014 Mar 2.