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Maternità e rientro al lavoro: 5 dritte per gestire il distacco con serenità

mammalavoro

23 Marzo 2015 | Aggiornato il 11 Luglio 2018
Non tappatevi in casa nei primi mesi di vita del bebè, imparate a delegare e rientrate gradualmente al lavoro. Questi alcuni consigli di Cecilia Corradini, psicologa e psicoterapeuta dell'Associazione L'Ombelico, tra le onlus che hanno promosso a Milano il progetto ConciliaMi per sostenere le neomamme

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La maggior parte delle mamme vive il rientro al lavoro e il distacco dal bebè come un periodo difficile e stressante, sia dal punto di vista organizzativo, sia dal punto di vista emotivo. Per viverlo con serenità ecco 5 consigli di Cecilia Corradini, psicologa e psicoterapeuta dell'Associazione L'Ombelico, una delle associazioni che a Milano hanno promosso la nuova iniziativa ConciliaMi

 

1.      Nei primi mesi con il bebè, non tappatevi in casa


Nei primi tempi, quando una donna è a casa con il suo bambino è molto importante che non se ne stia 'rintanata' in casa. Anche una semplice passeggiata ai giardinetti è utile per arginare il senso di isolamento che spesso opprime le mamme. 

 

“Se si resta tra le mura domestiche, la quotidianità con il bimbo può diventare un po' pesante”, dice la psicologa psicoterapeuta. Incontrare, invece, altre donne con bimbi piccoli, e discutere un po' insieme, permette di rispecchiarsi nei vissuti simili. In questo modo, ogni mamma sente che quanto sta passando è una tappa che anche le altre hanno attraversato. 

Secondo la psicologa, lo scambio tra mamme aiuta anche a dare il giusto peso a situazioni piuttosto comuni e diffuse - i problemi con il sonno, per esempio, o le prime pappe - senza ingigantirle. 


Per questo, è bene creare occasioni di condivisione con altre donne (per esempio, al parco o frequentando un corso di acquaticità, massaggio neonatale o uno spazio gioco per bebè e mamme).


2.  Fiducia = tranquillità: datevi tempo per decidere a chi lasciare il bimbo in vista del rientro al lavoro

 

Per vivere il ritorno al lavoro nel modo più sereno possibile, è fondamentale essere ben sicuri della soluzione individuata per l'accudimento del piccolo. Nidononni o tata, non importa: quello che conta è non avere ansie e dubbi sulla scelta compiuta.  

 

“Il bimbo, anche molto piccolo, percepisce lo stato d'animo della mamma e può cogliere le sue incertezze e timori anche solo dalla voce e dai modi”, spiega la psicologa Corradini. 
Di conseguenza, è molto importante che lei per prima si senta tranquilla e abbia totale fiducia verso coloro a cui affiderà il figlio per aiutarlo ad abituarsi al cambiamento a causa del rientro al lavoro. 

 

In altre parole, per la psicoterapeuta, ogni mamma dovrebbe raggiungere una certa sicurezza dentro di sé ed esternare le sue eventuali perplessità (e desideri) a chi si prenderà cura del bimbo. Conoscere le educatrici del nido, per esempio, fare una riflessione con i nonni o chiarire bene le proprie aspettative alla tata aiuta mamma e bebè ad affrontare al meglio la delicata fase del distacco.  Leggi anche come scegliere e gestire la baby sitter e come scegliere l'asilo nido


3. Ricominciate a lavorare in modo graduale

Se le condizioni lo permettono, per la psicologa Corradini, il ritorno al lavoro dovrebbe avvenire in modo graduale. All'inizio, per esempio, la cosa migliore sarebbe stare fuori casa per una mezza giornata, o un part-time di 5-6 ore, aumentando, poi, di volta in volta.

Il passaggio dalla vita a casa, tutto il giorno insieme al bimbo, al ritorno al mondo professionale non è certo semplice e privo di preoccupazioni per la mamma. Tuttavia, una gestione lenta, 'a piccoli passi', rende la separazione meno dolorosa e più serena per la coppia mamma-bimbo.

 

Ma al di là delle strategie adottate, il punto centrale della questione è legato allo stato emotivo della mamma: è fondamentale che il rientro al lavoro non sia vissuto come una rinuncia al ruolo materno. Leggi anche 5 falsi miti sulle mamme che lavorano


“Una donna non perde il suo ruolo di mamma se non è presente tutto il giorno con i figli - spiega la psicoterapeuta. Quello che importa davvero è avere sotto controllo ciò che accade al bimbo anche quando si è fisicamente lontane da lui”. 

 

Ecco anche perché è così importante avere fiducia nelle figure di riferimento che si fanno carico del piccolo durante il periodo di assenza chiedendo resoconti dettagliati delle sue giornate. 

 

Quando, poi, il bambino è più grandicello, si può domandare direttamente a lui, per esempio, cosa ha fatto durante la sua permanenza al nido, o se si è divertito con la tata o i nonni. 


“Al bambino deve passare il messaggio che anche se la mamma non c'è per un po' di tempo, in ogni caso è come se ci fosse”, afferma la psicologa Corradini

 
4. Abbiate fiducia nelle capacità di adattamento e nelle risorse del vostro bambino

 

Anche se è normale che il rientro al lavoro sia accompagnato da una certa dose di ansie e sensi di colpa all'idea del distacco dal pargolo, è bene considerare la situazione anche da un'altra prospettiva. 

 

“Ogni bimbo ha buone capacità di adattamento ed è in grado di abituarsi ai cambiamenti - spiega la psicologa. In più, ai bambini serve fare esperienza ed emanciparsi, piano piano, dal rapporto duale con la mamma perché arricchisce il loro mondo”.

 

Dal punto di vista dell'esperta, passare, per esempio, del tempo a casa dei nonni o stare con altre figure di riferimento, ovviamente super fidate, fa bene anche al bimbo per allargare le sue relazioni. Naturalmente, un nuovo adulto di fiducia, come per esempio una tata, deve entrare nella vita del bimbo in modo graduale e, all'inizio, sotto la supervisione e la presenza rassicurante della mamma. 


In altre parole, è opportuno, secondo la psicologa, seguire le tappe necessarie per far sentire il bimbo completamente a suo agio, rispettando i suoi tempi. 

 
5. Ricordate sempre che non siete 'Super mamma' e neanche Wonder Woman 

Una volta rientrata al lavoro, ogni donna dovrebbe imparare a delegare: non è possibile riuscire a fare tutto e dare il massimo in qualsiasi situazione, anche le energie sono limitate.
“Il modello della super mamma, sempre di buon umore,  che risolve ogni cosa, di fatto è un ideale, non ha riscontro nella realtà - dice la psicologa.  Tutte le mamme sono persone e hanno bisogno di riposare un po' o farsi semplicemente una doccia”. 

 

Per questo, chiedere una mano al papà, per esempio, per fare con calma il bagnetto al piccolo, e giocare un po' con lui, senza l'ansia di dover preparare al volo la cena è importante. Per una volta, basta ordinare una pizza.  


Ma non è trascurabile neppure uscire per una passeggiata con il partner o infornare una torta per il piacere di farlo, mentre il bebè è al sicuro con i nonni per un'oretta. 
In sostanza, secondo la psicoterapeuta, è indispensabile riappropriarsi anche di un po' di tempo senza troppi sensi di colpa. Concedersi una pausa tra le mille acrobazie della vita quotidiana - e, magari, anche un momento di stacco dal bimbo -  non significa essere una 'cattiva mamma'.

Dal punto di vista dell'esperta, ogni donna dovrebbe fare a se stessa una sorta di discorso simbolico, ripetendosi spesso una cosa tipo: "Ok, ora sono mamma, ho un nuovo ruolo ma non sono solo questo!'.

 

“Piano piano, accanto al nuovo ruolo materno, fa bene sentire di essere ancora anche amica, collega e compagna - dice Corradini. Se il fatto di essere mamma scaccia via tutto il resto, alla lunga può creare problemi”. E' essenziale, invece, per il benessere globale di ogni donna in quanto persona ritrovare tutti i ruoli che fanno parte della sua identità. 

 

I servizi per le neomamme del progetto ConciliaMi
Il nuovo progetto ConciliaMi, co-finanziato dalla Chiesa Valdese, si rivolge a tutte le donne che cercano di conciliare maternità e lavoro. Offre una serie di servizi pensati per seguire le neo-mamme nel delicato periodo dei primi mesi post-parto fino al ritorno al lavoro (più o meno fino ai 2 anni del bimbo).