NOMI ARABI

I 17 nomi arabi più comuni in Italia e il loro significato

Di Caterina Valletti
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26 Giugno 2017
I nomi arabi stanno spopolando in Italia. Sentiamo sempre più spesso chiamare Karim o Aisha, invece di Sara o Marco. Da dove viene questo interesse per i nomi arabi? E qual è il loro significato? Abbiamo chiesto lumi all'Istituto per l'Oriente di Roma
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Decidere il nome del proprio bambino è una delle cose più difficili. Il nome rappresenterà il suo biglietto da visita e un pezzo della sua storia. Dare un nome di origine araba sta diventando sempre più comune anche nel nostro Paese. Abbiamo chiesto all'Istituto per l'Oriente di Roma di aiutarci a capirne il significato.
 

 

La cultura araba entra e si mescola ogni giorno a quella italiana, come tante altre culture: ciò che mangiamo prende sapori orientali, ciò che vestiamo acquista colori lontani, questo accade persino nell'arredamento.

Daniela Amaldi, 
arabista dell'Istituto per l'Oriente ci spiega che «la diffusione dei nomi arabi non si può ritiene riconducibile solo alla moda, a meno che siano propri di personaggi noti dello sport o dello spettacolo. Bisogna, invece, tenere conto della diffusione di questi nomi come conseguenza di un'affinità, come avviene per qualsiasi altro nome di origine straniera, a una cultura altra, come quella arabo-islamica, o per appartenenza alla stessa».   

 

«Il nome arabo tradizionale era composto da vari elementi che ricostruivano l’ascendenza e l’eventuale discendenza, oltre all’appartenenza etnica e ai legami con il territorio. Oggi giorno, nell’uso quotidiano la persona è individuata da due soli elementi, che potremmo considerare, su influenza occidentale, nome e cognome. Nei documenti ufficiali risultano invece quattro nomi, cioè il nome proprio, il nome del padre, del nonno e un nome di famiglia».
 

 

Ecco l'elenco degli 8 nomi maschili arabi più utilizzati e il loro significato:

 

1. Adham
“Nero”. Nome maschile molto diffuso tra le personalità del mondo della cultura, dello sport e della politica. Fra queste, Adham Khan (1531-1562), un importante generale del sovrano Moghul Akbar I.

 

2. Hassan 
“Molto bello; intuitivo; molto affettuoso”. Nome di un poeta vissuto all’epoca del profeta Muhammad: Hassan Ibn Thabit. Hasan: “bello”. Nome di uno dei nipoti del profeta e figlio di ‘Ali, personaggio fondante degli sciiti.

 

3. Ismael
Dall’ebraico “l’ascoltatore di Dio”. Nome del profeta Ismaele, figlio di Abramo. Nella tradizione islamica, Ismaele insieme alla madre Agar fu cacciato da Abramo e trovò rifugio nel luogo in cui oggi si trova la Kaaba.

 

4. Karim 
“Generoso, nobile d’animo”. Nome molto diffuso. al-Karim (il Magnanimo) è uno degli epiteti di Dio nella tradizione islamica.

 

5. Nadir
“Insolito, eccezionale”.

 

6. Omar
“Longevo”. Usato per augurare al neonato una lunga vita. Nome del secondo califfo, Omar ibn al-Khattab (m. 644).

 

7. Rashad 
“Rettitudine”. Ilyas: dall’ebraico, nome arabo del profeta Elia.

 

8. Rayan 
“Colui che si è dissetato”. Nel Corano al-Rayyan è il nome di una delle porte del paradiso da cui passeranno coloro che osservano il digiuno.

 

Ecco l'elenco dei 9 nomi femminili arabi più utilizzati e il loro significato:

 

1. Aisha 
“Viva”. Moglie del profeta Muhammad e figlia del primo califfo Abu Bakr, morta nel 678.

 

2. Aida 
“Colei che torna”. Probabilmente è un’arabizzazione dell’eroina di Verdi.

 

3. Rasha
“Giovane gazzella”.

 

4. Raya
“Dissetata; profumata”. Femminile di Rayan (vedi sopra).

 

5. Farah
"Felicità”. Nome diffusosi dopo l’incoronazione della regina dell’Iran, Farah Diba, moglie dello scià Mohammad Reza Pahlevi.

 

6. Zahira
“Colei che aiuta”. Femminile di zahir. al-Zahir è uno degli epiteti di Dio nella tradizione islamica.

 

7. Halima
“Paziente”. Femminile di halim. al-Halim è uno degli epiteti di Dio nella tradizione islamica.

 

8. Kamila
“Perfetta”.

 

9. Karima 
“Generosa”. Femminile di Karim.