Nostrofiglio

Dal mondo

I nomi per bambini vietati nel mondo

Di Chiara Dalla Tomasina
limportanzadelcontattofisico

16 Maggio 2018 | Aggiornato il 23 Maggio 2018
Si fa presto a chiedere, quando si incontra una donna in dolce attesa, come chiamerà il nascituro. Nel mondo, infatti, ci sono ferree regole che regolamentano l'atto di dare il nome al proprio figlio. Ci sono nomi vietati per ragioni di... grammatica o fonetica, altri perché ritenuti offensivi, altri ancora perché sono contro la morale comune o sono ritenuti degradanti. Ecco, stato per stato, una lista dei nomi vietati dalle leggi dei vari Paesi.

Facebook Twitter Google Plus More

Nomi di cantanti, di parti del corpo, di personaggi storici dalle azioni non proprio limpide, se non addirittura tragiche. Nomi di social network, di cibi, di super eroi, di multinazionali, di animali. Nel mondo, tanti sono i nomi vietati dalle varie Nazioni, appellativi che i futuri genitori non possono assolutamente assegnare ai propri figli. Nel nostro Paese, per esempio, non si può dare a un figlio lo stesso nome del padre o quello dei suoi fratelli. Non esiste più, invece, il divieto per i termini geografici, come Asia, Italia e via dicendo.


Ecco, Stato per Stato, i nomi vietati nel mondo.

 

Svizzera
Il magistrato svizzero deve approvare i nomi dei figli: se sono considerati dannosi o offensivi, saranno vietati. Tra questi, per esempio, Giuda e Chanel (da noi non è vietato quest'ultimo, pensate alla figlia di Ilary Blasi e Francesco Totti).

 

Germania

La Germania non permette che venga assegnato un nome di genere neutro, un cognome come nome, appellativi di oggetti o umilianti per il nascituro. Tra i vietati, Osama Bin Laden e  Adolf Hitler.

 

Francia

La Francia vieta nomi che possono essere lesivi della dignità del bambino: è un tribunale locale a decidere sui casi più controversi. Tra i nomi vietati in Francia, ci sono Nutella, Principe William e Mini Cooper.


Islanda

Qui ci si rifà alla grammatica, nel senso che i nomi dei piccoli devono adeguarsi al sistema di ortografia dell’Islanda, altrimenti saranno vietati. I genitori devono presentare il nome del figlio al Registro nazionale entro sei mesi dalla nascita: se non è tra quelli approvati, si chiede l’approvazione al Comitato di denominazione islandese. Pensate che la metà viene rifiutata! Tra questi, quelli dove un nome contiene una lettera che non compare nell’alfabeto islandese, come C, Q e W. Tra i nomi non permessi, Enrico e Ludovico.


Danimarca

In questo Stato si possono solo scegliere nomi pre approvati in un registro di circa 7.000 appellativi. Tra i 1.000 riesaminati ogni anno, il 20% viene rifiutato. Tra questi, Scimmia e Pluto.

 

Svezia

La Svezia vieta i nomi offensivi e inadatti, come Superman, Ikea e Brffgxxllrmhyjakòjgjsdroèjkq1111134.

 

Norvegia

Questo Stato del Nord ha due regole: vieta di utilizzare un cognome come nome (non sono concessi quindi Hansen, Johansen, Olsen, Larsen) e in caso il nome porti una situazione di svantaggio al nascituro.

 

Nuova Zelanda

Nomi con più di 100 caratteri sono vietati in Nuova Zelanda, come quelli ritenuti offensivi o che assomigliano a titoli di canzoni, come Lucifero e Fat Boy.


Malesia

In questa parte del Sud est asiatico ci sono parecchie restrizioni: sono vietati nomi di animali, insulti, numeri, appellativi reali e cibo. Tra questi Ular (serpente) e Woti (rapporto sessuale).


Messico

Qui sono vietati una sessantina di nomi imbarazzanti, senza nessun senso o offensivi, come Facebook, Rambo e Batman.


Arabia Saudita

Nella tradizionalissima Arabia Saudita sono vietati ben 50 nomi ritenuti blasfemi o inappropriati, come Binyamin (come il nome del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu) o Alice, troppo "straniero".