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Ottavo mese di gravidanza: cosa succede, visite e consigli

di Francesca Demirgian - 13.05.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Cosa succede alla mamma e al bambino durante l'ottavo mese di gravidanza. Sintomi, esami da fare, cosa fare e cosa evitare. Una guida completa per scoprirlo

Ottavo mese di gravidanza: che succede?

Il conto alla rovescia è iniziato. Ormai manca davvero poco al parto e tutte le mamme iniziano ad immaginare il momento in cui conosceranno il proprio piccolo o la propria piccola.

L'ottavo mese di gravidanza è il penultimo, il mese centrale del terzo trimestre, quello in cui il pancione inizia a pesare, possono esserci delle contrazioni e il bambino inizia a stare più stretto nella pancia.

E' anche il mese in cui la mamma inizia ad avvertire una certa fatica: stanchezza, mal di schiena, bruciore di stomaco e può essere utile seguire alcune abitudini e alcuni consigli utili ad alleviare i fastidi.

Scopriamo, dunque, tutto ma proprio tutto sull'ottavo mese di gravidanza.

In questo articolo

I sintomi dell'ottavo mese di gravidanza

Manca davvero poco. L'ottavo mese di gravidanza è il secondo del terzo trimestre. Tra circa un mese le mamme e i papà potranno finalmente stringere tra le braccia il loro piccolino o piccolina. Si tratta di un mese molto importante, quello in cui il bambino solitamente sceglie la sua posizione, definendo così il metodo di parto (naturale o cesareo).

Scopriamo quali sono i principali sintomi che accomunano le donne in dolce attesa all'ottavo mese di gravidanza:

  • compare una linea scura che unisce ombelico a pube
  • l'ombelico si inizia ad appianare
  • dai capezzoli inizia ad uscire il colostro
  • le donne spesso soffrono di insonnia, il pancione pesa e c'è spesso la necessità di alzarsi per urinare
  • possono comparire o intensificarsi i dolori alla schiena
  • l'utero è notevolmente aumentato, dunque le future mamme sentiranno compressione all'altezza dei polmoni
  • gambe e piedi gonfi
  • alcune donne possono avvertire delle contrazioni, ma se non sono regolari non bisogna preoccuparsi, in caso contrario meglio recarsi in ospedale

Ottavo mese di gravidanza: i controlli e gli esami da fare

Oltre agli esami del sangue di routine, vediamo quali sono gli esami a cui la donna deve sottoporsi durante l'ottavo mese di gravidanza.

Innanzitutto è in questo periodo gestazionale in cui si svolge l'ecografia del terzo trimestre, l'ecografia di accrescimento. Tra la 30esima e la 32esima settimana, infatti, la futura mamma si sottopone alla terza e ultima ecografia prima del parto, utile a verificare la normale crescita del feto. 

A partire dalla 32esima settimana di gravidanza, inoltre, è possibile sottoporsi alla flussimetria fetale, un esame non invasivo e non obbligatorio, simile all'ecografia, che permette di verificare la corretta circolazione del sangue del feto.

Alle normali analisi del sangue e delle urine si può aggiungere un tampone vaginale per la ricerca di batteri dello streptococco.

Come cresce il bambino nell'ottavo mese di gravidanza

Raggiunto l'ottavo mese di gravidanza il bambino è ormai quasi completamente formato. I polmoni hanno raggiunto un buon livello di sviluppo, uno stato di grasso si sta formando sotto l'epidermide, per assicurare la termoregolazione dopo la nascita. Il suo peso inizia ad essere consistente. Pesa infatti intorno ai 2 kg e cresce circa 200 grammi a settimana.

Come anticipato, in questo mese il bambino sceglie la posizione che - con molta probabilità - manterrà fino alla nascita, visto che lo spazio nella pancia della sua mamma si fa sempre più stretto.

In alcuni casi, se il bambino si mette in posizione podalica, il ginecologo può tentare alcune manovre per farlo girare. Non sempre, però, questo è possibile.

Non sono pochi i casi di bambini che nascono in questa epoca gestazionale, prematuramente. C'è da dire, però, che i bimbi nati all'ottavo mese di gravidanza hanno buonissime probabilità di respirare autonomamente e di non avere complicanze. Grazie all'ottima assistenza di neonatologi ed infermieri cresceranno con l'ausilio di incubatrici per tornare presto a casa con la mamma e il papà. 

Ottavo mese di gravidanza e parto prematuro

I bambini che nascono prima della 37esima settimana di gravidanza sono detti prematuri. Non sono pochi i casi di bambini nati all'ottavo mese di gravidanza: i motivi possono essere i più disparati, contrazioni anticipate, carenza di liquido amniotico, problematiche che interessano la mamma o il bambino.

E' un evento che le mamme in attesa devono mettere in conto, ma a rassicurarle sono i dati: i nati prematuri all'ottavo mese di gravidanza, infatti, hanno un tasso di sopravvivenza superiore al 90%. Senza dubbio avranno bisogno di assistenza e saranno monitorati nelle prime settimane di vita. Potrebbero avere bisogno di assistenza respiratoria (non è detto), visto che i polmoni non sono completamente sviluppati. Ci sono bambini, nati all'ottavo mese, però, che già possono essere allattati al seno dalle proprie mamme perché in quest'epoca gestazionale la suzione è già presente. 

Qualora questo evento si presentasse, un team di professionisti (neonatologi, infermieri pediatrici) saranno pronti ad accompagnare la mamma e il papà in questa inaspettata esperienza e cureranno al meglio il piccolo per farlo recuperare e tornare presto a casa. 

Cosa fare e non fare nell'ottavo mese di gravidanza

Vediamo quali sono le principali accortezze da avere nell'ottavo mese di gravidanza e, dunque, le cose che la futura mamma deve fare e non fare:

  • DEVE fare esercizi per la respirazione (fondamentali al momento del travaglio)
  • NON DEVE mangiare per due, ma seguire un'alimentazione equilibrata
  • NON DEVE saltare i pasti e inserire sempre degli spuntini sani (ad esempio a base di frutta fresca) nella dieta quotidiana
  • NON DEVE dimenticare di spalmare olio o crema anti-smagliature su fianchi, seno e pancia tutti i giorni
  • NON DEVE dimenticare di assumere le vitamine prescritte dal ginecologo, fondamentali per l'accrescimento del feto
  • NON DEVE assumere troppa caffeina, non deve bere alcolici, fumare
  • NON DEVE sottovalutare problemi ai denti e arrossamento alle gengive (che in gravidanza possono presentarsi)
  • NON DEVE stancarsi troppo o fare particolari sforzi
  • NON DEVE esporsi a sostanze nocive
  • NON DEVE svolgere una vita troppo sedentaria: consigliata una passeggiata al giorno e un po' di attività fisica adeguata (yoga, stretching, pilates)
  • NON DEVE sottovalutare dolori alle gambe e alla schiena e fare massaggi, esecizi di allungamento e rilassamento
  • DEVE sottoporsi alle visite mediche di routine e se richiesto dal medico alla curva glicemica
  • DEVE procedere con le pratiche per il congedo di maternità
  • DEVE SCEGLIERE dove andrà a partorire
  • DEVE avere la valigia per il parto pronta
  • DEVE preparare tutto l'occorrente per l'arrivo del bebè

Il congedo di maternità

L'ottavo mese è il primo in cui la mamma, se lo vuole, può andare in maternità. Il congedo di maternità, infatti, copre 5 mesi a cavallo del parto che possono essere così suddividi:

  • 2 prima del parto e 3 dopo
  • 1 prima del parto e  dopo
  • 5 mesi dal parto

Quest'ultima è, ovviamente, una opzione che si può scegliere se non comporta nessun rischio per la donna o per il bambino. Tutto ciò è stato nuovamente confermato anche per il 2021.

Il congedo di maternità nel dettaglio spetta a: 

  • lavoratrici dipendenti assicurate all'INPS anche per la maternità, comprese le lavoratrici assicurate ex IPSEMA;
  • apprendiste, operaie, impiegate, dirigenti con un rapporto di lavoro in corso all'inizio del congedo;
  • disoccupate o sospese, secondo quanto previsto dall'articolo 24 del citato Testo Unico maternità/paternità (TU);
  • lavoratrici agricole a tempo indeterminato o determinato che, nell'anno di inizio del congedo, siano in possesso della qualità di bracciante con iscrizione negli elenchi nominativi annuali per almeno 51 giornate di lavoro agricolo (articolo 63 del TU);
  • lavoratrici addette ai servizi domestici e familiari (colf e badanti), secondo quanto previsto dall'articolo 62 del TU;
  • lavoratrici a domicilio (articolo 61 del TU);
  • lavoratrici LSU o APU (attività socialmente utili o di pubblica utilità dell'articolo 65 del TU);
  • lavoratrici iscritte alla Gestione Separata INPS e non pensionate in possesso del requisito contributivo previsto dalla legge per finanziare le prestazioni economiche di maternità. La relativa indennità è riconosciuta a prescindere dall'effettiva astensione dall'attività lavorativa;
  • lavoratrici dipendenti da amministrazioni pubbliche (incluse le lavoratrici dipendenti ex INPDAP ed ENPALS) le quali sono tenute agli adempimenti previsti dalla legge in caso di maternità verso l'amministrazione pubblica dalla quale dipendono e da cui percepiscono la relativa indennità, corrispondente al trattamento economico, secondo quanto disposto dagli articoli 2 e 57 del TU.

Durante i periodi di congedo di maternità la lavoratrice ha diritto a percepire un'indennità economica pari all'80% della retribuzione giornaliera calcolata sulla base dell'ultimo periodo di paga scaduto immediatamente precedente l'inizio del congedo di maternità quindi, di regola, sulla base dell'ultimo mese di lavoro precedente il mese di inizio del congedo.

Le settimane di gravidanza

L'ottavo mese di gravidanza va dalla 30esima settimana e 5 giorni alla 35esima settimana. E' un mese molto importante - come anticipato - sua per la mamma che per il bambino. In questo mese spesso la mamma inizia ad avvertire qualche contrazione, il piccolo definisce la sua posizione, il ginecologo capisce se si può optare per un parto naturale o per un cesareo.

Manca pochissimo: mamma e papà conosceranno presto il loro piccolino o la loro piccolina.

Tutti i mesi della gravidanza

Fonti: www.inps.it; www.ospedalebambinogesù.it; www.iss.it

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