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41 settimane di gravidanza e il bambino non nasce, cosa fare

di Elena Berti - 02.09.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Siete arrivate a 41 settimane di gravidanza e il bambino sembra non voler nascere, ecco alcuni rimedi per evitare il parto indotto

41 settimane di gravidanza e il bambino non nasce, cosa fare

La gravidanza, come sappiamo, è solitamente uno stato fisiologico e il più delle volte si conclude seguendo il corso della natura: a un certo punto, dopo la 37esima settimana, le donne entrano in travaglio e partoriscono. Ma non sempre va così e può succedere che non succeda niente e si vada ben oltre la famosa dpp, la data presunta del parto: cosa succede se si arriva a 41 settimane di gravidanza e il bambino non nasce?

In questo articolo

Come si calcola la data presunta del parto

La data presunta del parto, conosciuta con l'acronimo dpp, è calcolata basandosi sull'ultima mestruazione: da quel giorno, infatti, si calcolano le 40 settimane di gravidanza. Capita a volte che, alla prima ecografia, si ci renda conto che le misure dell'embrione siano diverse rispetto a quelle che dovrebbe avere se fosse stato concepito al 14esimo giorno di ciclo, quando solitamente avviene l'ovulazione, allora la data presunta del parto viene spostata, solitamente in avanti. In ogni caso, a meno di non aver monitorato l'ovulazione e aver avuto rapporti mirati, è possibile che ci siano delle inesattezze sul calcolo della dpp: per questo il limite massimo è considerato oltre la 40esima settimana.

Curiosità: in alcuni paesi, come la Francia, la gravidanza viene calcolata in mesi, nove ovviamente, a partire dalla presunta data del concepimento. Per questo la stessa gestazione, in Italia e in Francia, avrà dpp diverse! 

Oltrepassare la dpp

Ma fino a quanto è possibile oltrepassare la data presunta del parto? Le linee guida ritengono ancora a termine una gravidanza fino a 41 settimane più 6 giorni di gestazione. A partire dalla 42esima, la gravidanza viene considerata post-termine e quindi il parto viene indotto. In realtà, di solito l'induzione avviene prima, tra la 41esima e la 42esima settimana, a seconda del protocollo della struttura ospedaliera. Inoltre, in alcune situazioni si può preferire indurlo prima per non correre rischi per mamma e bambino.

Indurre il travaglio naturalmente

Se avete oltrepassato la data presunta del parto e ancora non si muove niente e volete provare a indurre il parto naturalmente, ci sono dei consigli che potete mettere in pratica. 

Fare attività fisica

Lunghe passeggiate, nuoto e salire e scendere le scale sono le attività preferite dalle donne che vogliono facilitare l'avvio del travaglio. In particolare, salire e scendere le scale aiuta il posizionamento del bambino. 

Fare bagni caldi

L'acqua calda rilassa i muscoli, l'utero e il collo dell'utero, che può dilatarsi più facilmente. Se siete in attesa del parto, prendete l'abitudine di dedicare ogni sera un po' di tempo al bagno: se non inizierà il travaglio, vi sarete comunque rilassate!

Fare l'amore

Avere rapporti sessuali alla fine della gravidanza aiuta sicuramente a stimolare il travaglio. Lo sperma, infatti, contiene prostaglandine, una sostanza che viene utilizzata (in dosi maggiori) anche nelle induzioni, perché fa maturare il collo dell'utero. Inoltre, l'orgasmo provoca contrazioni uterine, mentre il piacere rilascia ossitocina, anche lei utilizzata per indurre il travaglio. Attenzione però: se non siete a termine e il medico vi ha sconsigliato i rapporti, non fate di testa vostra.

Il parto indotto

Se siete arrivate oltre le 41 settimane di gestazione e i metodi naturali per avviare il travaglio non hanno funzionato, il team medico potrebbe decidere di indurvi il parto medicalamente. Come funziona? Come dicevamo sopra, prostaglandine a livello locale e ossitocina endovena sono utilizzati solitamente per indurre il parto, ma la loro applicazione è collegata all'indice di Bishop, che valuta la maturità della cervice uterina. 

Quando l'indice è basso (e la cervice non è pronta al parto) si preferisce iniziare con procedure che non prevedano l'impiego di farmaci, come lo scollamento delle membrane. Questa procedura, che può risultare fastidiosa, è però preferibile sempre prima di passare ai farmaci, perché gli studi dimostrano che ha maggiori possibilità di parto vaginale.

Molti pensano che il parto indotto sia per forza più doloroso, ma non è vero: dipende da molti fattori che non sempre hanno a che fare con l'induzione, quindi la rottura delle membrane e l'uso di farmaci per stimolare il travaglio.

Oltrepassare le 41 settimane di gravidanza può essere fastidioso per la futura mamma, che è stanca e aspetta con ansia di conoscere il suo bambino. Ma niente paura: si tratta di una situazione frequente che capita a molte donne!

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