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Astenia post parto: bisogna preoccuparsi?

di Rosy Maderloni - 01.12.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Sembra solo stanchezza ma è qualcosa di più: l’astenia post parto racchiude un misto di emozioni e fatiche che è bene affrontare da subito. Non da sole.

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Astenia post parto: bisogna preoccuparsi?

Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio… così la neomamma riposa un attimo. Tutta la saggezza del proverbio africano si rivela nella sua valenza più pragmatica, quando dopo le fatiche del parto e del rientro a casa, la donna si ritrova immersa nella novità della maternità.

L'astenia post partum è una condizione che può riguardare molte donne nelle settimane che seguono la nascita del loro bambino, soprattutto se si tratta della prima gravidanza: poppate o introduzione del nutrimento più adatto, notti in bianco, primi bagnetti, pesate, primi controlli e spesso, neanche il tempo per fare una doccia in santa pace. La stanchezza si accumula così: rivolgendo tutte le energie al benessere del pupo e trascurando in parte la propria serenità. Questa condizione di astenia post parto è nota anche come baby blues e se non rientra spontaneamente nelle settimane successive alla nascita di un figlio, può essere spia di un malessere più importante. Ne parliamo con Monica Padovani, ostetrica dell'associazione Il Nido di Bologna, realtà che opera nell'ambito della maternità e della salute per una cultura della nascita che ponga al centro la donna e la sua famiglia, nel rispetto dell'unicità e della globalità della persona.

Quando e con che caratteristiche si verifica l'astenia post parto

Quando e con che caratteristiche si verifica l'astenia post parto?

Non è solo la stanchezza fisica a caratterizzare l'astenia dopo il parto: se da un lato la fatica è qualcosa di assolutamente naturale a seguito di un gran lavoro come quello di dare alla luce il proprio bambino, altrettanto fisiologico è un crollo degli ormoni che può portare a un senso di tristezza. "I giorni che seguono il parto e poi il rientro a casa sono molto delicati – spiega Padovani -: immediatamente dopo il parto si assiste a un crollo degli ormoni della gravidanza che cedono il passo a quelli che favoriscono l'allattamento.

In particolare la prolattina, stimolata proprio dalla suzione del bambino, è responsabile in parte di una condizione emotiva della donna che la rende particolarmente sensibile alle lacrime: non a caso la prolattina è detta anche ormone del pianto".

I segnali da osservare.

"Alcune caratteristiche sono tipiche della neomamma che sta vivendo un momento di astenia o baby blues – riferisce l'ostetrica – e possiamo considerare:

  • Una chiusura delle relazioni in cui si è persa la voglia di uscire o di mantenere i rapporti abituali.
  • Una trascuratezza nella cura di sé per cui non ci si toglie il pigiama per l'intera giornata, non si segue una alimentazione sana acquisendo abitudini sregolate.
  • Poca cura per la casa e per gli ambienti circostanti, che non significa che non debba esserci un filo di polvere sulle mensole, ma che si trascurino anche le più elementari condizioni di igiene domestica.
  • Anche di fronte a una disponibilità di aiuto e di soluzione a un problema, ad esempio l'amica che si propone di tenere il bambino per far fare un bagno caldo alla mamma in tranquillità, la persona rifiuta e non coglie l'opportunità.

Perché possiamo accusare una persistente stanchezza dopo il parto

Perché possiamo accusare una persistente stanchezza dopo il parto?

"Questa condizione ha molto a che vedere con le aspettative che una donna ha prima di restare incinta e durante la gravidanza rispetto all'esperienza del parto e il periodo che segue – chiarisce Padovani -: nel mio esercizio osservo come in genere siano colpite donne sole, senza una rete di relazioni che possa supportarle nelle piccole e grandi esigenze quotidiane, donne che non abbiano necessariamente difficoltà economiche, ma che magari non abbiano vicino la famiglia a supporto. Ci si può trovare dunque a vivere una condizione di stanchezza prolungata se si è sole a dover correre perché il bimbo piange, a dormire poco, a trovare il ritmo perché si attacchi al seno correttamente mentre nel frattempo si hanno ancora i punti dal parto o comunque non ci si è riprese del tutto".

"Dopo il parto la donna si trova a vivere molteplici condizioni che possono farla sentire emotivamente fragile anche rispetto ai giudizi che spesso troppo facilmente le persone intorno danno, così come i consigli non richiesti o i paragoni che facciano sentire la neomamma in difetto".

"Spesso la stanchezza è vissuta perché non si riesce a tener testa a tutti i ruoli che si pensa sia necessario mantenere: si è donne, madri, compagne di qualcuno e si vorrebbe essere sempre all'altezza di tutte queste circostanze: basta non avere latte, o avere un bambino più richiedente di altri per sentirsi sprofondare in un sentimento di sconforto per cui non ci si sente abbastanza brave. Queste storture possono causare nella donna una condizione di astenia cui prestare particolare attenzione". 

Consigli per recuperare le energie e riprendersi dall'astenia post parto

C'è proprio bisogno di un villaggio intorno a una neomamma e al suo bambino?

Una rete di persone.

"C'è bisogno di una rete di persone cui affidarsi" commenta l'ostetrica de Il nido di Bologna. "Serve un nuovo equilibrio, che si crea sensibilizzando  innanzitutto il partner, il quale non torna a casa per domandare se la giornata del bambino sia andata bene, ma se anche la mamma ha avuto una buona giornata".

Il sostegno logistico.

"C'è bisogno di un sostegno logistico, oltre che vicinanza affettiva affinché una donna non soltanto non sia giudicata dalla sua rete parentale, ma le si permesso di fare la spesa o di uscire a bere un caffè con le amiche senza sentirsi condannata o una cattiva madre per questo. È importante che la donna si riconquisti da subito piccoli spazi per se stessa. Nel mio lavoro mi è capitato di uscire insieme alla mamma e al suo bambino per fare la spesa insieme o mi è capitato di porre al marito la questione sulla necessità di assumere un aiuto domestico in casa per un periodo.

Se la donna che sta vivendo una condizione di astenia è reattiva e propositiva di fronte a queste prospettive di aiuto, allora siamo sulla buona strada".

Astenia post parto: e se si trattasse invece di depressione perinatale?

Astenia post parto: e se si trattasse invece di depressione perinatale?

"Quando parliamo di baby blues o di stanchezza post partum, pensiamo al periodo del puerperio – chiarisce Padovani -, ma se la neomamma non rientra in una condizione di serenità in questo periodo, occorre domandarsi se non stia vivendo qualcosa di più profondamente doloroso. In quel caso potrebbe trattarsi di depressione post parto e va presa con le dovute precauzioni: il sostegno psicologico e a volte psichiatrico sono necessari perché nella donna potrebbero subentrare ossessioni o psicosi come la paura perenne che il bambino possa essere rapito o che possa accadergli qualcosa di tragico. Quando la cura prevede l'uso di farmaci si sospende l'allattamento".

"Un consiglio sempre valido è quello di frequentare i gruppi di mamme dove si fanno le pesate ai neonati o dove si insegna il massaggio: sono situazioni belle e senza giudizio, ancor più utili se la donna sta vivendo un periodo di tristezza e depressione. Uscire di casa, incontrare altre mamme sotto la guida di persone competenti che possono dare consigli, fornire aiuto e incoraggiare al cambiamento possono favorire nella donna una volontà di aprirsi e raccontarsi tirando fuori anche le difficoltà che non si riesce a esprimere col partner o con i parenti".

L'intervistata

L'intervistata è Monica Padovani, ostetrica dell'associazione il Nido di Bologna

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