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Come cambia il corpo della donna dopo il parto

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15 Ottobre 2013 | Aggiornato il 22 Maggio 2017
Caviglie e dita gonfie, smagliature sul seno e sull'addome, accumuli adiposi su fianchi e natiche, incontinenza, aumento di mezza taglia del numero di scarpe: sono i questi i cambiamenti che le neomamme devono aspettarsi dopo aver dato alla luce un bebè. La rivista americana Fit Pregnancy spiega nel dettaglio ogni problema e i trucchi per risolverli.

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Chi ha mai pensato che è importante allenare i muscoli delle braccia durante la gravidanza? Nessuno. Eppure, senza allenamento, dopo il parto può risultare molto difficile perfino sollevare il bebè. Le braccia non sono però l'unica parte del corpo che cambia dopo il parto: bisogna aspettarsi caviglie e dita gonfie, smagliature sul seno e sull'addome, accumuli adiposi su fianchi e natiche, incontinenza… e perfino l'aumento di mezza taglia del numero di scarpe. Tutti cambiamenti ai quali prepararsi. Ma che, secondo una guida pubblicata dalla rivista americana Fit Pregnancy, possono essere combattuti (o quantomeno contenuti) con piccoli accorgimenti.

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Braccia e schiena

Il problema – Molte future mamme non praticano un regolare allenamento della parte superiore del corpo durante la gravidanza, con conseguente debolezza e flaccidità. Inoltre, il corpo produce l'ormone relaxina in quantità maggiori durante i nove mesi precedenti il parto, e ciò può indebolire ulteriormente gli arti. Come risultato, le braccia perdono tenore e possono non essere in grado di sollevare più volte al giorno il bambino per spostarlo avanti e indietro dal seggiolino auto al passeggino al fasciatoio. Polsi e spalle, invece, possono indebolirsi e far male.

La soluzione – Rafforzare e tonificare i muscoli di braccia, schiena e spalle può aiutare ad alleviare la tensione sui polsi. Il momento migliore per iniziare è durante la gravidanza secondo Megan Flatt, allenatrice di San Francisco che ha creato il "Bump Fitness", un programma di allenamento prenatale e post–parto. Dopo la nascita del piccolo bisogna aspettare almeno sei settimane prima di iniziare l'allenamento.

Dita e caviglie

Il problema – Durante la gravidanza il corpo produce circa il 50% in più di sangue e altri fluidi corporei per accogliere il bambino che si sta sviluppando. E agli edemi e al gonfiore di mani, piedi, viso, collo e caviglie possono contribuire anche le fluttuazioni ormonali: perché i liquidi vengano smaltiti possono essere necessarie intere settimane.

La soluzione – Per Lyssie Lakatos, personal trainer e nutrizionista di New York, bisogna “scegliere alimenti ricchi di potassio, come frutta e verdura, per contrastare gli effetti della ritenzione idrica dovuta al sodio. Lakatos suggerisce anche di bere molto: otto bicchieri d’acqua al giorno, soprattutto se si sta allattando.

Seno

Il problema – Immediatamente dopo il parto, i seni diventano più grandi perché si riempiono di colostro prima e di latte poi: nella maggior parte dei casi la dimensione resterà invariata per alcune settimane. E le madri che allattano al seno manterranno questa taglia maggiorata per tutto il tempo dell’allattamento. Il processo, durante la gravidanza, provoca l’allungamento del tessuto mammario della maggior parte delle donne, sia che decidano di allattare successivamente il bebè o meno. Ma una volta terminate le fasi di gravidanza e allattamento, spiega Robert Brueck, chirurgo plastico di Fort Myers, in Florida, con trent’anni di esperienza nei ritocchi alle neomamme, “il seno della maggior parte delle donne perde volume, e si notano cedimenti o smagliature. In alcuni casi, poi, il capezzolo può sembrare aver perso la propria posizione naturale”.

La soluzione – La maggior parte delle donne accetta il cambiamento del proprio seno come un rito di passaggio verso la maternità. Il consiglio è comunque quello di fare alcuni esercizi per rassodare la parete toracica dietro i seni, per aiutare a “sollevarli” un po’. LEGGI ANCHE: come rassodare il seno dopo l'allattamento

Pancia

Il problema – Il ventre è la parte del corpo che subisce i cambiamenti più vistosi durante la gravidanza e il parto. A seconda dell’età, delle caratteristiche genetiche e del peso che si raggiunge, la pancia può mostrare smagliature, perdita di tonicità e accumuli di grasso. Perché l’utero torni alle dimensioni normali sono necessarie fino a sei settimane, dopodiché anche il ventre dovrebbe tornare come prima della gravidanza. Ma poiché la pelle addominale è stata allungata e tirata, è possibile che non torni tonica come prima.

La soluzione – Megan Flatt raccomanda di “mantenere allenati durante la gravidanza i muscoli addominali e della schiena per facilitare e velocizzare il recupero”. Per far tornare la pancia piatta, poi, la maggior parte degli esperti raccomanda gli esercizi addominali del pilates, grazie ai quali la maggior parte delle donne riesce a ottenere il risultato sperato.

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Cosce e sedere

Il problema – “Durante la gravidanza, molto spesso l’attività fisica e i livelli nutrizionali delle donne calano”, dice il ginecologo di Atlanta Michael Dawson. “Questi fattori portano all’aumento di peso, e il grasso in eccesso viene distribuito sulle zone nelle quali le donne ingrassano più facilmente: sedere, fianchi e cosce”. Ma anche con una regolare attività fisica e con un’alimentazione sana, la gravidanza in sé può portare comunque ad avere qualche chilo di troppo.

La soluzione – Per perdere il peso acquisito durante la gravidanza può servire fino a un anno, spiega Dawson. Per calare di peso gradualmente, gli esperti raccomandano una combinazione di esercizio fisico e nutrizione equilibrata: alimenti a basso contenuto calorico e ricchi di fibre, come le verdure, danno una sensazione di sazietà rendendo più facile mangiare di meno. E per quanto riguarda l'esercizio, Megan Flatt raccomanda esercizi che coinvolgano contemporaneamente più muscoli.

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La zona vaginale

Il problema – Le donne che hanno avuto un parto vaginale spesso sperimentano la lacerazione del perineo (la zona tra l'apertura vaginale e l'ano) o hanno subìto l'episiotomia (un'incisione chirurgica attraverso il perineo per facilitare il parto): in entrambi i casi servono almeno sei settimane per la guarigione completa. Un altro problema comune è l’incontinenza. Alcune donne, infine, lamentano rapporti sessuali dolorosi o il prolasso degli organi pelvici (condizione nella quale vescica, utero o retto fuoriescono dalla sede naturale, tendendo i muscoli del pavimento pelvico).

La soluzione – “Kegel, Kegel, Kegel”, raccomanda Suzanne Aceron Badillo, direttore del “Programma di Riabilitazione della Salute Femminile” al Rehabilitation Institute di Chicago. “Stringendo e rilasciando i muscoli che circondano la vagina, gli esercizi Kegel rafforzano il pavimento pelvico, aiutando la funzionalità della vescica e stabilizzando la zona pelvica”. In caso di rapporti sessuali dolorosi, invece, la soluzione è il rilassamento: “Se si ha avuto una lacerazione del perineo o l’episiotomia, durante il rapporto si può inconsapevolmente flettere il pavimento pelvico causando il dolore” spiega la Badillo. Per aiutare a prevenire le lacerazioni, il medico suggerisce un massaggio quotidiano della zona nelle ultime settimane di gravidanza, mentre dopo il parto il massaggio aiuta ad ammorbidire la cicatrice.

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Piedi

Il problema – Nelle donne in attesa, il peso in più sposta il baricentro del corpo. Ciò, unito al gonfiore delle estremità, spesso porta a un incremento della dimensione del piede (di solito di circa mezza taglia), a volte in modo permanente. “Durante la gravidanza – spiega il podologo di Philadelphia Edward Chairman – c'è una leggera inclinazione in avanti del corpo. E poiché la natura tende a compensare i cambiamenti, l'avampiede si espande e l'arco si appiattisce, provocando un aumento della misura del piede”. Inoltre, il peso supplementare della gravidanza causa l’aumento della pressione nelle vene delle gambe, portando gonfiore ai piedi.

La soluzione – Chairman raccomanda l’utilizzo di un plantare all’interno delle scarpe sin dalle prime fasi della gravidanza, mentre l’uso dopo il parto può aiutare a prevenire ulteriori danni. Il medico consiglia poi alle donne, sia in fase di gravidanza sia dopo il parto, a “sedersi e sollevare i piedi” ogni volta che è possibile.

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