Home Gravidanza Parto

Come evitare l’episiotomia

di Rosy Maderloni - 05.07.2021 - Scrivici

come-evitare-episiotomia
Fonte: Shutterstock
Come evitare l'episiotomia : migliorare l'elasticità dei tessuti in gravidanza può aumentare le probabilità di evitare questo taglio durante il parto

Come evitare l’episiotomia

Velocizza la nascita e facilita la fase espulsiva nei casi di parti operativi: l'episiotomia è ampiamente eseguita ed è appannaggio del medico stabilire se sia necessario procedere a quel piccolo ampliamento chirurgico della porzione posteriore della vagina che si ottiene mediante un'incisione a livello del perineo durante l'ultima parte del periodo espulsivo del travaglio. Si tratta di un taglio piccolo, di pochi centimetri al massimo, ma che alla donna può generare non pochi fastidi nel periodo post parto. E' possibile adottare misure per evitare il ricorso all'episiotomia durante il parto? Risponde Federica Pasi, ginecologa dell'IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano

In questo articolo

Quando si esegue una episiotomia

"L'utilizzo dell'episiotomia di routine è sconsigliato e la decisione se effettuare o meno l'episiotomia, quindi, va valutata caso per caso – premette la specialista -. Non ci sono indicazioni assolute ad eseguire l'episiotomia, esistono però casi in cui la stessa può essere consigliabile. Queste situazioni includono:

  • La necessità di far nascere velocemente il bambino, per esempio nei casi in cui il tracciato cardiotocografico non sia più rassicurante e suggerisca la necessità di espletare il parto velocemente.

  • Parto vaginale operativo: se è necessario applicare una ventosa ostetrica, aumentare lo spazio a livello di vagina e perineo può facilitare l'applicazione della ventosa.

  • Distocia di spalla: in alcuni casi per permettere le manovre ostetriche che servono a disimpegnare le spalle e per aumentare lo spazio a livello di vagina e perineo".

Episiotomia e massaggi perineali

"I massaggi perineali, effettuati sia durante la gravidanza che durante il secondo stadio del travaglio, riducono la resistenza muscolare e, di conseguenza, la possibilità che si verifichino lacerazioni perineali – chiarisce la ginecologa -. I massaggi, anche durante il parto, rendono più elastici i tessuti e anche il rischio di dover ricorrere all'episiotomia, si riduce".

Come evitare l’episiotomia durante il parto

I massaggi perineali, appunto, in epoca prenatale possono migliorare l'elasticità tissutale e quindi prevenire l'episiotomia – precisa la ginecologa -. Anche alcune posizioni possono prevenire l'utilizzo di episiotomia durante il travaglio. Nello specifico sarebbe meglio favorire le posizioni laterali, a carponi, semi distese. In ogni caso, invitare la donna a muoversi durante il travaglio e ad assumere posizioni libere migliora l'outcome "perineale".

Dolore da episiotomia: quanto dura?

"Il dolore conseguente all'episiotomia può avere durata variabile. Generalmente si riduce molto entro la prima settimana dopo il parto – aggiunge Pasi -. Ci sono pazienti, tuttavia, in cui il dolore può persistere per molto tempo o addirittura diventare un dolore cronico. Questo può dipendere da caratteristiche intrinseche della paziente (ognuna cicatrizza in modo diverso, ci sono pazienti che hanno tendenza a cicatrizzare male e a formare cheloidi), da un'errata tecnica di sutura, da complicanze che possono insorgere (infezione della ferita chirurgica o formazione di ematoma perineale) ed è, dunque, possibile sentire il dolore della cicatrice dell'episiotomia dopo anni".

Curare una episiotomia dopo il rientro a casa

"È molto importante curare l'igiene personale – conclude la ginecologa dell'IRCCS San Raffaele di Milano -, infatti la zona del perineo è sottoposta a continui stimoli e muscolari e infettivi. La zona deve essere sempre tenuta pulita e asciutta. Ci sono anche diversi prodotti da applicare sulla ferita chirurgica che possono facilitare la cicatrizzazione e prevenire le infezioni. Questi prodotti favoriscono il naturale processo di riepitelizzazione delle lesioni cutanee anche profonde e, se applicati regolarmente, permettono una buona guarigione locale ed evitano formazioni anomale di tessuto fibroso che sono quelle che poi potrebbero dare dolore nel lungo termine".

L'intervistata

Federica Pasi, ginecologa dell'IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli