Parto

Come funziona l'anestesia epidurale, 5 cose da sapere

Di Alice Dutto
epidurale
31 Marzo 2015 | Aggiornato il 10 Gennaio 2019
In che cosa consiste l'epidurale? Quando si può scegliere di farla? Come funziona durante il travaglio e il parto? Quali possono essere le controindicazioni? E le complicanze? Le risposte di Ida Salvo, Direttore S.C. Anestesia e Rianimazione Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi di Milano.
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È ormai ampiamente dimostrato che l'analgesia epidurale (o peridurale) è la tecnica più efficace per il controllo del dolore in travaglio di parto. Ma in che cosa consiste esattamente?

Fa male? Quali sono gli esami da fare in gravidanza per poterla effettuare e quando la si può richiedere durante il parto? Comporta dei rischi per la mamma e per il bambino

A tutte queste domande risponde nel video Ida Salvo, già responsabile di anestesia e rianimazione all' Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi di Milano, oggi in pensione.

 

1. In che cosa consiste l'epidurale

La procedura è molto semplice e consiste nell'inserimento di un catetere molto sottile, delle dimensioni di un capello, a livello della parte lombare (la più bassa) della colonna vertebrale. Il catetere viene inserito attraverso un ago, il cui posizionamento è preceduto dalla disinfezione della pelle e dalla somministrazione di un anestetico locale, che può provocare un lieve bruciore.

 

L'ago poi viene tolto mentre il catetere rimane in sede, fissato alla schiena della donna ed è proprio attraverso questo sottile tubicino che viene somministrato l'analgesico, ogni volta che serve: in genere si fanno piccoli "rabbocchi" ogni una o due ore. La procedura dura in tutto circa 10 minuti e viene effettuata con la donna in posizione seduta, e piegata in avanti.

 

2. Quando si deve decidere se si vorrà fare l'epidurale durante il parto?

Ogni momento è buono per decidere (patto che il punto nascita la offra H24 e 7/7: qui l'elenco dei centri che lo fanno), ma bisogna sapere che per poterla effettuare occorre aver effettuato una visita anestesiologica negli ultimi mesi di gravidanza, che serve per verificare che vada tutto bene e che effettivamente si possa somministrare l'anestesia.

 

Nelle ultime settimane di gravidanza è anche bene effettuare alcuni esami del sangue che saranno sicuramente richiesti dall'anestesista se, durante il parto, si chiederà l'epidurale. Si tratta in particolare di emocromo, tempo di protrombina e di tromboplastina parziale attivata.

 

Un buon momento per raccogliere informazioni su questo tipo di tecnica è il corso preparto: nella maggioranza dei casi questi corsi prevedono anche un incontro con un anestesista, che illustra come funziona le peridurale, cosa bisogna fare per richiederla e quali possono essere i rischi che si possono correre.

 

3. Quali possono essere le controindicazioni?


Le donne che non possono richiedere l'epidurale sono davvero pochissime: in genere, si tratta di donne che soffrono di malattie neurologiche che interessano la colonna vertebrale o di patologie della coagulazione, oppure che presentano infezioni in corso nel punto in cui dovrebbe essere effettuata la puntura.

 

4. Come funziona l'epidurale durante il parto?

Se la donna ha effettuata la visita anestesiologica prevista, al momento del travaglio e del parto può richiedere l'epidurale in qualsiasi momento. Donne straniere che vengono da paesi in cui la procedura è abituale tendono a chiederla subito, mentre le italiane spesso preferiscono aspettare, per vedere se riescono a sopportare il dolore.

 

Subito dopo la somministrazione dell'analgesico, la donna puà avvertire calore e formicolio alle gambe, che sono in genere transitori (è tutto normale). Poiché i dosaggi utilizzati attualmente sono molto ridotti, anche sotto analgesia la donna riesce a camminare, percepisce le contrazioni e spinge senza difficoltà. In altre parole, non è che non senta niente, semplicemente non soffre o soffre meno di quanto farebbe senza anestesia. In effetti, in genere il dolore non viene abolito completamente, ma viene ridotto in modo significativo.

 

5. Quali possono essere le complicanze?

La complicanza più frequente, che colpisce circa l'1% delle donne che hanno fatto l'epidurale, è un tipo particolare di cefalea, detta ortostatica, che compare quando ci si alza in piedi. È una cefalea benigna e scompare dopo pochi giorni di trattamento, basato sull'assunzione abbondante di liquidi e la somministrazione di comuni analgesici.


Eventuali complicanze neurologiche sono molto rare (un caso ogni 10.000 o 20.000). In ogni caso, la donna è avvisata di avvertire subito l'anestesista nel caso in cui compaia qualunque problema neurologico, come una ridotta sensibilità a una gamba.

 

 

Altre fonti per questo articolo: Revisione sistematica Cochrane sulle tecniche di controllo del dolore in travaglio; materiale informativo scaricabile dal sito dell'Ospedale Buzzi di Milano; libretto informativo "Il dolore da travaglio di parto: conoscerlo e controllarlo" prodotto dal Policlinico di Milano; video prodotto dal Policlinico di Milano.