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Come indurre il parto in modo naturale

di Rosy Maderloni - 14.06.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Quali attività e quale disposizione mentale possono aiutare la donna ad avviare in modo naturale l’inizio del travaglio? Ne parliamo con l’ostetrica Lucrezia D’Antuono

Come indurre il parto in modo naturale

Succede un po' come nella maratona: gli ultimi chilometri di corsa sono quelli più onerosi, non soltanto perché la stanchezza del lungo percorso si fa sentire su tutte le membra, ma perché la mente ormai vede chiaramente l'avvicinarsi del traguardo e portandosi in avanti rispetto al resto del corpo, lei è già là. Nelle ultime settimane di gestazione molte donne sentono che i loro pensieri sono già proiettati verso il momento in cui ogni sforzo sarà ripagato dalla soddisfazione e dalla pienezza della grande impresa che è la nascita del bambino tanto atteso. Quando, però, la quarantesima settimana volge al termine e di travaglio non se ne vede ombra, come si può indurre in modo naturale un avvio delle doglie e prepararsi a un imminente parto? Ne parliamo con Lucrezia D'Antuono, Ostetrica responsabile del Centro Nascita dell'ospedale ostetrico-ginecologico Sant'Anna della Città della Salute e della Scienza di Torino, istituto che anche nel 2020 si è qualificato come primo in Italia per numero di nascite.

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Cos’è il travaglio?

"Secondo una visione "biologicocentrica" – premette D'Antuono - il travaglio rappresenta il processo con cui si realizza la fuoriuscita dal corpo materno del feto e dei suoi annessi, ma in una visione più globale e complessa, in cui il parto è inteso come il momento della nascita, il travaglio rappresenta solo uno degli eventi del percorso di relazione della donna e del bambino, che inizia con la scoperta della gravidanza e si conclude con il riconoscimento del neonato. Da un punto di vista strettamente biologico, ad esempio, in questo "viaggio" giocano un ruolo molto importante gli ormoni: non soltanto garantiscono una buona riuscita della nascita ma sono cruciali anche nelle fasi successive al parto; hanno infatti influenze positive a breve, medio e a lungo termine. Facciamo un esempio: l'ossitocina al termine della gravidanza e in travaglio stimola in modo ritmico la contrazione dell'utero e, in un secondo tempo, favorisce l'allattamento determinando la fuoriuscita del latte e sostenendo il processo di attaccamento madre-bambino".

Il ruolo delle endorfine.

"Similmente, le endorfine, oppioidi endogeni noti come antidolorifici naturali, servono nell'immediato del travaglio a bilanciare in modo ritmico lo stress della contrazione, così come nella stabilizzazione del tono dell'umore predisponendo la madre all'accoglienza del bambino, addolcendo il ricordo dell'evento attraverso un processo di identificazione e fissazione dell' esperienza, che le endorfine rendono maggiormente gratificante".

Il parto come evento "biopsicosociale".

"Tuttavia, convergono con questi potenti meccanismi evolutivi anche cambiamenti nella donna e nel bambino che si manifestano attraverso comportamenti e stati emotivi riconoscibili su entrambi i soggetti. Per questo motivo il parto è definito un evento "biopsicosociale", frutto anche di comportamenti e modelli socio-culturali acquisiti. La donna che sta per mettersi in travaglio fa i conti con forze biologiche, psicologiche, culturali, biografiche, che nel momento del parto sgorgano dall'interno di sé; il parto mette in scena dunque anche la storia delle donne, le loro paure, e se queste certamente influenzano più o meno positivamente l'inizio del travaglio, tuttavia non possono impedire il compimento di quel che è inscritto nell'inizio del processo: la separazione ed insieme il nuovo incontro:questo è il parto".

Cosa dà inizio al travaglio?

"Il detto che recita "quando il frutto è maturo, cade" racconta una verità: il bambino e il sistema placentare sono meravigliosamente programmati dall'evoluzione per innescare il travaglio – chiarisce l'ostetrica -: la pressione della testa fetale sul collo uterino aiuta il rilascio locale di ossitocina che, insieme ad un complesso cocktail di ormoni determina il parto. In travaglio, questi ormoni dialogano tra di loro con meccanismi di feedback, intervenendo con quantità e pulsatilità diverse a seconda dei momenti e delle situazioni".

Come si può stimolare il travaglio in modo naturale?

"La nascita dipende dall'interdipendenza di diversi sistemi: quello psichico, neurologico, endocrino e il loro interscambio con l'ambiente – aggiunge Lucrezia D'Antuono – e possiamo pensare di poter agire comportamenti che aiutano questi sistemi a liberare le loro potenzialità. Vi ho parlato in precedenza dell'ossitocina: bene, è una chiara evidenza scientifica il fatto che l'ossitocina sia l'ormone dell'amore, della cura, e che essa venga liberata, oltre che dai complessi meccanismi di regolazione degli ormoni endogeni, dal semplice contatto cutaneo, attraverso un massaggio, una carezza, un contatto emotivamente significativo con il nostro organo più esteso, la pelle, così come dall'immersione in acqua. Tatto e odorato sono le antenne che raggiungono immediatamente quest'ormone che per lavorare bene ha bisogno di intimità. Possono stimolare l'inizio del travaglio:

  • Un bagno caldo con odori e profumi che la donna ritiene rilassanti e piacevoli

  • Una passeggiata distensiva respirando nella natura

  • Un massaggio rilassante

  • Un pasto con cibi preferiti e attesi

  • Prendersi cura di un altro eventuale figlio

 

Non dimentichiamo, infine, che un bambino ben posizionato influenza positivamente l'inizio del travaglio. A questo scopo può essere utile stimolare, sempre con moderazione, i movimenti del bacino attraverso semplici attività, quali il salire le scale, per attivare i cambi posturali adattativi del bambino e stimolare i tessuti recettivi della madre a modulare gli ormoni necessari al parto".

Stimolare il parto facendo l’amore è pericoloso?

"Non è pericoloso – chiarisce la responsabile del Centro Nascita dell'Ospedale Sant'Anna di Torino -: lo scambio sensoriale, la relazione affettiva, la sessualità sono i migliori alleati dell'ossitocina. Se è vero che il liquido seminale contiene prostaglandine e il piacere sessuale libera ossitocina, questo è solo parte di una dinamica di coppia che pertiene alla sfera dell'affettività in senso più esteso: un'esperienza che includa amore, tenerezza, dono di sé, può aiutare la donna ad aprirsi e lasciarsi andare. Va da sé come, al contrario, possa essere invece inibente se la donna o il partner subiscono l'esperienza passivamente, o peggio come attenzione indesiderata".

Il massaggio può essere utile per indurre il parto in modo naturale?

"La permeabilità del cervello umano alle informazioni provenienti dell'ambiente esterno è cosa nota – prosegue D'Antuono -. Il massaggio e le tecniche di rilassamento, aiutano a rilasciare endorfine, aumentano il comfort e abbassano l'azione delle catecolamine e sono quindi positivi. Esistono inoltre massaggi specifici e tecniche riflessologiche di digitopressione il cui successo in queste situazioni si può confermare per esperienza empirica".

L'intervistata

L'intervistata è Lucrezia D'Antuono, Ostetrica responsabile del Centro Nascita dell'ospedale ostetrico-ginecologico Sant'Anna della Città della Salute e della Scienza di Torino.

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