Home Gravidanza Parto

Come medicare la ferita dell’episiotomia

di Francesca De Ruvo - 23.02.2022 - Scrivici

la-ferita-dell-episiotomia
Fonte: Shutterstock
La medicazione della ferita dell'episiotomia deve essere molto accurata perché si tratta di una zona assai sensibile

L'episiotomia è un intervento chirurgico piuttosto comune nella pratica ostetrica, sebbene le associazioni di ostetricia e ginecologia, così come l'Organizzazione Mondiale della Sanità, siano piuttosto concordi nell'affermare che si tratti di una pratica che presenta più svantaggi che benefici.

In seguito all'intervento, la medicazione della ferita dell'episiotomia deve essere molto accurata: bisogna disinfettare la zona più volte al giorno, cambiare spesso l'assorbente e utilizzare creme apposite per favorire la cicatrizzazione.

Cos’è l’episiotomia

L'episiotomia è un'incisione effettuata sulla parete vaginale e sui muscoli del perineo che si pratica quando il parto naturale diventa difficile. Questo taglio viene effettuato nel momento in cui appare la testa del nascituro e serve per facilitarne l'uscita ed evitare lacerazioni o ridurne il rischio.

L'episiotomia è stata introdotta nella pratica clinica già nella prima metà del Settecento e ha conosciuto fino ad epoche recenti una grande diffusione, con grande propensione alla sua esecuzione da parte dei medici.

Tale pratica, almeno in teoria, aiuterebbe a ridurre:

  • nella madre, il rischio di lacerazione del perineo e la possibile incontinenza fecale e urinaria dovuta al parto;
  • nel feto, il rischio di distocia delle spalle e di altre complicanze, come l'ipossia nei travagli complicati.

In pratica, la creazione di tale ferita servirebbe a prevenire ferite più gravi e incontrollate.

Più rischi che benefici?

Recentemente, però, numerosi studi scientifici hanno dimostrato che è preferibile la lacerazione spontanea piuttosto dell'episiotomia, la quale dovrebbe essere effettuata solo in rari casi perché gli svantaggi che porta con sé sono notevoli.

Tra questi troviamo:

  • aumento delle emorragie post-parto (l'episiotomia ha un effetto inibitorio sulla secrezione di ossitocina, un ormone che tende ad aumentare le contrazioni uterine, importanti per l'arresto dell'emorragia derivante dal distacco della placenta);
  • dolore locale che può durare settimane o mesi dopo il parto, ostacolando la ripresa dei rapporti sessuali e arrivando, in alcuni casi, a interferire persino con l'allattamento;
  • la ferita può complicarsi con infezioni
  • la lacerazione (e il conseguente indebolimento) dei muscoli del pavimento pelvico, può creare seri problemi di incontinenza.

Per tutti questi motivi, l'episiotomia andrebbe riservata solo a casi particolari, ad esempio quando la donna presenta un canale del parto molto stretto o quando il bambino che sta per nascere è macrosomico, entra in sofferenza o si presenta podalico.

A ribadire l'importanza di non effettuare l'episiotomia come pratica chirurgica di routine sono proprio le associazioni di ostetricia e ginecologia, così come l'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Come medicare la ferita dell’episiotomia

Dopo la nascita del bambino la ferita dell'episiotomia viene richiusa, tramite l'utilizzo di alcuni punti di sutura, in anestesia locale. Nei giorni successivi sarà quindi necessario disinfettare con cura la ferita per evitare che si infetti e che non si cicatrizzi nel modo corretto. Vediamo alcuni accorgimenti utili.

Sciacquare la zona con acqua

La cosa più importante da fare per prendersi cura della ferita dell'episiotomia è sciacquare la zona con acqua ogni volta che si va in bagno, sia dopo la minzione che dopo la defecazione. Dopo ogni lavaggio asciugate bene la zona senza strofinare, potete usare un asciugamano morbido oppure potete utilizzare anche un getto di aria tiepida (tipo quello dell'asciugacapelli).

Se durante la minzione provate fastidio, si può provare a urinare davanti al getto del bidet così l'urina non andrà a toccare direttamente la ferita oppure usare una bottiglia di plastica per gettare acqua sulla vulva.

Usare un detergente apposito

Per tenere pulita la zona è utile scegliere un detergente a pH acido, da utilizzare una volta al giorno. Potete chiedere consiglio al personale sanitario prima delle dimissioni.

 

Cambiare spesso l'assorbente

Oltre a lavarsi spesso, è necessario anche cambiare spesso gli assorbenti post-parto, privilegiando quelli in cotone biologico.

Pomata all'arnica

Per aiutare la cicatrizzazione è utile spalmare due volte al giorno una pomata all'arnica compositum ad azione cicatrizzante, indicata anche per le ferite aperte, da coprire con delle garze sterili o con del cotone naturale, in modo tale da far traspirare il più possibile la pelle.

Far "respirare" la ferita

Se possibile, per far cicatrizzare meglio la ferita dell'episiotomia, sarebbe opportuno trascorrere del tempo senza biancheria intima, soprattutto senza assorbente. In ospedale non sarà facile, ma a casa potreste mettervi sul letto stendendo un panno o un telino assorbente. La ferita guarisce meglio se esposta all'aria e l'ambiente caldo-umido creato dall'assorbente può ostacolarne la guarigione.

Il riposo aiuta la guarigione

Per guarire più in fretta bisogna stare a riposo, evitare di stare troppo a lungo in piedi, e soprattutto sollevare pesi. Nei giorni successivi al parto è meglio farsi aiutare il più possibile, soprattutto se il dolore è molto forte.

Usare un cuscino a ciambella

Un piccolo trucco per alleviare il fastidio dell'episiotomia è quello di ricorrere alla "ciambella" per sedersi, in questo modo eviterete di esercitare una pressione diretta sulla cicatrice.

Controllare la ferita con uno specchietto

Un altro valido consiglio è quello di controllare tutti i giorni la ferita dell'episiotomia con l'aiuto di uno specchietto. In questo modo potrete verificare l'evoluzione e valutare se la guarigione sta avvenendo nel modo giusto. I punti si devono vedere, ma non dovrebbe esserci né gonfiore né arrossamento.

Se la ferita dell'episiotomia fa molto male

Se il medico lo ritiene opportuno è possibile applicare creme o spray anestetizzanti per mitigare il dolore. Esistono in commercio dei gel da applicare nella zona del taglio per favorire la cicatrizzazione e lenire il fastidio.

Se il dolore è molto forte, se noti gonfiore o vedi del liquido o del pus nella zona dove sono presenti i punti, è meglio rivolgersi subito al proprio medico per capire se si tratta di un'infezione.

Cosa fare in caso di prurito

I punti di sutura della ferita tendono a cadere da soli a distanza di circa due settimane dal parto. Spesso, però, tendono a creare una fastidiosa sensazione di prurito: la pelle punge perché si sta cicatrizzando, significa che la vulva sta tornando alle sue dimensioni originarie e i punti tirano. Per alleviare il fastidio si può ricorrere a un unguento a base di calendula.

Nel caso in cui il prurito fosse associato a un eccessivo rossore, però, meglio contattare il medico.

Dopo quanto guarisce la ferita dell’episiotomia

La durata della guarigione è molto soggettiva e per questo non è facile indicare delle tempistiche precise, ma solitamente sono necessarie alcune settimane. Il consiglio è quello di ascoltare il proprio corpo e di rispettare i suoi tempi, chiedendo eventualmente un consulto a un'ostetrica per essere sicure che la ferita dell'episiotomia si sia cicatrizzata correttamente.

Fonti utilizzate: American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG) New Recommendations on Obstetric Lacerations; Episiotomy during childbirth: not just a 'little snip' in The Conversation; approfondimento specialistico su Medscape Episiotomy and Repair Medication

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli