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Diventare mamme in pandemia: uno studio evidenzia le difficoltà

di Elena Berti - 02.02.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Diventare mamme in pandemia non è semplice: è quanto emerge da uno studio basato sui parametri dell'OMS che ha coinvolto 24mila donne europee.

Diventare mamme in pandemia

L'emergenza da Covid-19 ha cambiato le nostre vite: lockdown, restrizioni, Green Pass, limitazioni agli spostamenti e regole per la scuola che cambiano di continuo, dad inclusa, hanno stravolto le esistenze di italiani e cittadini di tutto il mondo. Ma diventare mamme in pandemia sembra essere ancora più problematico: uno studio mette in luce le difficoltà di chi partorisce in questi anni. 

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Uno studio su 24mila mamme

Bastavano le testimonianze delle neo-mamme a evidenziare gli enormi problemi, logistici, emotivi ma anche amministrativi, a cui devono far fronte le coppie che diventano genitori oggi, ma uno studio dell'OMS lo conferma. Sono state prese in considerazione ben 24mila mamme in tutto il continente europeo, per un totale di venti paesi, per analizzare quali siano state le difficoltà riscontrate più spesso e che impatto abbiano avuto su mamme, papà e bambini. I dati non sono rassicuranti. 

Attraverso un questionario anonimo, le donne hanno risposto a domande che riguardano le cure materno-infantili, in particolare sul momento del parto. Ma non soltanto: anche gli operatori sanitari sono stati interpellati, e anche il loro punto di vista evidenzia lacune e problematiche non indifferenti. 

Cure prenatali di difficile accesso

Uno dei primi dati che emergono dallo studio riguarda l'accesso alle cure prenatali per le donne incinte che hanno partorito tra il primo marzo 2020 e il 15 marzo 2021, nel primo anno di pandemia: per il 41,8%, accedere alle cure è stato difficoltoso, mentre il 62% ha dichiarato di non aver avuto il proprio partner in sala parto. Oltre il 30% sostiene di non aver ricevuto sostegno adeguato per l'avviamento dell'allattamento al seno, mentre quasi il 35% testimonia uno scarso utilizzo dei dispositivi di protezione individuale da parte dei sanitari. Molte donne hanno valutato il supporto di questi ultimi come insufficiente. 

Abusi e violenza ostetrica durante il parto

Un altro aspetto inquietante che emerge dai dati raccolti riguarda la cosiddetta violenza ostetrica, negli ultimi anni oggetto di molte denunce da parte di donne che ritengono di aver subito abusi durante il travaglio e il parto. L'episiotomia è stata praticata sul 20% delle partorienti, mentre il 24,9% delle donne dichiara di non essere stata trattata con dignità. Ben il 12,5% sostiene di aver subito abusi, con numeri maggiori tra chi ha partorito col taglio cesareo. 

Disuguaglianze tra paesi europei

Purtroppo, quel che emerge dallo studio - che si basa sui parametri OMS, che vengono regolarmente analizzati - è che in alcuni paesieuropei partorire durante la pandemia si rivela peggiore che altrove. In particolare, paesi come la Croazia, la Romania e la Serbia hanno indici di assistenza materna e neonatale di qualità molto più bassi rispetto alla media europea, mentre il Lussemburgo ne colleziona di assai più alti. 

I dati dello studio, pubblicati su Lancet ed elaborati a un network di ricercatori dell'OMS in collaborazione con IMAgINE EURO, si basano però sul primo anno di pandemia, quando regnava l'incertezza e non erano disponibili i vaccini. In alcune aree, come per esempio la regione del Friuli Venezia Giulia, si sta cercando di migliorare gli standard qualitativi delle cure materno-infantili in questa nuova fase della pandemia. 

Partorire durante l'emergenza da Covid-19 non è semplice, ma grazie all'evoluzione del virus e alla massiccia campagna di vaccinazione diventare mamme in pandemia potrebbe risultare più semplice. 

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