Gestione del dolore

Epidurale: la mamma e il bambino corrono dei rischi?

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19 Aprile 2013 | Aggiornato il 17 Gennaio 2019
I dati disponibili dicono che l'anestesia epidurale è sicura, sia per la madre sia per il bambino.

 
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Epidurale sicura per mamma e bebé

È  il dubbio di molte mamme, tentate dall'epidurale per ridurre il dolore del travaglio e del parto: ma sarà poi sicura, per loro stesse e per il bambino? La scienza dice di sì. “Sono disponibili numerosi dati nella letteratura medica che mostrano la sicurezza dell’anestesia epidurale, sia per la madre sia per il bambino" dice Luigi Fedele, già primario del reparto di Ostetricia e ginecologia della Clinica Mangiagalli di Milano.

 

"Ovviamente, è necessario che queste procedure vengano eseguite da un anestesista qualificato che gestisce il caso in collaborazione con l'ostetrica e il ginecologo, che provvederanno a controllare il benessere fetale con un monitoraggio cardiotocografico, continuo o periodico”.

 

I possibili effetti collaterali per la mamma


Certo, qualche effetto collaterale è sempre possibile. I più frequenti (ma tendenzialmente innocui) sono un abbassamento della pressione sanguigna della mamma (ipotensione) e la comparsa di febbre durante il parto o nelle ore successive (ma spesso la mamma non se ne accorge neppure).

 

Inoltre si possono verificare mal di testa - fastidioso ma temporaneo, e comunque trattabile con comuni analgesici, senza contare che all'orizzonte ci sono nove possibilità terapeutiche, basate per esempio sulla combinazione di farmaci come prostigmina e atropina - lombalgia (cioè mal di schiena, che però spesso dipende più dallo sforzo del parto in sé che dall'analgesia), prurito e formicolii agli arti inferiori, sapore metallico in bocca, qualche caso di ritenzione idrica.

 

"Sono decisamente rare o rarissime, dell'ordine di un caso ogni 10 o 20mila analgesie, conseguenze più serie, come una reazione allergica all'anestetico o danni neurologici come ematomi peridurali " precisa Fedele.

 

Conseguenze rispetto al parto

"I dati a disposizione dicono che con l'epidurale ci può essere un piccolo allungamento della fase espulsiva del parto (nell'ordine dei 20 minuti) e un aumento del rischio di parto operativo (uso della ventosa, o di ossitocina per stimolare le contrazioni)", sottolinea Carlo Buffi, già primario di ostetricia e ginecologia dell’Ospedale Valdelsa di Poggibonsi (SI), oggi ginecologo libero professionista.

 

Tuttavia, i dati più recenti sembrano indicare che questo effetto sul rischio di parto operativo si sia andato riducendo nel tempo, probabilmente per effetto di un miglioramento delle tecniche e di un ricorso a dosaggi via via sempre più ridotti di farmaci anestetici. Non ci sono invece conseguenze rispetto al rischio di taglio cesareo.

 

Per il bambino nessuna conseguenza significativa


E per quanto riguarda il bambino? Gli studi parlano chiaro: “Dopo mezz’ora dalla prima somministrazione di analgesia, può verificarsi una riduzione della frequenza del battito cardiaco" sottolinea Buffi. "Tuttavia, ormai è chiaro che non si tratta di un segno di sofferenza fetale. In effetti, a cinque minuti dalla nascita, l’indice di Apgar, un indice che misura lo stato di salute del bambino appena nato, è uguale nei parti con e senza epidurale”. E lo stesso vale per il rischio di ammissione alle terapie intensive neonatali, come mostra una recente revisione degli studi scientifici sull'argomento.

 

Fonti per questo articolo: consulenza di Carlo Buffi, già primario di ostetricia e ginecologia dell’Ospedale Valdelsa di Poggibonsi (SI); consulenza del prof. Luigi Fedele, già primario del reparto di ostetricia e ginecologia della Clinica Mangiagalli di Milano; libretto informativo "Il dolore da travaglio di parto: conoscerlo e controllarlo" prodotto dal Policlinico di Milano; video prodotto dal Policlinico di Milano; Revisione Cochrane Epidurals for pain relief in labour