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Quali sono i rischi e le possibili conseguenze di un’episiotomia durante il parto?

di Elena Berti - 14.09.2022 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Come evitare l'episiotomia e quali sono le conseguenze dell'incisione del perineo durante il parto per allargare il passaggio vaginale

Episiotomia: conseguenze

Il parto è un momento fisiologico in cui oggi, grazie al progresso della medicina, si corrono molti meno rischi di un tempo. Tra le procedure approvate per limitare i problemi e facilitare la fuoriuscita del bambino c'è l'episiotomia. Vediamo in cosa consiste questo taglio e quali possono essere le conseguenze successivamente.

In questo articolo

A cosa serve l’episiotomia

L'episiotomia è considerata un vero e proprio intervento chirurgico che si effettua durante la fase espulsiva del parto e che ha lo scopo di allargare il canale vaginale facilitando l'uscita del bambino. È stata a lungo considerata di enorme utilità per evitare una serie di problematiche, ma oggi è opinione diffusa tra medici e operatori che non si tratti di un intervento così "innocuo" e dagli aspetti solo positivi. L'episiotomia, infatti, può avere conseguenze non proprio piacevoli per la donna che la subisce.  

Conseguenze dell’episiotomia

Inizialmente, l'episiotomia aveva lo scopo di allargare il canale vaginale impedendo lacerazioni naturali, in particolare quelle più compromettenti, al livello del perineo (cioè il tratto di pelle, tessuti e muscoli tra la vagina e il retto). Le lacerazioni sono considerate infatti causa, spesso, di prolasso e incontinenza, e un canale vaginale troppo stretto potrebbe causare problemi al bambino durante la nascita. Addirittura, l'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce oggi l'episiotomia dannosa.

Col passare del tempo, però, si è capito che non ci sono dati a supporto dell'utilità dell'episiotomia e di un miglior recupero rispetto alla normale lacerazione. Anzi, al contrario, si è registrata una maggiore difficoltà di ripresa e ben più conseguenze rispetto alla "rottura" naturale. Tra le complicazioni più comuni ci sono: 

In generale, la ripresa dopo un'episiotomia è molto più lunga rispetto a una normale lacerazione: si tratta pur sempre di un intervento chirurgico.

Quando fare l’episiotomia

Oggi l'episiotomia è sempre meno praticata, ma se la si vuole evitare è bene verificare prima con la struttura in cui si intende partorire se è una pratica comune oppure no. Oggi esiste anche il cosiddetto piano del parto, in cui si può dare la preferenze per l'episiotomia. In alcuni casi, però, si può rendere davvero necessaria e allora non si può evitare, come per esempio se il bambino dovesse essere bloccato e in sofferenza fetale ma già incanalato. Se la lacerazione spontanea non avviene, si può ricorrere all'intervento col bisturi.  

Non si effettua un'anestesia per praticarla, ma nel caso in cui la donna sia sotto epidurale non sentirà niente (ma in genere non sente niente nemmeno senza epidurale).  

Come migliorare le complicanze dell’episiotomia

Se avete subito un'episiotomia è importante prendersi cura con attenzione della ferita e fare in modo che si risarcisca correttamente. Ecco alcuni consigli: 

  • lavate con acqua corrente le parti intime, anche più volte al giorno soprattutto nel primo mese, durante le lochiazioni
  • usate solo detergenti consigliati e a pH basso
  • asciugate bene l'area senza mai strofinare, ma tamponando con un panno morbido
  • cambiate spesso gli asciugamani e usatene uno solo per voi
  • chiedete all'ostetrica o al medico consiglio per un'eventuale crema
  • cambiate spesso gli assorbenti e poi usate intimo in cotone, evitate il perizoma

Evitare l’episiotomia

Se invece volete fare tutto il possibile per evitare che venga praticata l'episiotomia, oltre a dichiarare di non volerla ovviamente, potete migliorare l'elasticità del perineo durante la gravidanza, anche per scongiurare lacerazioni. Un modo per farlo è attraverso il massaggio perineale, che ha come scopo ammorbidire e rendere più elastici i tessuti del perineo.

Informatevi presso ostetriche specializzate in riabilitazione del perineo oppure presso la struttura in cui partorirete per poterlo eseguire quotidianamente già a partire dalla trentesima settimana di gravidanza.  

L'episiotomia, molto in voga negli anni Novanta, ha cominciato a essere criticata proprio per le sue conseguenze già nei primi anni Duemila, per poi essere oggi addirittura ritenuta dannosa. Dolore, difficoltà a riprendere i rapporti, cicatrizzazione problematica sono alcune delle complicanze di questo intervento durante il parto, che sarebbe meglio evitare.

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