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Che cos’è la fistola ostetrica e quando si verifica

di Elena Berti - 23.09.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Che cos'è la fistola ostetrica, perché si verifica e come si cura per evitare l'incontinenza urinaria o fecale nelle neo-mamme

Fistola ostetrica, cause e cura

Le complicanze del parto possono essere numerose, ma per fortuna i progressi della medicina permettono di intervenire tempestivamente e di limitarne o evitarne del tutto le conseguenze. Non si può dire lo stesso, purtroppo, in molti paesi del mondo in cui l'assistenza al parto non è ai livelli, per esempio, europei. In queste zone la fistola ostetrica è ancora una complicanza seria che può causare problemi irreparabili alle donne che ne sono colpite.

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Che cos’è la fistola ostetrica

Per fistola ostetrica si intende un'apertura dovuta a una lesione dei tessuti molli tra la vagina e la vescica o il retto (oppure entrambi). In pratica, durante il travaglio si crea un vero e proprio buco di passaggio nelle pareti che dividono la vagina dalla vescica o dal retto, con conseguente incontinenza urinaria o fecale. Un problema davvero serio per le donne che ne sono colpite, che non risulta essere soltanto "imbarazzante" ma anche causa di diversi disturbi fisici, come ripetute infezioni.  

Cosa causa la fistola ostetrica

La fistola, cioè questa fessura sulle pareti molli, è generalmente causata da un travaglio molto prolungato con incanalamento del feto nel bacino/canale vaginale. La presenza del bambino fa sì che i tessuti molli siano compressi a lungo e non irrorati di sangue, e questo ne crea una necrotizzazione che ne causa la morte e quindi il distacco. Il travaglio prolungato è più frequente nelle donne che vivono in situazioni di svantaggio, così come i feti bloccati nel bacino o nel canale vaginale. Queste situazioni, protratte anche per giorni, non solo portano a fistole ostetriche, ma spesso anche alla morte del feto.  

In Italia e nei paesi più sviluppati, in cui si arriva velocemente in una struttura medica e si riceve la giusta assistenza e soprattutto un monitoraggio coi macchinari, il protocollo non prevede che il bambino resti a lungo in travaglio e spesso, se non nasce, si ricorre a un taglio cesareo.

Nel caso si sospetti fistola, invece, si fa un controllo immediatamente dopo il parto tramite esame vaginale.  

Come si cura la fistola ostetrica

Anche il trattamento della fistola ostetrica dipende, purtroppo, dalla regione in cui si vive. Nei paesi più svantaggiati, una donna con fistola post parto potrebbe non ricevere le doverose cure. Molte istituzioni e associazioni di volontariato promuovono infatti raccolte fondi per fare in modo che le donne che hanno subito questa complicanza possano sottoporsi a intervento chirurgico riparativo.  

L'intervento chirurgico è rapido e con ottime probabilità di successo, e consiste nel chiudere la lesione e arrestare (o prevenire del tutto) il passaggio di urine o feci nel canale vaginale. Gli ospedali attrezzati possono prevedere questo intervento anche immediatamente dopo il parto, per evitare qualsiasi problema successivo.  

La fistola ostetrica è quindi un problema serio che riguarda in particolare le donne delle regioni del mondo meno sviluppate, in cui l'assistenza medica non può garantire gli standard a cui siamo abituati, per esempio, in Europa. Travagli prolungati e mancanza di expertise o strumenti possono lasciare puerpere con fistole che generano problemi di salute ma anche psicologici, oltreché stigma. Spesso chi ne è colpito viene allontanato dalla famiglia, dal partner e non trova cure adeguate.  

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