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Il magico parto in acqua di mamma Stella (FOTO e VIDEO)

Di Sara De Giorgi
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15 Marzo 2019
Loren Alexander, fotografa americana, ha immortalato tutte le fasi del parto in casa, svoltosi in acqua, di mamma Stella Toppan, assistita da un doula, da una levatrice e dal marito. Ecco la storia del parto di Stella e alcune delle immagini più emozionanti del suo parto naturale.

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Stella Toppan vive negli USA da più di dieci anni e ha deciso di partorire a casa, in acqua, con l'assistenza di una levatrice, di una doula e dello stesso marito.

 

Una fotografa americana, Loren Alexander ha immortalato i significativi momenti vissuti da Stella durante e dopo il parto, documentando gli istanti più belli e intimi. Mamma Stella ci ha raccontato dettagliatamente la sua esperienza, che troverete dopo il video del parto.

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Guarda il video del parto in casa in acqua: la nascita di Leo

Il video è stato realizzato sempre dalla fotografa Loren Alexander.

(Attenzione, immagini forti. Potrebbero turbare la vostra sensibilità)

 

 

 

ECCO LE FOTO DEL PARTO IN CASA DI STELLA:

 

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"Mi chiamo Stella Toppan e vivo negli Stati Uniti da più di dieci anni. Sono rimasta incinta per la prima volta nel febbraio del 2017 mentre trascorrevo alcuni mesi in Italia con mio marito.

 

Ho sempre saputo di voler partorire in casa nel modo più naturale e dolce possibile, specialmente dopo aver affrontato un corso per diventare Doula; ossia quella figura professionale che svolge una funzione di sostegno psicologico e pratico a una puerpera durante la gravidanza, il parto e nei primi mesi di vita del bambino.

 

Appena entrata nel terzo trimestre, io e mio marito decidemmo di accettare una proposta lavorativa e trasferirci di nuovo negli Stati Uniti, questa volta a Los Angeles. Da qui iniziarono le ricerche per trovare una levatrice che mi avrebbe seguito fino al parto e nelle settimane successive, ed una Doula.

 

Eravamo felici delle nostre scelte e veramente rilassati. Seguimmo anche un corso di preparazione al parto chiamato Hypnobirthing, della durata di cinque settimane, che fu utilissimo. La data presunta del parto era il 10 novembre, ma il nostro piccolino arrivò cinque giorni dopo.

 

Ricordo di aver iniziato a sentire contrazioni di Braxton Hicks più intense del solito il giorno precedente al parto e di aver notato delle perdite di sangue. Chiamai la mia levatrice che mi disse di non preoccuparmi perché era tutto normale, e che a volte quei sintomi potevano durare anche più giorni.

 

Le cosiddette false contrazioni continuarono in maniera irregolare come se fossero dei crampi mestruali, così, verso le 22 decisi di andare a letto per cercare di riposare un po’. Alle due di notte mi alzai perché le contrazioni, oppure "onde dell’utero", come piace chiamarle a noi, erano diventate molto più forti e frequenti, e dovevo trovare una nuova posizione che mi aiutasse a rilassarmi.

 

Mio marito, Bernd, era alle stelle; iniziò a misurare frequenza e durata delle contrazioni alla loro comparsa, usando un orologio con lancetta dei secondi. Eravamo sicuri che da lì a breve avremmo abbracciato il nostro bimbo. Ero, senza ombra di dubbio, in travaglio, le onde dell’utero si susseguivano ad intervalli regolari di tempo, con frequenza sempre più ravvicinata e intensità crescente.

 

Mentre Bernd era al telefono con la nostra Doula, mi si ruppero le acque e così arrivò anche il momento di chiamare la levatrice. La Doula, e la fotografa, che documentò il giorno più emozionante delle nostre vite, arrivarono in tempi brevi. Tutto procedeva alla perfezione, e tutto aveva un senso; io ero immersa nel mio mondo, senza paure, agitazioni o distrazioni; mi lasciavo cullare da queste onde che iniziavano piano piano, raggiungevano un picco, e gradualmente svanivano del tutto.

 

La Doula mi assistette in maniera esemplare, mi aiutò con tecniche di rilassamento e respirazione, con massaggi e cambio di posizioni, parole di incoraggiamento e molto altro. Un sostegno indescrivibile. La levatrice arrivò con la sua assistente, alle quattro di mattina e mi controllò immediatamente. Ero dilatata di nove centimetri ed il battito del bimbo era regolare. Che sollievo!

 

L’unica cosa che desideravo era entrare in piscina e partorire in acqua. Bernd stava preparando la piscina ed iniziò a riempirla, ma all’improvviso l’acqua calda finì, perché il boiler doveva ricaricarsi. Aiutato da sua sorella, mio marito iniziò a bollire l’acqua, una pentola dopo l’altra. Dopo poco riuscii ad entrare nella piscina e ciò mi diede una sensazione immediata di benessere.

 

Iniziai a spingere quasi da subito. La levatrice mi consigliò di cambiare posizione e notai un rapido cambiamento. Mi aiutò anche a sincronizzare la voce con il respiro e di conseguenza con le spinte. Leonardo Rio nacque alle sei e nove minuti. Io ero talmente esausta che non riuscivo neanche a tenere il bimbo tra le braccia. Aspettammo circa mezz’ora prima di tagliare il cordone ombelicale, così da far arrivare al piccolo tutto il prezioso sangue contenuto in esso.

parto in acqua in casa
Stella Toppan vive negli USA da più di dieci anni e ha deciso di partorire a casa. | © Loren Alexander

Bernd successivamente lo tagliò e gli dissero di togliersi la maglietta e di posizionare Leonardo sul suo petto in modo da iniziare il contatto pelle a pelle. Nel momento in cui Leonardo venne alla luce, la manina destra era adagiata sul suo viso e questo mi procurò una lieve lacerazione. La levatrice dovette darmi due punti, che non sentii neanche.

parto in acqua in casa
Il parto suo in casa si è svolto in acqua, con l'assistenza di una levatrice e di una doula. | © Loren Alexander

L’atmosfera che si creò fu davvero magica, qualcosa di sacro e straordinario, culminata con la nascita di una nuova vita, di una mamma e di un papà. Eravamo letteralmente in estasi ed ovviamente festeggiammo con del prosecco. Il bimbo iniziò intuitivamente a cercare il seno appena fu tra le mie braccia e si attaccò subito. La levatrice mi guidò nell’allattamento.

parto in acqua in casa
| © Loren Alexander

Ricordo ogni minuto come se fosse ieri. Un’esperienza unica che consiglio a tutte le mamme. Sono una grande sostenitrice del "parto consapevole", che ha inizio da un concepimento consapevole fino alla fase post partum . Sono fermamente convinta che la donna ha tutte le capacità per dare alla luce in modo naturale, soprattutto quando è sostenuta in maniera adeguata, quando è preparata sulla fisiologia del parto, ed ovviamente quando ha una gravidanza a basso rischio.

parto in acqua in casa
La fotografa americana professionista Loren Alexander ha fotografato gli attimi più belli e intimi del parto naturale di Stella. | © Loren Alexander

Fidarsi del proprio corpo e del bimbo che abbiamo in grembo è altrettanto fondamentale per far sì che il parto diventi un evento positivo e trasformativo che andrà ad influenzare la vita di una donna e del suo piccolo per sempre.

 

Tra meno di quattro mesi diventerò mamma per la seconda volta e spero tanto di poter raccontare di nuovo una storia simile a questa; spero anche di aver ispirato, incoraggiato e magari incuriosito altre donne a vivere questa transizione, cioè il parto, in maniera positiva, gentile e di conseguenza appagante.

 

«Possiamo cambiare il mondo, se cambiamo il modo di venire al mondo, una mamma alla volta, un bambino alla volta». Ibu Robin Lin".

 

Sulla fotografa Loren Alexander.
Loren Alexander è una fotografa professionista. Fa ritratti a persone soprattutto in ambienti naturali e in maniera artistica. Definisce il suo stile di fotografia sincero e ama adoperare l'illuminazione naturale. Ha pubblicato le sue foto su molte riviste. Non si limita a un settore specifico, anzi, con la fotografia, cerca di riunire tutte le sue passioni.
Sito web: beautifulsoulsaligned.com