Home Gravidanza Parto

Fotografo in sala parto, come funziona?

di Alice Dutto - 10.04.2017 - Scrivici

fotografosalaparto.600
Fonte: Pixabay
Quali sono le regole, a chi rivolgersi e come funziona questo servizio che mamme e papà cominciano a chiedere durante il parto 

Immortalare il primo attimo di vita, il primo abbraccio con la mamma e la prima carezza del papà con scatti di un fotografo professionista. Negli Stati Uniti è una realtà già da anni, mentre in Italia è da poco che si parla di fotografi in sala parto.

«Prima si chiede al ginecologo che segue la futura mamma e poi si chiede l'autorizzazione al medico o all'ostetrica responsabile della sala parto» spiega Anna Palermo, socia AFINEB (Associazione Fotografia Italiana Neonati E Bambini), titolare dello Studio Clorofilla di Genova.


COME FUNZIONA

«In genere, questo servizio fa parte di un'attività più ampia che si compone di uno shooting in gravidanza, uno durante il parto e uno nel primo mese di vita del bambino – continua la fotografa –. Poi le immagini vengono messe in un album da sfogliare». Il tutto a un costo che, in media, parte da circa 700 euro.

La prima cosa è un incontro con i genitori: «qui cui si capiscono un po' di dettagli operativi: da che tipo di foto vogliono a quali sono le loro necessità».

Il giorno del parto, la fotografa aspetta il messaggio del padre del piccolo, che le fa sapere qual è la dilatazione della futura mamma, in modo da organizzarsi e dirigersi verso l'ospedale: «Arrivo verso le battute finali, quando si è arrivati agli 8-9 centimetri di dilatazione. Prima di entrare, mi lavo con con prodotti particolari per sterilizzare la pelle e poi indosso il camice».

Dentro, dice la professionista, i medici sono tranquilli, «anche perché durante il parto spesso ci sono molte persone: dall'ostetrica al medico di guardia, al ginecologo. Quindi basta avere l'accortezza di non intralciare o disturbare e nessuno si accorge della mia presenza».

Certo, è bene cercare di essere discreti, ma molto dipende dalla sensibilità del singolo fotografo: «Per non disturbare questo momento intimo, in genere, mi metto di lato e in disparte. Mi piace cogliere questo momenti come una spettatrice privilegiata ma senza entrare dentro all'azione. In genere non scatto mai dalla parte in cui sta per nascere il bambino, mentre l'obiettivo è quello di catturare il primo abbraccio con la mamma e i primi momenti insieme».

IL PARERE DEI MEDICI

Aggiornato il 27.07.2017

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli