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Il parto di mamma Chiara: gestire il dolore senza l'epidurale

Di Luisa Perego, foto di Anna Catalano
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11 marzo 2019
Andrea e Chiara, di Roma, il 22 febbraio sono diventati genitori di Gabriele, un fagottino di 3 chili e 400 grammi di dolcezza. Li abbiamo seguiti in sala parto e raccontato per immagini la magia della nascita del loro primo bambino. (ATTENZIONE, ALCUNE IMMAGINI POTREBBERO TURBARE LE PERSONE PIU' SENSIBILI)

22 febbraio. Ore 11.22. Una data e un orario che resteranno per sempre impressi nel cuore e nella mente di Andrea e Chiara, trentenni di Roma. In questo giorno così speciale infatti, all'ospedale San Giovanni di Roma è nato il loro primo figlio, Gabriele. 3 kg 400 grammi per circa 50 cm di lunghezza.

 

Andrea e Chiara sono i protagonisti di questo quarto fotoreportage dalla sala parto. La nascita di Gabriele è stata seguita e immortalata passo passo dalla nostra fotoreporter Anna Catalano, specializzata in foto di parto.

 

Chiara, al suo primo parto, ha fatto una scelta: niente epidurale. Avendo una soglia molto alta del dolore ha preferito arrivare al parto gestendo il dolore con la respirazione e i massaggi dell'ostetrica.

 

 

Guarda le immagini con la nascita di Gabriele. Una "danza" tra ostetrica e futura mamma.

 

Questo articolo è il quarto dello speciale dedicato a reportage di parto in tutta Italia. A gennaio avevamo raccontato il parto di Chiara, con epidurale, a dicembre quello di Elena, che ha partorito due gemellini e a novembre il parto di Pamela e la sua gravidanza con un linfoma.
 

 

Andrea e Chiara, un amore decennale

 

"Noi ci conosciamo da sempre perché i nostri nonni erano dello stesso paese. Ogni estate andavamo lì, da quando eravamo piccolini" ci confida Chiara al telefono. Dieci anni fa, in estate, è scoccato l'amore. Tre anni fa sono andati a vivere insieme e poco dopo è nato il desiderio di avere un figlio.

 

"La gravidanza è stata davvero tranquilla" continua Chiara. "Niente nausee o dolori. Devo dire che sono stata molto fortunata". E il giorno del parto è arrivato in un lampo.

 

 

Il ricovero in ospedale

 

"Mi sono svegliata la notte, mercoledì 20 febbraio, e andando in bagno ho notato delle perdite di sangue. Siamo subito corsi al pronto soccorso". Chiara era alle fine della 38esima settimana di gravidanza.

 

fotoreportage parto
Monitoraggio durante il travaglio.

"Mi hanno subito fatto monitoraggi e visita. E deciso per il ricovero" spiega la neomamma.

 

Chiara è stata ricoverata per due giorni. Nel pomeriggio del giovedì sono arrivati i primi doloretti. La sera sono aumentati.

 

"Io però ho la soglia del dolore molto alta. Mi vedevano abbastanza serena. Mi dicevano 'Ma no, con quelli del parto sarà diverso. Non sono così, sei rilassata'".

 

Chiara ha avuto questi dolori forti dalla sera alle 22.30 alle 5 di mattina. Ogni 5 minuti circa. "Poi ho chiamato l'infermiera perché avevo ancora perdite di sangue. Mi hanno visitata ed ero già di 5 cm. Ero in pieno travaglio. Ho quindi subito chiamato il mio compagno e mi hanno chiesto se volevo fare l'epidurale. Mi hanno spiegato che avevo passato già le prime due fasi del parto. Che il dolore sarebbe rimasto costante. Ho deciso quindi di non fare l'epidurale".

 

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Chiara durante il travaglio.

 

L'ostetrica e il suo massaggio

 

"L'ostetrica [Vania Sanna, ndr] mi ha seguito sempre, dall'inizio alla fine del parto. Durante le contrazioni mi faceva un massaggio da dietro. Un massaggio che mi alleviava tantissimo il dolore. Ho anche fatto docce calde rilassanti e sono stata sulla palla" spiega Chiara. Tutto per sentire meno il dolore. Chiara è rimasta molto colpita dal massaggio dell'ostetrica "quando la contrazione era molto forte il dolore diminuiva tantissimo. Mi ha spiegato che è una manovra che le ha insegnato un osteopata belga. A me ha giovato tantissimo".

 

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L'ostetrica Vania Sanna ha fornito un supporto attivo a Chiara, praticandole anche un massaggio al bacino per alleviare il dolore procurato dalle contrazioni.

Non solo acqua calda e palla. Chiara è stata un po' sul fianco, ma anche in piedi. Tutto per gestire meglio il dolore delle contrazioni.

 

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Chiara ha scelto di affrontare il parto senza il supporto dell'analgesia.Qui un momento del travaglio in fase avanzata.

"Forse sono io a sopportare molto il dolore. Per esempio, se vado dal dentista per una carie, non mi faccio fare l'anestesia. Sono rimasta scioccata quando la sera precedente al parto in ospedale sentivo le altre donne che urlavano durante il travaglio. Io non ho mai urlato. E mi è venuto molto naturale. Quando avevo le contrazioni, respiravo. Anche l'ostetrica mi ha consigliato di farlo. Il dolore c'è, ma la respirazione mi ha aiutata molto".

 

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Le ostetriche hanno guidato Chiara alla ricerca della posizione più naturale per lei, da farle assumere durante la fase espulsiva.

Sei ore dopo, la nascita di Gabriele. "Io alla fine ero un po' stanchina. Lui forse non voleva uscire. La fase finale è stata la più faticosa e mi hanno dovuta aiutare un po' di più. E Andrea, il mio compagno, è sempre stato lì vicino".

 

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Andrea, il marito di Chiara, è stata una presenza discreta e partecipe, quando necessario.

"In sala parto sono tutti molto bravi. Io sono nata lì, mio fratello pure, anche il mio nipotino. Ero convinta già di partorire lì. Anche il corso preparto l'ho fatto al San Giovanni. Andavo a partorire molto tranquilla. E mi ha rassicurata molto l'ostetrica sempre al mio fianco, sempre la stessa. Sta sempre vicino a te per qualsiasi cosa. Anche il ginecologo che mi ha aiutata nella fase finale, tutti. Ho un bellissimo ricordo di tutto il parto" spiega Chiara.

 

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Il Prof. Francesco Maneschi, Primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale San Giovanni di Roma.

"La nascita di un bambino è sempre un momento magico che riempie di gioia la nostra professione. Abbiamo assistito la signora in un ambiente sereno per un parto sereno nel rispetto delle attuali conoscenze" ci ha spiegato il dottor Francesco Maneschi, primario del reparto ostetricia e ginecologia dell'Ospedale San Giovanni. Un'emozione confermata anche dall'ostetrica che ha seguito Chiara per tutto il travaglio, Vania Sanna: "Sono passati diversi anni da quando ho assistito il mio primo parto, ma accompagnare le donne nel momento del travaglio per dare alla luce il proprio bambino rimane ancora per me molto emozionante".

 

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L'ostetrica Vania Sanna.

 

La nascita di Gabriele

 

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Le ostetriche hanno guidato Chiara nella ricerca della posizione più naturale per lei, da farle assumere durante la fase espulsiva.

Per prima è uscita la testolina. "Tra una contrazione e l'altra la testolina è rimasta un pezzettino fuori e poi, con la contrazione successiva, l'hanno tirato fuori tutto" spiega emozionato Andrea.

 

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Dopo sei ore di travaglio si è reso necessario praticare una piccola episiotomia nella zona perianale per favorire l'uscita di Gabriele.

"Quando è uscito, me lo hanno messo subito su di me. Poi lo hanno passato ad Andrea, dopo che è uscita la placenta e mi hanno suturata" continua Chiara.

 

 

Una nuova vita tra le braccia... che emozione!

 

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E' nato Gabriele.

"Se ripenso al parto, il ricordo è tra il dolore e la voglia di vederlo. Forse è proprio l'idea di poterlo poi stringere tra le braccia a far sopportare tutto" spiega Chiara. E poi, lui nasce. "A me sembra che sia stato tra le mie braccia pochissimo. E' incredibile l'emozione quando vedi che te lo mettono sopra, ancora tutto sporco. Un'emozione, forse unica. E' un miracolo. Per me è proprio questa la definizione. Un miracolo".

 

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Chiara è stata esemplare: nonostante il parto fisiologico senza l'impiego dell'analgesia, ha gestito tutto in silenzio, concentrando le sue energie nella gestione delle spinte. Ostetriche e medici si sono complimentati con lei per la capacità di sopportazione e gestione del dolore.

 

Il parto, visto dal papà

 

Papà Andrea aveva deciso da subito di accompagnare la compagna in sala parto. "L'emozione è stata incredibile, ma mi sono stupito di come è andata" spiega il neopapà. "Assistere alla nascita di un figlio è una cosa che capita pochissime volte nella vita e vedere la compagna che soffre non è semplicissimo. Sono però riuscito a mantenere molto la calma. Lei è stata molto brava. Non si è mai lamentata. E poi l'emozione più grande è stata vedere la testolina che usciva, lì ferma una ventina di secondi e poi vederlo in braccio alla mamma".

 

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La Neonatologa Marida Giordano visita Gabriele.

Epidurale: ci sono alternative non farmacologiche per la gestione del dolore?


La tecnica più efficace per alleviare il dolore in travaglio è indubbiamente l'epidurale. Esistono però anche alternative non farmacologiche che possono dare una mano, come tecniche di rilassamento, massaggi, immersione in acqua e - fondamentale - supporto costante e competente da parte dell'ostetrica. Leggi il nostro approfondimento sulle alternative non farmacologiche per la gestione del dolore durante travaglio e parto.
 
Anna Catalano
Anna Catalano

Sulla fotografa Anna Catalano

Anna Catalano, 37 anni, è una fotografa professionista.
Scatta da più di 15 anni, ha studiato fotografia e ancora oggi continua ad aggiornarsi.
Nel 2013 diventa mamma di Giulia. Da allora la sua attenzione si è focalizzata sulla maternità e sull'infanzia, raccontandola in modo autentico, cercando di fare emergere ed esorcizzare i più comuni cliché culturali e sociali legati a questo universo, in ambiti e contesti disparati e spesso difficili.
Collabora con magazine italiani, ospedali, aziende e privati.
Noi di nostrofiglio abbiamo scelto Anna per sviluppare fotoreportage di parto, a cui si dedica con professionalità, passione e grande rispetto per le persone coinvolte.
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