Parto

Il suo video del parto nella natura è stato visto da 58 milioni di persone. Dopo quattro anni spiega cosa significa

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09 Marzo 2017
Quattro anni fa ha scelto di partorire in un ruscello nella foresta pluviale e ad oggi il video di quell'esperienza è stato visto da 58 milioni di persone. Il motivo che l'ha spinta a condividere il parto sui social è l'idea di far vedere al mondo come  sia un evento naturale e non drammatico e dire a tutte le donne di avere più fiducia nel proprio corpo.
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Cosa si prova a sapere che il proprio parto è stato visto da 58 milioni di persone?

Si tratta di Simone Thurber, 43 anni, terapista, che nel 2012 ha partorito il suo quarto figlio in un ruscello. E a oggi  quell'esperienza, ripresa in un video, è stata vista da più di 54 milioni di persone. 
I precedenti figli erano nati  in un centro nascite e in casa. Ma per il quarto figlio Thumber  aveva deciso per un parto non assistito nella natura. 


L'idea nasce dopo aver visto un documentario di una donna russa che partorisce nel Mar Nero. 
"Appena visto quel film ho avuto la sensazione di collegamento con tutto. Ci dimentichiamo che siamo creature primordiali e non siamo in grado di sopravvivere senza le piante, l'ossigeno, gli alberi,  l'acqua, il sole ..."

 

Il parto

A quel tempo, Thurber viveva a Melbourne, Australia e per partorire all'aperto in mezzo alla natura si è trasferita con il suo compagno Nick e figli a nord, nel Queensland, dove il clima è  tropicale e quindi più caldo.

Lì, dopo varie ricerche, lei e il marito hanno identificato un bel torrente dove Thurber avrebbe potuto partorire in relativo isolamento.

Thurber aveva preso anche  delle precauzioni, contattando un'ostetrica e un elicottero locale pronto a recarsi sul posto se qualcosa fosse andato storto. 
Ma la figlia, Perouze, è nata sana dopo 12 ore di travaglio. 

 

 

Il video: un messaggio per tutte le donne

"Sapevo di aver fatto qualcosa di straordinario, almeno per me " racconta Thumber.
Un anno dopo la nascita di Perouze, Thumber ha montato il video del parto e lo ha postato  su You Tube. 
Il motivo che l'ha spinta a condividere sui social questa esperienza, è l'idea di far vedere al mondo come il parto sia un evento naturale e non drammatico come raccontano i media.

"Ho pensato che vederle la mia esperienza, avrebbe aiutato la gente a considerare il parto come qualcosa di normale".

 

La ginecologa Idries Abdur-Rahman spiega che il bello del video è che Thumber gestisce il suo parto, mentre molte donne lasciano che siano altri a gestire l'esperienza.


Ma i pericoli di un parto non assistito ci sono. La ginecologa raccomanda che le donne che decidono di fare un parto non ospedalizzato si assicurino almeno la presenza di un'ostetrica o una di una doula. 


Partorire in acqua va benissimo, spiega la dottoressa, ma scegliere un torrente tropicale può essere rischioso per la presenza di organismi e batteri potenzialmente pericolosi  per la mamma e il bambino. 

 

Thumber sottolinea però che con il suo video non vuole dire "bisogna partorire così!", ma mandare alle donne il messaggio di avere più fiducia del proprio corpo, sia che si scelga di partorire in casa che in ospedale. 

Oggi, il suo video ha più di 54 milioni di visualizzazioni.
Questo video aiuta le donne ad avere meno paura del parto, che poi nella maggior parte dei casi avviene in ospedale. 

 

 

La scomparsa di Nick

Perouze, che ora ha quattro anni, guarda spesso il video della sua nascita; è anche un modo per avvicinarsi al papà Nick che aveva filmato il tutto e che l'anno scorso è morto per un tumore. 
"Ci vuole un uomo molto coraggioso per sostenere la moglie o il partner nel fare questo, e Nick era lì ogni momento", dice Thurber. "Mi ha sostenuto, mi ha aiutato a capire tutto, ha creduto in me."

 

Non è il nudo che colpisce, ma la forza dell'esperienza umana

Anche il fatto di essere nuda non ha causato problemi a Thumber. 
"Non mi preoccupo che la gente mi veda nuda. In realtà non credo che molte persone si concentrino su questo. Credo che la gente guardando il video si perda nell'esperienza; e sono davvero commossa all'idea che le persone pensino: 'questo fa parte della nostra umanità, ecco come sono arrivato qui e come tutti gli esseri umani sono arrivati ​​qui.' Questa è una cosa meravigliosa".

 

Guarda il video del parto di Thumber

 

Fonte: self.com

 

La storia: il mio parto africano

"Ciao,leggo spesso sulla vostra pagina racconti di nascite e di parti; vi vorrei raccontare il mio parto perché è stata un’esperienza unica che rifarei domani, non solo per l’emozione di ridiventare mamma, ma perché è stato tutto molto naturale.

Il mio Dott. lo chiama il parto africano.

Un Dott. del fatebenefratelli di Napoli è un grande sostenitore del parto africano, io ho partorito nel gennaio del 2012 e ho avuto la fortuna che di turno ci fosse questo medico che all’epoca non conoscevo e durante il travaglio mi ha mostrato un video di un parto di una ragazza: il parto consiste nello stare sdraiata su un letto su un fianco con le gambe chiuse e le ginocchia verso il petto per aiutarti nella spinta.

Durante il parto il Dott mi ha sostenuto..."

>> Segui come continua la storia della mamma sul parto africano

 

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