Storie di parto

La storia di Ruth: partorisce in casa e posta l’evento sui social network

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10 Gennaio 2014
Ruth Iorio, blogger di Los Angeles, ha pubblicato in rete immagini della nascita del suo bambino avuto in casa. Foto e descrizioni così vere e naturali da essere considerate, da alcuni, anche indecenti, tanto che Facebook le ha rimosse tutte. Nonostante ciò, il parto di Ruth ha fatto il giro del mondo.
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Ha scelto di partorire in casa, e fin dal momento in cui sono arrivate le prime contrazioni ha cominciato a postare sui social network, senza censure, i suoi pensieri, le sue sensazioni... e le fotografie del parto. Per condividere con parenti e amici la sua "esperienza unica, positiva o negativa che fosse, commentandola in tutta onestà". E perché al tempo di internet e dei social anche l’esperienza più intima per eccellenza nella vita di una donna, il parto, sta diventando sempre più 2.0. E il pubblico di internet lo sa bene. Tanto che ha seguito la storia dell’americana Ruth Iorio (blogger di Los Angeles che collabora con l’Huffington Post) in diretta come fosse una soap opera.

Così le frasi della donna come "il travaglio, in pratica, è come avere un dolore mestruale a ondate", "mi sta aiutando molto passeggiare. Non posso immaginare di rimanere ferma sul divano. E anche twittare aiuta a distrarsi", "riesco a sonnecchiare un minuto o due tra queste fitte che mi aprono il fondoschiena a metà" sono diventate subito seguitissime in Rete. Fino al momento della nascita di Nye, subito dopo il quale è stata trasferita in ospedale per ricevere un antidolorifico e una trasfusione di sangue, e quindi è stata messa sotto antibiotici e trattenuta per due giorni in osservazione a causa delle complicazioni insorte durante il parto.

 

 

"Dunque sì, un parto totalmente naturale e doloroso da morire durato 12 ore", perché racconta la ragazza, "Nye era distocico di spalla, e quando si è girato per uscire mi ha spaccato in due. Poi la placenta non voleva uscire, e così ho perso metà del mio sangue e sono dovuta essere trasportata in ospedale". Ma ciononostante "questa esperienza mi ha insegnato che la nascita è meravigliosa, e primitiva, e misteriosa, e dolorosa da morire".

 

 

 

E “ancora non mi capacito di come Jared e io siamo riusciti a fare un così bel pupo. Lo guardo e sono sopraffatta dall’amore per questo piccolino, e sono triste per il mondo nel quale lo abbiamo trascinato. Tutto ciò che possiamo fare, ora, è di circondarlo di persone che lo amino e di una comunità forte che lo faccia crescere compassionevole e umano, qualità che mancano così tanto nel nostro mondo occidentale”.

Considerazioni e immagini così vere e così naturali da essere considerate, da alcuni, anche indecenti. Nonostante la rimozione delle foto da parte di Facebook, il parto di Ruth ha fatto, attraverso i social network, il giro del mondo.

 

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