Gravidanza

Il liquido amniotico protegge il bebè

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24 Maggio 2013
Il liquido amniotico è il liquido che avvolge il bambino durante i nove mesi. Ai medici il compito di verificare con l'ecografia che la quantità non sia troppo scarsa (oligoidramnios) o eccessiva (polidramnios)
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A che cosa serve il liquido amniotico

Il liquido amniotico possiede varie funzioni che consentono lo sviluppo normale del feto: serve a proteggerlo contro i traumi, a consentire la sua crescita in modo da non schiacciare o distorcere le strutture anatomiche, a mantenere la stabilità termica, a far sviluppare normalmente i polmoni, il tratto gastroenterico e il sistema muscolo-scheletrico, a proteggere dalle infezioni e, in piccola parte, anche a nutrire il bambino.

La produzione del liquido amniotico è regolata da varie strutture quali la placenta, la pelle fetale, il tratto urinario e il tratto respiratorio. “Nel secondo e terzo trimestre il maggior produttore di liquido amniotico è il rene fetale, che produce una urina sterile priva di scorie che, verso il termine della gravidanza, è di circa 800 ml al giorno” osserva Rossana Sarli, ginecologa dell’Università di Genova.

Come si controlla la quantità di liquido amniotico

Il controllo della quantità del liquido amniotico è effettuato attraverso l’ecografia: “In tutte le epoche della gravidanza si fa un controllo a occhio, mentre per misurarlo correttamente a termine gravidanza si valuta verticalmente la tasca di liquido che si raccoglie in ciascuno dei quattro quadranti in cui si divide l’utero e si effettua la somma in cm (si chiama AFI = amniotic fluid index)” spiega la ginecologa Sarli. La quantità a fine gestazione varia da 8 a 20 cm, con una media ottimale di circa 10-12 cm”.

Che cosa significa se il liquido amniotico è poco

Si parla di oligoidramnios quando l’AFI risulta inferiore a 5 cm. “Le cause dell’oligoidramnios sono riconducibili a un’anormalità del tratto urinario, come l’assenza di entrambi i reni (e in tal caso la riduzione del liquido amniotico si riscontra sin dalla 18 -20ma settimana), a un’insufficienza placentare, che comporta una restrizione della crescita fetale, o a una rottura precoce delle membrane, che determina la fuoriuscita del liquido amniotico” spiega la ginecologa Sarli.

La quantità di liquido amniotico diminuisce anche quando la gravidanza giunge oltre il termine. A seconda delle cause, il ginecologo valuterà come intervenire e, se necessario, programmerà un parto anticipato.

Che significa se il liquido amniotico è troppo

Se l’AFI è superiore a 20-24 cm si parla invece di poliidramnios. “La causa più comune dell’eccesso di liquido è il diabete gestazionale materno, spesso associato a un peso eccessivo del bambino (macrosomia)” spiega la ginecologa: “questo perché, a causa degli elevati livelli di zuccheri nel sangue del feto, i suoi reni producono una maggior quantità di urine che poi defluisce nel sacco amniotico; in alcuni casi il poliidramnios può esser legato a una serie di anomalie anatomiche e cromosomiche fetali, ma può anche capitare che non vi sia alcuna causa specifica (idiopatico). Ancora una volta, sarà necessario valutare il singolo quadro clinico e stabilire, in base alle condizioni generali del bambino, la tempistica del parto”.

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