Gravidanza

Parto con autoipnosi

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30 Settembre 2013
L’ipnosi medica è una metodica semplice e priva di controindicazioni che consente di attenuare il dolore durante il travaglio, senza la perdita di coscienza o l’amnesia che caratterizza l’ipnosi ‘spettacolare’ che si vede talvolta in tv. A nostrofiglio.it spiega come funziona il ginecologo Giuseppe Regaldo, Coordinatore Ostetricia e Sala Parto dell’Ospedale di Ciriè (To), dove la tecnica è adoperata da oltre 20 anni
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Come funziona l'autoipnosi

L’ipnosi, o meglio l’autoipnosi, è una metodica medica che consente di potenziare le capacità di autocontrollo al fine di sopportare meglio i dolori del travaglio, sempre in uno stato di coscienza. La tecnica viene insegnata da un medico esperto in una seduta di circa mezz’ora, dopodiché la donna è in grado di metterla in pratica da sola, senza bisogno che sia presente l’ipnotista in sala parto. Proprio per questo non ha nulla a che fare con l’ipnosi che si vede in tv, dove gli ipnotizzati perdono conoscenza e sono completamente in balia del volere di un altro.

“Per capire la sensazione che si prova, si immagini a come ci si sente quando si è immersi nella lettura di un libro o quando si sogna ad occhi aperti: si perde la cognizione del tempo e dello spazio, ma si è assolutamente svegli e coscienti” spiega Giuseppe Regaldo, Coordinatore Ostetricia e Sala Parto dell’Ospedale di Ciriè (To), dove la tecnica è adoperata da oltre 20 anni.

L’ipnosi medica consente un potenziamento delle proprie capacità mentali e fisiche, che mette in grado di controllare le emozioni e le sensazioni del corpo, anche quelle dolorose, e di raggiungere uno stato di grande benessere.

“Durante lo stato di ipnosi ci si sente molto bene, si riesce a ‘staccare’ da quel che succede quel tanto che basta per concentrarsi sulle proprie sensazioni interiori, sia fisiche che mentali” continua il ginecologo.

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Come si usa l'autoipnosi durante il parto

La donna può mettere in pratica l’autoipnosi già da quando è a casa ed avverte le prime avvisaglie del travaglio, per poi proseguire in ospedale per tutta la durata delle contrazioni. Meglio smettere invece in prossimità della fase espulsiva, quando è necessario essere completamente vigili per affrontare lo sprint finale; ma l’aver trascorso tutto il travaglio in uno stato di benessere, le consente di arrivare al momento del parto completamente rilassata e piena di energia.

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... e dopo il parto per rilassarsi

Aver appreso le tecniche di autoipnosi può rivelarsi utilissimo anche dopo la nascita del bambino e in ogni momento in cui si avverte il bisogno di rilassarsi: quando non si riesce a prendere sonno perché si è troppo stanche o nervose, quando si allatta la notte e si fa fatica a riaddormentarsi, quando si ha bisogno di recuperare le forze prima di un impegno importante e favorire la concentrazione; “basti pensare che molti atleti usano l’autoipnosi prima di una gara importante per migliorare le proprie performance” fa notare l’esperto.

L’autoipnosi fa bene anche al nascituro: il relax della mamma induce una vasodilatazione che fa aumentare l’afflusso di sangue dalla placenta e quindi l’ossigenazione ed il nutrimento al bambino.

Come si impara l'autoipnosi?

In che cosa consiste la lezione di apprendimento dell’autoipnosi? “Dopo aver spiegato brevemente la tecnica, il medico invita le gestanti a chiudere gli occhi e concentrarsi sulle sensazioni corporee, ad esempio sull’aria che entra ed esce dai polmoni, sul bambino che si muove, sui muscoli in tensione, aiutandosi con piccoli contatti fisici, come una mano sulla spalla, che favoriscono il rilassamento” spiega il ginecologo; “in una seconda fase l’esperto guida le donne a sviluppare immagini mentali di benessere, che inducono lo stato di pace interiore tipico dell’ipnosi.

Alla fine della lezione, le donne imparano un gesto simbolico, che può essere la chiusura del pugno o il mettere una mano sullo stomaco, che sarà come un interruttore capace di ricreare l’autoipnosi in perfetta autonomia, in qualunque circostanza, in pochi secondi.

La tecnica è molto facile da apprendere e sono poche le donne che necessitano di più sedute; una volta imparata, non si dimentica più, proprio come quando si impara ad andare in bicicletta o a nuotare: si sa fare e basta.

Quanto dura lo stato di ipnosi?

“Quanto vuole la donna” risponde Regaldo: “essendo lo stato di autoipnosi uno stato di rilassamento e benessere e non di sonno, la partoriente è capace di interrompere questa condizione in qualunque momento, proprio come quando decidiamo di prenderci qualche minuto di relax sul divano e non ci poniamo certo il problema di come terminarlo”.

L'autoipnosi regala un travaglio più veloce

E’ stato dimostrato da autorevoli studi che il travaglio in autoipnosi dura mediamente la metà del tempo. Questo perché, se la mamma è rilassata durante il travaglio, è in grado di inibire la produzione di ormoni dello stress e facilitare la produzione di ossitocina, l’ormone che stimola le contrazioni e quindi la dilatazione; non solo: il fatto di sentirsi autonoma nella gestione del suo dolore l’aiuta sul piano psicologico a sentirsi più forte e fiduciosa nelle proprie capacità.

Dove si può fare il parto con ipnosi

“Nell’ospedale di Ciriè pratichiamo l’autoipnosi dal ’91 e siamo probabilmente l'unico ospedale in cui la metodica viene offerta gratuitamente all'interno del corso di preparazione al parto” spiega il ginecologo. “In altre parti d’Italia è necessario trovare il medico preparato per insegnare la tecnica, dopodiché al momento del parto la donna può metterla in pratica in perfetta autonomia, in qualunque ospedale voglia partorire”.

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