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Parto indotto con fettuccia, come funziona e quando viene praticato

di Viola Stellati - 12.12.2022 - Scrivici

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Quando e perché si ricorre al parto indotto con fettuccia? Tutto ciò che c'è da sapere su questo sistema compresi i vantaggi e gli svantaggi.

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Parto indotto con fettuccia

Tutte le mamme sognano un parto tranquillo e, soprattutto, senza problemi e complicazioni. Sfortunatamente, ci sono delle circostanze in cui bisogna intervenire per stimolare e/o accelerare il travaglio. Tanti sono i metodi utilizzati per attuare questo processo, ma tra i più comuni c'è il parto indotto con fettuccia. Scopriamo insieme come funziona, quando viene praticato e quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questo metodo.

In cosa consiste il parto indotto con fettuccia

L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di ridurre al minimo gli interventi medici per garantire la sicurezza della madre e del bambino durante il parto. Tuttavia, in alcune circostanze diventa necessario intervenire con metodi meccanici o farmacologici con lo scopo di far insorgere il travaglio artificialmente.

Quando si decide di ricorrere al parto indotto con fettuccia, si utilizza un dispositivo medico che ha la forma di un nastro - chiamato fettuccia, per l'appunto -, che viene introdotto nella vagina con lo scopo di stimolare la maturazione della cervice uterina.

Tale fettuccia, infatti, è imbevuta di ormoni che nel momento in cui entrano in contatto con la cervice stimolano il travaglio. Funziona a rilascio graduale e contiene soprattutto il Dinoprostone, un ormone sintetico che provoca la contrazione dei muscoli dell'utero e che aiuta la cervice a dilatarsi.

Quando è necessario ricorrere al parto indotto con fettuccia

Il parto indotto con fettuccia non è rivolto a tutte le donne. Prima della sua somministrazione, perciò, è importante discutere con il proprio medico e informarlo su eventuali allergie a farmaci o cibi, a medicinali o integratori.

Bisogna anche dichiarare se si soffre di asma, anemia, diabete, pressione bassa o alta o patologie o disturbi sorti in gravidanza. L'ormone contenuto nella fettuccia, tra le altre cose, è sconsigliato in quei casi in cui si rileva una sproporzione tra il canale vaginale e la grandezza della testa del feto, ma anche quando si sono subiti interventi all'utero come i cesarei.

Ciò vuol dire che prima di ricorrere al parto indotto con fettuccia è fondamentale fare un'indagine clinica approfondita.

Tra le cause più comuni che portano a indurre un parto ci sono:

Il parto indotto con fettuccia, quindi, può essere effettuato in diverse fasi della gravidanza, ma tendenzialmente a partire dalle 38 settimane.

Vantaggi e svantaggi

Per indurre il parto esistono altri metodi oltre all'uso della fettuccia. Questo, tuttavia, riserva molteplici vantaggi perché meno collegato a casi di sofferenza fetale.

Inoltre, diversi studi hanno dimostrato che si arriva più facilmente a un parto vaginale senza problemi proprio grazie all'uso di questo dispositivo.

Secondo le linee guida della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, le controindicazioni al parto indotto con fettuccia coincidono con quelle in cui è controindicato il parto vaginale.

Le uniche accortezze in più riguardano il fatto che, essendo un sistema farmacologico, alcune controindicazioni possono riguardare allergie o condizioni come anemia, diabete, ipertensione o ipotensione e, più in generale, patologie e disturbi che si sono presentati durante il corso della gravidanza.

Per quanto concerne il dolore, alcune donne che hanno subito un parto indotto con fettuccia hanno testimoniato di averne provato di più. Tuttavia, su tale argomento non esiste ancora un riscontro scientifico.

Infine, c'è da ricordarsi che questo è un metodo sicuro per avviare il travaglio qualora una futura mamma, ma anche il bambino che porta in grembo, ne avessero bisogno.

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