Parto pretermine

Parto pretermine: 3 condizioni che riducono il rischio che accada

Di Irma Levanti
neonatoprematuro
22 Agosto 2016
Iniziare la gravidanza né troppo magre né obese, aumentare il giusto e lasciare passare almeno un anno da una gravidanza precedente: secondo uno studio americano, queste condizioni riducono il rischio di prematurità.
Facebook Twitter More

Non aspettare un tempo adeguato - circa uno o due anni - tra una gravidanza e la successiva; partire con il peso corporeo sbagliato, cioè troppo magre oppure obese; prendere troppo peso - oppure troppo poco - durante la gravidanza stessa. Tutte condizioni che sembrano aumentare il rischio di parto pretermine, almeno secondo uno studio americano pubblicato sul Maternal and Child Health Journal.

 

Emily De Franco e colleghi, del Children's Hospital Medical Center di Cincinnati, hanno analizzato i dati relativi a quasi 400.000 nascite avvenute nello stato americano dell'Ohio tra il 2006 e il 2011. Hanno così scoperto che il rischio di un parto prima del tempo, in particolare prima delle 37 settimane di gravidanza, aumenta in modo significativo in presenza di particolari condizioni che hanno a che fare con lo stato nutrizionale della donna, prima e durante la gravidanza stessa. Si tratta in particolare di:

 

1. Un indice di massa corporea (IMC) troppo basso (meno di 18,5), relativo a condizioni di eccessiva magrezza, o troppo alto (più di 30), relativo a condizioni di obesità. L'ideale sarebbe partire con un indice di massa corporea compreso tra 18,5 e 24,9, corrispondente a una condizione di normopeso.

 

2. Un aumento di peso durante la gravidanza troppo limitato o, al contrario, eccessivo. Secondo le indicazioni dell'Institute of Medicine americano, l'aumento di peso totale consigliato è di:

 

  • 12,5-18 kg per chi parte da un IMC sotto 18,5;
  • 11,5-16 kg per chi parte da un IMC tra 18,5 e 24,9;
  • 7-11,5 kg per  chi parte da un IMC tra 25 e 29,9;
  • 5-9 kg per chi parte da un IMC sopra 30.

3. Un intervallo di tempo tra una gravidanza e la successiva non adeguato. Secondo i dati raccolti da De Franco e colleghi, questo intervallo è pari a 12-24 mesi: sotto l'anno, e soprattutto sotto i sei mesi tra le due gravidanze, il rischio aumenta in modo particolarmente significativo, ma ci sarebbe un aumento del rischio anche oltre i due anni.

 

 

L'importanza di questi risultati sta nel fatto che mettono in luce fattori di rischio che possono essere modificati e dunque evitati (anche se sappiamo bene che non sempre intervenire sul peso è una passeggiata) e sottolineano, ancora una volta, l'importanza della stato di salute precocenzionale, cioè prima che la gravidanza abbia inizio.