Home Gravidanza Parto

Partorire con il gas esilarante

di Angela Bisceglia - 18.11.2021 - Scrivici

gas-esilarante
Fonte: Shutterstock
Il protossido d'azoto, noto come gas esilarante, può essere un'alternativa all'epidurale per ridurre i dolori del parto

Entrato da ormai alcuni anni in alcune sale parto italiane, il gas esilarante è un gas innocuo che, inalato durante il travaglio, consente di alleviare il dolore delle contrazioni e di affrontare il parto con minore ansia. Vediamo come funziona e quali sono i benefici e gli eventuali effetti collaterali.

In questo articolo

Che cos'è il gas esilarante e a cosa serve in sala parto?

Conosciuto con il nome di gas esilarante, il protossido d'azoto è un gas che ha un lieve effetto euforizzante, ansiolitico e analgesico. Il nome, però, non deve trarre in inganno: inalando il gas non affronterete un travaglio ridendo a crepapelle, anche se sarebbe davvero molto bello, ma sicuramente proverete meno dolore.


"Il protossido d'azoto è conosciuto da centinaia di anni in campo medico ed è utilizzato ogni giorno in anestesia generale, per ridurre la concentrazione di altri gas più potenti, ma con effetti collaterali più pesanti" spiega il dott. Edoardo Calderini, Direttore dell'Unità operativa di Anestesia e Rianimazione della Clinica ostetrico-ginecologica Mangiagalli di Milano. "In ambito ostetrico può essere considerato un'interessante alternativa all'epidurale, più soft e meno invasiva, anche se, va detto, è un po' meno efficace. "

Come si somministra?

In sala parto il protossido d'azoto non viene mai utilizzato puro, ma viene miscelato al 50% con ossigeno. Il gas viene somministrato attraverso una mascherina provvista di una valvola che la donna può aprire prima della contrazione. Dopo circa 50 secondi dall'inalazione si avverte l'effetto analgesico del gas.

 

L'aria espirata viene poi convogliata in una fessura collocata intorno alla mascherina e fatta defluire attraverso il sistema di gas-evacuazione della sala, di modo che non vi sia alcuna dispersione nell'ambiente. "In questo modo il suo utilizzo è sicuro anche per gli operatori che assistono la partoriente" assicura Calderini.
Uno dei motivi che hanno ritardato la diffusione del metodo nelle sale parto è stato infatti la preoccupazione che il gas, diffondendosi nell'ambiente, potesse dare a lungo termine effetti collaterali agli operatori sanitari presenti.

"Con questa modalità di erogazione, però, il rischio non si pone" sostiene l'anestesista.

Qual è l’effetto del protossido d'azoto?

Come dicevamo all'inizio, il gas esilarante ha proprietà analgesiche e ansiolitiche, dunque da un lato è in grado di diminuire il dolore, e dall'altro aiuta la donna a sentirsi più rilassata, facendole provare meno ansia. Lo scopo è quindi quello di affrontare il travaglio in modo più sereno. Il protossido d'azoto agisce a livello del sistema nervoso centrale, attenuando i centri del dolore e rilasciando endorfine.

Nonostante il gas possa dare una leggera sensazione di stordimento, la donna rimane sveglia e cosciente per tutto il tempo e mantiene il contatto con il proprio corpo.

Da quale fase del parto si usa?

Generalmente la somministrazione del gas esilarante inizia circa a metà della fase dilatante, quando le contrazioni diventano molto forti e ravvicinate e la donna ha bisogno di essere sostenuta. L'effetto del gas è rapido, però è anche molto fugace perché il gas non viene metabolizzato e viene eliminato in tempi brevi. Per questo le inalazioni vanno ripetute a ogni contrazione e per tutta la durata del travaglio.
Se la donna lo desidera può continuare a somministrarselo anche durante la fase espulsiva poiché non riduce in modo significativo la forza di spinta, e anche dopo il parto per attenuare il fastidio della sutura di eventuali lacerazioni.

Ci possono essere effetti collaterali per il bambino o la mamma?

Trattandosi di un gas, vi verrà spontaneo chiedervi se ci siano effetti collaterali per il bambino. La risposta è no: il gas esilarante non dà alcun tipo di problema al bambino, è totalmente innocuo.

Sulla mamma, invece, potrebbe avere dei leggerissimi effetti collaterali. Come emerge da una revisione della letteratura scientifica sull'argomento, i sintomi più comuni sono nausea e un lieve stordimento, ma nessun danno a lungo termine. Proprio per minimizzare questi possibili effetti, il gas esilarante viene usato in modo intermittente.

Non ci sono conseguenze invece sulla respirazione, la capacità di spinta, la circolazione del sangue, il battito cardiaco o altre funzioni dell'organismo.  Gli effetti del gas si fermano appena la sua inalazione viene interrotta.

"In ogni caso, a dimostrazione della sua innocuità generale c'è il fatto che per utilizzarlo durante il travaglio non è necessaria la presenza dell'anestesista, né sono richiesti un colloquio preliminare o esami preventivi, come invece succede per l'epidurale" spiega Calderini.

L'utilizzo del gas esilarante, inoltre, non rallenta in alcun modo la progressione del travaglio e del parto. Numerosi studi hanno dimostrato che non aumenta il ricorso a taglio cesareo e neppure a strumenti come la ventosa.

Controindicazioni

Il parto con gas esilarante è indicato per tutte le donne con gravidanza fisiologica. Le uniche controindicazioni riguardano alcune specifiche, e rare, patologie come enfisema polmonare, embolia, grave dilatazione del tratto gastro-intestinale, by-pass cardio-polmonari.

Riduce di più i dolori il gas esilarante o l’epidurale?

Attualmente la tecnica di partoanalgesia più praticata è l'epidurale ed è anche la più efficace per ridurre i dolori del parto. "Sebbene si tratti di una tecnica invasiva, dal momento che richiede una puntura con l'ago e potrebbe dare complicanze, sia pure molto rare, l'epidurale viene considerata la prima scelta" spiega Calderini, che poi prosegue "il protossido d'azoto è però una buona alternativa per tutte le donne che per vari motivi non vogliono ricorrere all'epidurale e preferiscono un'alternativa più soft e innocua".

Inoltre, il parto con gas esilarante può essere un'ottima alternativa anche per tutte quelle donne che non possono usufruire dell'epidurale per via di problemi alla colonna vertebrale, difetti della coagulazione del sangue o per paura degli aghi.

In alcuni casi, le due tecniche potrebbero essere combinate. Ad esempio, in attesa che il travaglio sia a un buon punto per procedere con l'epidurale, si può utilizzare il gas esilarante per alleviare un po' il dolore delle contrazioni.

Dove si può partorire con il protossido d'azoto?

Il gas esilarante è già ampiamente usato da diversi anni nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Canada e in Australia.

Da qualche anno, però, ha cominciato a diffondersi anche in altri paesi europei e ha fatto la sua comparsa in alcuni ospedali italiani. Tra questi: l'Istituto clinico Città di Brescia, la Clinica Mangiagalli e l'Ospedale Buzzi a Milano, l'Ospedale Careggi di Firenze, l'Ospedale Sant'Andrea di Vercelli, l'Ospedale SS. Pietro e Paolo di Borgosesia, il Santo Spirito di Casale Monferrato, il Moriggia Pelascini di Gravedona e Uniti, gli ospedali di Castelfranco Veneto e Montebelluna e il Policlinico Umberto I a Roma.

Perché da noi il gas esilarante è arrivato solo da poco ed è poco diffuso?

In Italia fino a una decina di anni fa il protossido d'azoto non era registrato come farmaco, ma come gas medicale, perciò il suo uso era limitato solo alle sale operatorie. Oggi con la nuova formula in bombole al 50% di ossigeno e la somministrazione "on-demand", non solo il gas esilarante è potuto entrare in sala parto, ma è stato autorizzato anche negli studi dentistici per quei pazienti, soprattutto bambini, che hanno paura delle cure odontoiatriche.
Tuttavia, ad oggi sono ancora pochi i centri che ne dispongono soprattutto a causa dei costi elevati, equiparabili a quelli dell'epidurale.

Fonti utilizzate: consulenza di Edoardo Calderini, Direttore dell'Unità operativa di Anestesia e Rianimazione della Clinica ostetrico-ginecologica Mangiagalli di Milano; materiale informativo dell'Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (AOGOI); articolo "Nitrous Oxide for the Management of Labor Analgesia", in AANA Journal, 2018; articolo "Implementation of an Evidence. Based Practice Change to Offer Nitrous Oxide During Labor" in Nursing for Women's Health, 2018; materiale informativo della Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica

Revisionato da Francesca De Ruvo

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli