Maternità

Il parto in casa è ancora un lusso, costa tra i 2000 e i 3000 euro

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26 Maggio 2014
In Italia il parto domiciliare sta diventando sempre più di moda: ufficialmente nascono in casa 1500 bimbi all'anno, ma le stime dicono anche di più. Ma questa pratica è molto cara e solo poche regioni e province offrono sostegno economico.
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Niente luci al neon, sale parto affollate, volti sconosciuti, toni sbrigativi. Il parto in casa può essere un modo di vivere l'ultima fase di gravidanza in modo più naturale e meno medicalizzato rispetto all'ospedale. Questa scelta piace a sempre più donne e sta diventando di moda, ma solo tra i ceti benestanti perché i costi sono molto elevati.

"Il costo di un parto in casa si aggira tra i 2000 e i 3000 euro per la completa assistenza durante tutto il travaglio da parte di almeno due ostetriche, che devono seguire la donna anche nelle fasi pre e post parto" dice Annamaria Gioacchini, membro dell'Associazione Nazionale Ostetriche Parto a Domicilio.

In Italia le realtà che offrono un sostegno economico sono: Torino, Reggio Emilia, Modena e Parma che danno assistenza gratuita. Le province di Bolzano e Trento e le regioni Piemonte, Emilia Romagna, Marche e Lazio offrono un rimborso parziale, tra i 1500 e i 900 euro.

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A favore del parto in casa: è meno medicalizzato

"Scegliendo il parto in casa si evita di medicalizzare eccessivamente la donna con effetti positivi in termini di salute e anche un risparmio per il sistema sanitario. All'estero è 'una pratica molto più diffusa che da noi. In Olanda ad esempio il 30% dei bambini nasce in casa," dice Marta Campiotti, la presidente dell'associazione Parto a Domicilio.

Inoltre secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) la donna ha diritto di partorire nel luogo dove si sente più sicura e assistita.

Anche il sistema sanitario britannico ha recentemente emanato delle linee guida: il parto in casa è un'alternativa sicura qualora la gravidanza non presenti patologie, il parto sia assistito da personale esperto e avvenga in luoghi da cui si possa raggiungere agevolmente un ospedale.

Contro il parto in casa: meno sicurezza

La Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) definisce il parto in casa "una procedura difficile da gestire, che non rispetta i moderni requisiti di sicurezza".

I rischi per il parto in casa aumentano lievemente per il primo figlio, ma le regole per gestire le emergenze non mancano. "Abbiamo sempre con noi il kit di prima emergenza" dice Gioacchini, "ma soprattutto siamo in contatto con gli ospedali. E prima di dare l'ok, valutiamo la logistica, le condizioni di salute e le motivazioni della donna. E' importante garantire la libertà della donna di partorire dove si sente più a suo agio e se non si sente sicura è meglio che vada in ospedale".

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