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"Potevo essere io": i racconti dei genitori dopo la tragedia del neonato a Roma

di Luisa Perego - 24.01.2023 - Scrivici

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#potevoessereio: sono tantissimi i racconti e i post sui social che esprimono solidarietà ai genitori del neonato morto a Roma. Li abbiamo raccolti

In questo articolo

"Potevo essere io"

"Potevo essere io", "Poteva succedere a me", "Anche io mi sono addormentata in ospedale con in braccio mio figlio", "Ero stanchissima", "Ero stremata", "Mi sono addormantata anche io", "Anche io avevo chiesto aiuto e non mi hanno portato il bambino al nido". Questi e tanti altri i post di mamme e anche papà sui social che esprimono solidarietà per i genitori del bimbo di tre giorni morto all'Ospedale Pertini di Roma, dopo che era stato allattato dalla sua mamma.

I commenti condividono frustrazione, stanchezza, impotenza, ma soprattutto esperienze molto simili alla mamma del Pertini. Abbiamo chiesto di scriverci le vostre testimonianze e ne abbiamo raccolte alcune.

"Potevo essere io": le vostre testimonianze

Potevo essere io

Sì, potevo essere io.

Ho partorito il 30 agosto 2020 alle ore 6.25 del mattino... ero lì dalle 11 di notte.

Non ho dormito per tutti i giorni del ricovero. Avevo l'emoglobina sotto i piedi, ero a rischio trasfusione. Il mio bimbo piangeva tanto, non voleva stare in culla. Giustamente voleva il mio contatto, ma ero tanto tanto stanca e chiedevo di riposare, ma niente da fare: rooming in e non c'era verso di portare il mio bimbo un pochino al nido... ne avevo bisogno!

Ricordo una delle puericultrici che mi disse: "ora sei una mamma e devi sapere come si fa con un bimbo neonato, ti verrà spontaneo tutto". E invece no, non ero pratica di nulla... non è così, almeno per me non lo è stato!! E la notte la passavo a passeggiare e cullare il mio bimbo nella camera con il tremolio alle gambe per la debolezza da emorragia post parto...

Mi sono addormentata anche io

Quando ho sentito di questa tragedia ho subìto detto ai miei familiari che sì, avrei potuto essere io! Mi sono addormentata anche io con il piccolo nel mio letto di ospedale.

.. non avrei potuto fare diversamente d'altronde.

Ho avuto il cesareo nel pomeriggio e già la sera mi hanno portato il piccolo in stanza e lasciati soli al nostro destino. Non dormivo già dal giorno prima di partorire e nonostante avessero il nido non mi è stata concessa la possibilità di tenerlo lì, anzi, mi hanno risposto anche male. Quindi con un taglio cesareo, contrazioni e stanchezza a prendermi cura del piccolo e a cambiarlo per i 4 giorni a seguire. I primi due giorni mi ci voleva un quarto d'ora per alzarmi da letto a causa dei punti e il bimbo si svegliava piangendo di continuo e io non ce la facevo.

Con il primo figlio non mi ha aiutato nessuno

Con il primo figlio non mi ha aiutato nessuno... le infermiere e le dottoresse stressavano solo con l'allattamento al seno. Io non sapevo più che fare perché mio figlio continuava a piangere e urlare. Poi dopo il quarto giorno di urla e la perdita di parecchi grammi hanno finalmente capito che dovevano darmi l'aggiunta perché non avevo latte purtroppo. Mi hanno fatto sentire un'incapace. Con la seconda figlia invece è andato meglio, forse perché non era lo stesso ospedale o forse perché io ero già consapevole di tutto.

La notte, un incubo

Primo figlio. 24 h di travaglio e poi cesareo. Stanca morta e dolorante. Orari ridotti delle visite... ancora mi ricordo la pressione psicologica per farmelo tenere e quanto ho dovuto insistere per farlo portare al nido... e quella occhiata, quella parola detta male che fa la differenza in un momento di estrema fragilità.

La notte, un incubo... 6 in una stanza. I neonati urlanti che non lasciavano dormire. Chi per disperazione se lo teneva sul petto o nel letto.

.. si può benissimo imparare a cambiare il pannolino o allattare di giorno e senza stress.

E poi la questione "a casa sei sola!". No, in ospedale si è soli, a casa (a parte che è casa tua) un aiuto si trova.

Con il secondo figlio mi sono assicurata di trovare struttura dove una persona potesse stare il periodo di degenza con me o non facessero co-sleeping/ rooming in...

Non si può arrivare a una tragedia del genere

Lasciata da sola dopo aver effettuato un taglio cesareo d'urgenza. Il mio compagno ci ha potuto prendere in ospedale dopo tre giorni.
Mi hanno lasciato mia figlia senza neanche dirmi come dovevo fare con l'allattamento. Io che non potevo muovermi perché avevo anche il catetere.
E' vergognoso.
Nessun supporto morale né aiuto fisico.
Ora sono spaventata perché avrò un altro cesareo a maggio della mia seconda figlia.
Questa volta però sono più forte ed alla minima indecenza chiamo i carabinieri.
Non si può arrivare ad una tragedia del genere.
Devono fare i corsi di umanità anziché di ostetrica.
Qualcosa deve cambiare per forza e mi dispiace che deve essere sempre qualche anima innocente a pagare per lo schifo che regna sovrano di questi tempi!

Ero distrutta, stanchissima è dire poco

Parto naturale con induzione della mia prima figlia ad agosto 2021. Il personale è stato splendido per tutto il periodo da inizio induzione alla nascita della bimba. Sono entrata in ospedale il venerdì pomeriggio alle 16 per mettere il palloncino, ho partorito il giorno dopo alle 9 di sera. Inutile dire che ero distrutta, stanchissima è dire poco.

Quando ci hanno portate in camera, ho chiesto se potevano tenerla al nido per la notte in modo da riprendermi e riposare, tanto più che avevo deciso di non allattare.

La risposta fu no perché tenevano solo i bimbi nati da cesareo.

Io sono stata fortunata perché mia figlia ha dormito tranquillamente e anche il bimbo della mia compagna di stanza era un dormiglione, per cui sono riuscita a riposare un pochino. Mi chiedo se non fosse stato così… #potevoessereio non è normale non dare qualche ora di riposo post parto! Mica siamo andate a fare shopping, eh! Si pretende sempre e si aiuta raramente, assurdo!

Da padre e marito, avrei voluto poter fare di più

Da padre, dico questo: mia moglie in ospedale aveva bisogno come TUTTE LE DONNE, ma io non potevo rimanere, assistenza zero ed era stremata. Quando chiedeva aiuto, arrivavano dopo molto tempo e anche irritate di essere state chiamate. 200 anni fa si usava cosi? Bene. 200 anni fa non esistevano molte medicine e la gente moriva per una semplice influenza… allora perché nel 2023 vengono somministrate?! Siamo nel 2023, deve esistere una buona assistenza, specie in questi momenti delicati!!! Io, da padre e marito, avrei voluto poter fare di più, invece dovevo poter essere di auto un'ora al giorno.

Mia madre ha dormito di fianco a me

Agosto 2019, cesareo programmato, mia madre ha dormito tre notti su una sedia di plastica e ha accudito mia figlia mentre io cercavo di riprendermi il prima possibile. Probabilmente ci vorrebbe più personale, perché io sono fortunata, ma non tutte hanno questa possibilità. Altra cosa che viene molto sottovalutata è il periodo successivo alle dimissioni, quando si torna a casa e bisogna creare un nuovo equilibrio familiare. Non è tutto orsetti e cuoricini, ma si creano meccanismi molto complessi e non sempre semplici da gestire.

Più empatia

Dopo il parto qualsiasi madre ha semplicemente bisogno di tre sole cose: dormire, un affetto sempre vicino, empatia dagli addetti.

Punto!

Non ho dormito per quasi una settimana

Ancora mi ricordo la carenza di sonno alle dimissioni dall'ospedale. Mi si sono rotte la acque di notte, mi hanno indotto il parto 24 ore dopo come da prassi (e quindi di notte), ho partorito quella sera e... quella notte ero ancora agitata per il parto. Sono stata in ospedale altri quattro giorni.

Per fortuna mio figlio non ha mai davvero pianto, non ha mai avuto bisogno del mio contatto stretto i primi giorni: riposava tranquillo nella sua culletta di fianco a me. Ma non ho dormito perché ero circondata da bambini che piangevano giorno e notte. Un ambiente davvero rumoroso. Paradossalmente al rientro a casa sono stata più tranquilla...

Ci vorrebbe un accompagnamento post parto

Purtroppo il problema non è solo quei tre giorni in ospedale. È ben più ampio. Chi non ha una madre, un marito a casa presente o collaborativo ha lo stesso problema per mesi e mesi... mancanza di sonno, sacrificio, annullamento, competenze di base... ci vorrebbe un accompagnamento al post parto fino a casa se necessario! Fisico e psicologico... non c'è alcun rispetto in questo paese per madri e bambini! Si fa sempre leva sulla forza della madre approfittandosi così della disumanizzazione di una donna che non ha scelta se non quella della pura sopravvivenza faticata per sé e il suo bambino.

Quanti colpi di sonno

Verissimo tutto. Ho affrontato tutto da sola per più di 15 ore. Mio marito mi ha lasciata in ospedale e ripresa dopo una settimana senza nessuna possibilità di assistere me e al parto perdendosi l'evento più importante della nostra vita di coppia. Quanta stanchezza per un parto difficile e quanti colpi di sonno. Solidarietà per la mamma che non ha colpe. La sanità non ci garantisce assistenza e quindi no alle visite di massa ma si all'assistenza di un familiare e ingressi garantiti sempre al coniuge.

Importante anche l'aiuto a casa, non si pretende assolutamente la crescita dei figli da parte dei familiari ma ogni tanto anche una doccia rilassante fa bene al corpo e alla mente per ricominciare con più carica ad accudire il pargoletto.  

Anche a me si chiudevano gli occhi mentre allattavo

Io ho partorito per la prima volta a fine febbraio 2020, una settimana prima del lookdown. Ricordo bellissimo del parto. Il mio compagno sempre con me, sia durante il travaglio, sia nei giorni successivi (anche se non durante la notte). In questo modo però, durante il giorno, riuscivo a riposare un po', darmi una lavata o semplicemente cambiarmi il pigiama con tranquillità, sapendo che c'era il papà con il bimbo. Secondo parto gennaio 2023, esperienza orribile. Lasciata per più di 12 ore da sola durante il travaglio, con le ostetriche che si sono fatte vedere solamente 2 volte e senza mai visitarmi. Per poi ritrovarmi a correre in sala parto, dopo che finalmente, su mia chiamata, si sono degnate di verificare di quanto fossi dilatata. 3 notti (compresa quella del travaglio) passate completamente in bianco, stremata tra dolore (contrazioni prima, episiotomia, lacerazioni e punti dopo), paura e senso di solitudine... Anche a me si chiudevano gli occhi mentre allattavo, anche io ho tenuto la mia bimba affianco nel letto sperando di riuscire in questo modo a riposare anche solo per qualche minuto.Questa povera mamma non ha nessuna colpa, sarebbe potuto succedere a chiunque di noi. Il compagno DEVE poter assistere una mamma durante il travaglio e nei giorni successivi. Possibile che nessuno riesca a capire quanto questo sia importante fisicamente e mentalmente per una donna/mamma che sta o che ha appena partorito? Quanto per una donna sia fondamentale e faccia la differenza? Non dico di tornare alla situazione pre covid, dove ti ritrovavi con decine di persone in stanza durante l'orario di visita, ma il compagno (o un'altra persona a scelta) deve poter stare vicino ed assistere la mamma H24 volendo, visto soprattutto che, come è stato detto, questo supporto ed aiuto non avviene in maniera così attesa ed efficace da parte del personale ospedaliero.

Ho chiesto aiuto

Io ho chiesto aiuto, ho detto a mia madre, a mio marito di non lasciarmi sola.. ho chiesto pure alle infermiere di prenderlo un po' nella nursery, ma non si usava già più (2006).

Avendo avuto un travaglio molto lungo e un parto difficile, sono entrata in un depressione post parto e stava sempre qualcuno con me, per fortuna. Auguro a questo mamma tanta forza!

Non ho chiuso occhio

Una volta lì tenevano al nido almeno la prima notte, quando ho partorito due anni fa per la seconda volta mi hanno letteralmente abbandonata in stanza con mio figlio, in isolamento oltretutto perché non arrivava l'esito del tampone covid (poi negativo).
Ho partorito alle 23.50, come provavo a metterlo nella culletta vicino al letto piangeva disperato, ho dovuto tenerlo accanto a me tutta la notte con il terrore di poterlo schiacciare, non ho chiuso occhio.
In ospedale ormai ti abbandonano a te stessa.
Tutta la mia solidarietà a questa mamma.

Mia madre e la mia migliore amica hanno fatto le notti in ospedale con me

Ho partorito l'ultima volta a febbraio 2020, praticamente una settimana prima che il mio ospedale chiudesse per covid. Ancora ho fatto in tempo a ricevere l'assistenza di mia madre e della mia migliore amica che hanno fatto 'le notti in ospedale' con me. Non è giusto ciò che è accaduto, è terribile evergognoso, perché se tu ospedale non mi permetti di portarmi una persona da fuori allora devi garantirti un'assistenza costante. Purtroppo, come sempre accade, è dovuta succedere una tragedia, affinché il vaso di pandora si scoperchiasse. Del resto tutti i racconti di chi ha partorito in periodo di covid sono simili tra loro: solitudine e abbandono completo. 

Stavo crollando sfinita

Non dimenticherò mai la seconda notte insonne in ospedale. La mia bimba che urlava perché non riuscivo ad attaccarla al seno e io che stavo crollando sfinita. Ad un certo punto un'infermiera ha sentito le urla della bimba ed è entrata per aiutarmi. Mi ha messa a letto con la bimba accanto. Sono crollata profondamente, con la porta chiusa, in camera da sola.
Era ottobre 2020, in piena ondata Covid dove nessuno poteva starti vicino e tutti avevano paura.

Piango insieme a lei

Mi sento male per lei.

.. Ho un bimbino di un mese e mezzo e mi ci sono vista in quel letto, col bimbo che fatica ad attaccarsi perché ancora troppo piccolo e tu sei stanca come non mai... È davvero terribile povera donna piango insieme a lei.

Bisogna tornare ai tempi prima del Covid

Una volta in stanza, si resta sole, con un neonato da accudire in tutto... con i dolori di tutto quello che comporta un parto (cesareo o naturale ). Per quanto mi riguarda, se non ci fosse stata ad assistermi la mia mamma sarei morta (un'emorragia a poche ore dal cesareo, appena entrata in stanza) nel periodo in cui qualcuno dei parenti poteva "assisterti ".

Bisogna ritornare ai tempi di prima del covid, quando era "normale aiutare una neo-mamma, una persona che aveva subito un intervento chirurgico". Questa povera mamma si porterà a lungo un peso troppo grande.

Solitudine e abbandono

Quel senso di solitudine e di abbandono è ancora vivo e fa male dopo quasi sei anni. Un abbraccio sincero a questa mamma nella quale in tantissime ci siamo rispecchiate.

La chiamavo perché vedevo che si addormentava

Dopo il mio secondo parto ero in camera con una ragazza carinissima. E la notte poverina era così stanca mentre allattava che la chiamavo perché la vedevo che si addormentava e le dicevo di chiedere che le tenessero il piccolo un poco al nido. Poi durante il terzo parto, Covid, ero completamente sola. E mi sono immedesimata in tutte le mamme che partorivano la prima volta, o che avevano avuto un parto faticoso o addirittura un cesareo e avrebbero avuto bisogno di compagnia costanti e sostegno (vietato in quel periodo). Sono tanto tanto addolorata da questa notizia e vicina a questa mamma che abbraccio con tutta la comprensione e l'empatia del mondo.

Quante volte mi sono addormentata mentre allattavo

Condivido ogni singola parola, e sono vicina a questa mamma che ha perso il suo bambino. Queste cose non dovrebbero accadere, purtroppo dopo il parto siamo sole e ci ritroviamo a gestire un bimbo/a, i dolori, la stanchezza, la debolezza per tutte le fatiche … a me è successo! Quante volte mi sono addormentata mentre allattavo, ma perché ero esausta, c'era lei e l'altro mio figlio di 13 mesi da accudire, una casa, un marito… noi donne non siamo invincibili e non abbiamo i super poteri.

Un abbraccio a questa mamma, non oso immaginare il dolore che possa provare, ti auguro di ritrovare presto un po' di serenità.

Quante volte sono riuscita a dormire solo durante la poppata

Penso e ripenso a quante volte, estenuata dalle notte insonni e dal dolore, sono riuscita a dormire solo durante la poppata. Penso e ripenso alla tragedia che ho sfiorato. Nell'unico momento in cui una mamma ha bisogno di un aiuto concreto viene lasciata sola, con la scusa che anche gli animali partoriscono, è istinto. C'era bisogno di una tragedia come questa per prenderne coscienza?

Ho svegliato la mia compagna di stanza: si era addormentata e il bimbo le stava scivolando

Ho partorito neanche 5 mesi fa, travaglio di 12 ore poi finito con cesareo d'urgenza. Stanchezza, dolore infinito, ho avuto mia figlia subito quasi in stanza e ha dormito con me, dormivo con gli occhi aperti, non mi muovevo mai.

Un'altra mamma in stanza aveva partorito un giorno prima, sempre cesareo.

Chiedeva sempre la notte che il bimbo fossi portato al nido per poter riposare, una volta la sera allattandolo si era addormentata in un sonno profondo che russava. Il bimbo le stava scivolando dal letto. Io non dormendo mai l'ho svegliata. Allora ho capito perché insisteva per portarlo al nido.

Le puericultrici hanno deciso di non svegliarmi per farmi riposare

Io dopo induzione del parto e tutta la notte in travaglio, alle 6.30 entro in sala operatoria per cesareo, nonostante stessi benissimo ho passato la giornata stanca e con una sonnolenza assurda, alle 21.30 crollo in un sonno profondo la bimba era al nido, me l'avrebbero dovuta riportare in stanza a breve, ma le puericultrici vedendomi addormentata sfinita, hanno deciso di non svegliarmi e farmi riposare, e tenerla loro al nido per tutta la notte, io ovviamente avevo già firmato il consenso per darle l'aggiunta di latte artificiale nel caso ce ne fosse bisogno.
La bambina ha dormito tranquilla tutta la notte e io pure.
Purtoppo quando il personale non ti sta vicino succedono queste disgrazie.
Io sono stata fortunata e avrei voluto tanto che anche questa mamma avesse avuto il personale attento che ho avuto io.
Queste tragedie si possono evitare

Mi ha aiutato la mia compagna di stanza

Ho partorito il mio 3 figlio con cesareo. Mio marito è potuto rimanere solo un'ora per via delle norme del covid.
Non potevo muovermi o girarmi.
Mi hanno lasciato il bambino in stanza senza aiuto, piangeva disperato, ma non potevo alzarmi a prenderlo, meno male che la mia compagna di stanza mi ha aiutato.
Ho chiesto aiuto al nido ma loro continuavano a dire che doveva attaccarsi, ma per me era impossibile farlo.
Le mamme hanno bisogno di aiuto, partorire non è una passeggiata.

Anche io mi sono addormentata con la bambina nel letto

Io ho partorito il 14 novembre 2020 in piena pandemia. Avevo 24 anni, mi sono trovata sola, senza qualcuno che potesse starmi vicino. Il mio compagno ci ha viste dopo 7 giorni, all'uscita.

Ho affrontato 2 giorni di travaglio con i dolori a mille e dopo essere arrivata stremata mi hanno dovuto fare un cesareo.

Ero stanchissima, piena di dolori e inesperta e anche io mi sono addormentata con la bambina nel letto, per questo poteva capitare anche a me. Ora sono in dolce attesa per la seconda volta e spero che sia un cambiamento per me e per tutte le mamme che dovranno partorire.

Di Annarella 

La mia storia è una storia a lieto fine, la storia di una mamma e una famiglia felice, che sta crescendo un bimbo sano e felice. Tutto bene, ma per certi versi e per svariati motivi, in determinate situazioni, #potevoessereio

Lo tengo sempre in braccio

Dopo essere nato, quando riesce a mangiare, mio figlio è comunque nervoso, nella culletta non ci vuole stare, allora lo tengo in braccio sempre. 
Arriva la notte, io sono stravolta, ho ancora la ferita aperta, ancora tubicini, ancora non mi muovo bene. Penso alle donne che hanno partorito naturalmente, a tutto quell'impegno, dolore.
Saranno ancora più sconvolte dalla fatica. Ci vuole pazienza, tanta pazienza. Però devo dormire un pochino. Mio figlio è pacifico, si è addormentato sul mio petto. Il papà per fortuna c'è, ma dormicchia seduto sulla sedia. Crollo anche io senza accorgermene.
Non avrei dovuto. Mio figlio avrebbe potuto cadermi dalle braccia. 
 
Ho avuto mille problemi con l'allattamento, mio figlio piangeva tanto anche a casa, non riusciva a nutrirsi a sufficienza ed io ero impotente. 
Ho avuto la lucidità di rivolgermi ad un centro per l'allattamento, anche se ahimè non c'è stato nulla da fare. Alla fine ho scelto di smettere di far patire mio figlio e di sentirmi inadeguata io, ho scelto di passare esclusivamente alla formula e lui è cresciuto bene ugualmente.
Però nessuno mi ha aiutata, nessuno mi ha dato un consiglio, un'indicazione. Ce la siamo cavata da soli, io e il papà.
 
Anche questo, è un rischio reale, per i neonati e per le famiglie. Perché quando hai partorito non ti trasformi in super woman improvvisamente. Anzi. Non lo diventi proprio mai.
Sei stanca, hai dei bisogni che passano in secondo piano, a volte non riesci a ragionare nel modo migliore, a volte non hai nessuno, a volte cadi in depressione, a volte ti senti sola e le persone che ti amano vorrebbero esserti di aiuto ma non sanno come fare.
 
I neonati sono nelle mani delle madri. Solo delle madri. Il padre per 10 giorni fa quel che può, la famiglia fa quel che può, poi ci sia aspetta che da sole facciamo i salti mortali per i nostri figli. Dalla loro nascita in avanti. Sempre, senza fermarci MAI.
 
Di mamma Alessia

#potevoessereio.

A me non è accaduto nulla di irreparabile, ma poteva succedere a chiunque, poteva succedere anche a me di soffocare la mia bimba dopo più di 48 ore senza dormire. Cara mamma non sei sola. Siamo tutte con te. Vorrei solo poter alleviare un po' il tuo dolore.

Dopo un lungo travaglio e un cesareo d'urgenza, non erano neanche le 6, mi portano la culla, non posso muovermi... palloncino interno per tenere contratto l'utero, catetere, taglio cesareo e trasfusione in atto... la metto nel mio letto tutto il tempo, chi me l'avrebbe presa e messa nella culla?

Un'ostetrica passa per attaccarla, ma io credo di non sapere neanche dove sono. poi più vista.

I giorni successivi vanno meglio, anche se il personale medico si è praticamente dileguato dopo che i miei famigliari hanno minacciato denunce, nessun aiuto, nessun conforto... solo qualche parola con le mie compagne di stanza che solo ora ricordo di non aver neanche ringraziato.

Per fortuna qualche ostetrica è diversa, tenera e dolce, ma sono poche purtroppo. La maggior parte altezzose e severe. 

Di notte, poi sono sola.

Leggi tutta la storia della mamma

#potevoessereio: possiamo riappropriarci dei nostri corpi anche da neo-mamme? Possiamo dire finalmente che l'allattamento al seno può essere bellissimo, ma può anche fare schifo?

Dopo aver partorito, che è la cosa più faticosa che abbia mai fatto, posso scegliere di dormire mentre qualcuno si occupa di mio figlio? 

Tutto questo non lo capisco subito, sono troppo sfinita e disperata in quel corridoio di quell'ospedale che si proclama pomposamente: "amico dei bambini". Per fortuna arriva mio padre che da bravo psicologo ha capito che la bimba che ha bisogno di cure sono anche io. Mi porta la cena, il pranzo, corre in farmacia. E mio marito è spaesato ma mi supporta.

Sei tu a dover scegliere se vuoi allattare.

Leggi tutta la testimonianza di mamma Teresa

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Aggiornato il 26.01.2023

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