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Prodromi gravidanza, cosa sono, come riconoscerli e quanto durano

di Francesca Demirgian - 29.06.2021 - Scrivici

prodromi
Fonte: Shutterstock
I prodromi sono quei sintomi che precedono l'ingresso nel travaglio. Una mamma come può riconoscerli? E come deve comportarsi?

Prodromi gravidanza

I prodromi sono quell'insieme di sintomi che indicano ad una futura mamma che il travaglio è alle porte. Si tratta delle prime contrazioni che possono durare ore o giorni interi, fino a regolarizzarsi e a condurre la donna in ospedale.

Il parto, infatti, può essere diviso in diverse fasi: la fase prodromica (di cui parliamo in questo articolo), quella dilatante, quella espulsiva e la fase di secondamento.

Ma come riconoscere quali sono i prodromi, soprattutto se si è alla prima gravidanza? Lo scopriamo in questa guida

Prodromi: cosa sono

La gravidanza è agli sgoccioli, mancano poche settimane o pochi giorni alla "fine del tempo" quando la donna inizia ad avvertire qualcosa di diverso. Oltre alla fatica e alle contrazioni di Braxton Hicks (quelle non dolorose con cui la futura mamma ha familiarizzato nel corso della gestazione), la donna avverte - all'improvviso - delle fitte alla pancia. La prima, la seconda dopo un po' e così via. Si tratta di fitte dolorose, che durano alcuni minuti, non sono regolari, ma fanno cambiare espressione alla mamma e la immobilizzano da in piedi, sdraiata o accovacciata. 

Sono proprio i prodromi. Le contrazioni stanno aumentando, qualcuna è più dolorosa, qualcuna meno, il travaglio è alle porte. Non si può dire che i prodromi abbiano una durata precisa, si tratta di un'esperienza soggettiva che cambia da mamma a mamma, ma una cosa è certa: il parto non è così lontano. 

Sicuramente l'arrivo delle contrazioni va monitorato se alla prima gravidanza. Se, invece, la donna si trova alla seconda o alla terza gravidanza sarebbe preferibile recarsi in ospedale poiché il travaglio - con molta probabilità - sarà più breve.

Meglio farsi controllare dal ginecologo, in ogni caso, o recarsi al pronto soccorso per verificare se quelle contrazioni abbiano iniziato già a modificare la cervice, introducendo la donna nella seconda fase: quella dilatante. 

Quando andare in ospedale per il parto?

Quando andare davvero in ospedale? Non perdere la calma, osserva se le contrazioni avvengono a intervalli regolari (5 minuti) e se durano tra i 30 e i 60 secondi.

E poi: sei senza fiato quando sali i gradini, hai bisogno di respirare rumorosamente? Sono tutti segnali che il momento del parto è vicino.

Se non sei sicura che si tratti di vere contrazioni, fai un bagno caldo o mettiti a letto. Se si tratta di contrazioni false (Braxton Hicks), diventeranno più deboli. Le vere doglie al contrario si intensificano.

I sintomi della fase prodromica

Soprattutto per le mamme alla prima esperienza, elenchiamo quali sono i classici sintomi della fase prodromica:

  • la perdita del tappo mucoso
  • dolori mestruali e del fondo-schiena
  • contrazioni preparatorie: dolorose ma irregolari

Quello che concretamente accade nella fase prodromica è la trasformazione del collo dell'utero e dunque il suo accorciamento e la dilatazione fino a 4 centimetri.

Perdita del tappo mucoso

La perdita del tappo mucoso non indica l'inizio del travaglio ma segnala di essere entrati ufficiamente nella fase prodromica. In particolare l'espulsione del tappo mucoso di verifica con la fuoriuscita di una sostanza gelatinosa, biancastra e talvolta striata di sangue dalla vagina. Le donne sentendone la fuoriuscita e trovandone i segni sugli slip possono essere certe che il parto è vicino.

Il fatto che il tappo mucoso venga espulso indica, concretamente, che il collo dell'utero si sta modificando, cioè che inizia a dilatarsi. E' possibile che si rompa qualche capillare, da qui le piccole perdite ematiche. E' bene informare il ginecolgo o l'ostetrica dell'accaduto, ma senza recarsi ancora in ospedale.

Cosa fare quando arrivano le contrazioni

Altro sintomo dei prodromi che precedono il travaglio sono, appunto, le contrazioni. Dolorose fitte che colpiscono al basso ventre e che coinvolgono anche la parte bassa della schiena e i glutei il più delle volte.

Le contrazioni della fase prodromica sono più o meno dolorose, non hanno sempre la stessa durata, non sono regolari. Questi sono i segnali che devono far comprendere alla futura mamma che non si tratta ancora delle contrazioni del travaglio. Ma, comunque, ci siamo quasi.

Ginecologi e ostetrici consigliano alla donna di non recarsi in ospedale quando ancora le contrazioni sono irregolari. Molto cambia, però, se la donna non è alla prima gravidanza e se la distanza da percorrere fino all'ospedale è abbastanza. In tal caso meglio contattare il ginecologo o l'ostetrica di fiducia e avvicinarsi alla struttura scelta per partorire. 

Quanto tempo passa tra i prodromi e il travaglio?

E' tra le domande più frequenti tra le future mamme, la cui risposta ne tranquillizzerebbe molte: "Quanto tempo passa tra i prodromi e il travaglio?".

La verità è che il tempo che passa tra l'arrivo dei prodromi e il travaglio non è uguale per tutte. In alcuni casi passano solo alcune ore, in altri addirittura giorni. Cambia molto da donna a donna, per questo è bene che al momento dell'arrivo dei prodromi la gestante si rilassi, cerchi di mantenere la calma, di ascoltare il suo corpo e il suo bambino, di cercare rassicurazioni presso i medici che l'hanno seguita durante la gravidanza, per capire lucidamente quando è il momento di andare in ospedale

Correre in ospedale alla prima contrazione può essere esagerato, ma se questo tranquillizza la donna nulla le vieta di farlo. Se la fase di travaglio è vicina la futura mamma sarà trattenuta dai medici, altrimenti verrà tranquillizzata e rimandata a casa. 

Le ultime ore prima del parto sono molto delicate e il modo in cui la donna arriva psicologicamente al travaglio è fondamentale, per questo la parola d'ordine è solo una: fare ciò che fa stare più tranquille.

Fonti: Nataben.it; ao.pr.it; iss.it

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