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Pavimento pelvico dopo il parto: la riabilitazione è utile?

di Elena Berti - 06.01.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
A cosa serve la riabilitazione pavimento pelvico e quando farla, quali sono i sintomi, chi la prescrive dopo il parto, quanto si paga.

Riabilitazione pavimento pelvico

Gravidanza e parto possono portare con sé qualche disturbo: non soltanto estetico, come la pancia ancora gonfia o le smagliature, ma soprattutto fisico, basti pensare ai punti o alle emorroidi. Una delle questioni a cui si pensa meno però è legata al perineo e al peso che ha dovuto sopportare durante i nove mesi e sotto le spinte. È quindi utile sottoporsi alla riabilitazione pavimento pelvico dopo il parto?

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Cosa succede al perineo

Durante la gravidanza il perineo subisce il peso dell'utero che si ingrossa e pesa verso il basso. Non soltanto: gli ormoni allentano i muscoli e li rendono meno tonici, per questo è molto probabile che, dopo la gestazione e lo sforzo del parto, il pavimento pelvico si ritrovi senza tono, anche prolassato. Le conseguenze possono essere diverse: perdite di urine in primis, ma anche un peggioramento della vita sessuale ed emorroidi. Il perineo infatti è un muscolo trasversale che coinvolge l'area rettale, quella vaginale, la vescica, gli addominali. È importante, quindi, che sia in forma. 

Come accorgersi se il pavimento pelvico non è tonico

Dopo il parto non ha molto senso fare una valutazione del pavimento pelvico: i muscoli devono ritrovare il proprio posto e il proprio tono, ci sono le lochiazioni, i punti e le conseguenze delle spinte. Intorno al quarantesimo giorno, però, considerato la fine del puerperio, è possibile fare una valutazione. In linea di massima potete capire se il perineo funziona correttamente provando a "stringere" coi muscoli, ma molte donne non ne sono capaci a prescindere dal parto: per questo può essere utile fare una valutazione con uno specialista come il fisioterapista

Come funziona la riabilitazione del pavimento pelvico

In alcuni paesi, la riabilitazione del perineo è prevista nel percorso post parto per tutte le donne, che dopo il quarantesimo giorno contattano lo specialista. In Francia, per esempio, si tratta di una prassi ormai consolidata ed è l'ostetrica a occuparsene, anche se a volte si tratta di un'altra figura, il kinesiterapeuta, ed è completamente gratuita.

In Italia, solitamente, è il fisioterapista che si occupa di questo tipo di riabilitazione. Ma in cosa consiste, realmente?

A seconda dello specialista, il percorso di riabilitazione può prevedere diversi step. Di solito si tratta di diverse sedute, anche una decina, in cui la paziente deve fare degli esercizi mirati per contrarre e rilasciare la muscolatura pelvica. Esistono diversi metodi per riabilitare il perineo: 

  • elettrostimolatori 
  • esercizi liberi
  • visualizzazione (biofeedback)
  • utilizzo di strumenti come i coni di Kegel 

In pratica, se vi recate dallo specialista per la riabilitazione del pavimento pelvico, questo ricostruirà innanzitutto la vostra anamnesi, la storia della o delle gravidanze, del parto, eventuali disturbi e sensazioni. Dopodiché passerà alla visita per valutare effettivamente il tono del pavimento pelvico, e deciderà il tipo di terapia da avviare per tonificare i muscoli del perineo. Potrebbe trattarsi di esercizi che svolgerete da sole, oppure con l'ausilio di strumenti. Il medico potrebbe anche prescrivervi un allenamento da fare a casa. Alla fine del percorso, valuterà i progressi e deciderà se avete terminato la riabilitazione oppure no. 

La riabilitazione del pavimento pelvico non è utile soltanto dopo il parto: molte donne potrebbero averne bisogno in diverse fasi della vita, perché magari sentono un "peso" là sotto oppure perché si accorgono di soffrire di perdite urinarie. Ma è una terapia utile anche per gli uomini, che potrebbero soffrire per esempio di incontinenza fecale. Ovviamente il post parto è un momento particolarmente indicato per valutare il tono del pavimento pelvico, e la riabilitazione può essere effettuata tramite il servizio sanitario nazionale.

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