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Rooming-in ai tempi del Covid

di Giulia Foschi - 30.11.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
La pratica che consente a madre e neonato di trascorrere a stretto contatto i momenti dopo il parto non si ferma a causa della pandemia. Basta seguire alcune semplici regole per garantire la sicurezza di tutti

Rooming-in ai tempi del Covid

Il Coronavirus non ferma il rooming-in, la pratica che permette alla madre e al neonato di restare insieme subito dopo il parto, durante la permanenza in ospedale. Irene Cetin, Direttore Dipartimento Donna Mamma Neonato dell'ASST Fatebenefratelli Sacco, ci spiega quali precauzioni vanno prese per poter mettere in atto questa pratica così naturale anche ai tempi della pandemia, e cosa cambia rispetto alla presenza del padre.

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Rooming-in: cos’è e perché fa bene

"Con il termine rooming-in ci si riferisce alla compresenza del neonato nella stanza della mamma nei giorni che seguono il parto – ricorda la Professoressa Cetin -. In questo modo la madre lo può attaccare al seno e prendere in braccio in ogni momento, indipendentemente da orari prestabiliti. Questa pratica serve a favorire l'allattamento e il contatto fisico, è un'abitudine naturale e innata che aiuta lo sviluppo di un legame sano e solido tra madre e figlio".

Che cosa cambia ai tempi del Covid

"A tutte le donne che ricoveriamo in reparto non Covid viene prima fatto il tampone all'ingresso. Questo esclude gran parte dei pericoli, anche se non in termini assoluti: il virus potrebbe essere in incubazione e presentarsi qualche giorno dopo, oppure la carica virale bassa potrebbe non permettere di rilevarlo, anche se accade raramente. Quindi, per maggiore sicurezza, facciamo indossare sempre la mascherina alla mamma, anche durante il rooming-in, che comunque è una pratica che prosegue senza problemi. Quando il neonato è in culla consigliamo di tenerlo a due metri di distanza. Anche i letti delle pazienti sono distanziati, dal momento che capita spesso che siano in due nella stessa stanza. In questo caso, quando entrambe le mamme hanno in braccio il neonato, li facciamo tenere dai due lati opposti del letto. Prese tutte queste precauzioni, il rooming-in viene sempre favorito, in ogni circostanza, anzi, a maggior ragione in questi tempi difficili".

La presenza del papà: quanto e come è consentita

"Le decisioni legate alla presenza del papà possono variare da un ospedale all'altro e da una regione all'altra. In Lombardia è sempre consentita. In questo momento non sono ammessi i visitatori, in linea generale, ma possono entrare i genitori di un minore ricoverato. Quindi noi abbiamo interpretato la presenza del padre in quanto neogenitore. Tuttavia, mentre prima poteva restare sempre, ora il papà deve rispettare degli orari più circoscritti, che di solito si aggirano attorno alle due ore al giorno. Naturalmente anche i padri devono sempre indossare la mascherina e utilizzare il gel igienizzante. Non facciamo però i tamponi ai papà: la negatività della madre in qualche modo è una garanzia".

Consigli contro timori e solitudine

"Può capitare di sentirsi soli in mancanza degli affetti forti, in questo periodo. Ad esempio i genitori della neomamma non possono condividere il momento che segue immediatamente il parto, non essendo ammessi in ospedale. Capiamo che tutto questo possa causare paure e pensieri, perciò siamo molto attenti a tranquillizzare i neogenitori. Insieme agli psicologi abbiamo scritto delle lettere spiegando loro come comportarsi, ma soprattutto che possono stare tranquilli. Diamo loro il benvenuto e chiediamo di affidarsi serenamente al personale, rassicurandoli sul fatto che nessuno verrà mai lasciato solo. Abbiamo anche predisposto dei corsi di preparazione al parto da remoto. Devo dire che le mamme e i papà hanno risposto molto positivamente. Riceviamo molte mail prima del parto, perché entrambi hanno bisogno di rassicurazioni, ma poi una volta qui ho notato che tutti si sentono supportati. Questo è fondamentale per superare ogni timore".

L'intervistata

Irene Cetin è Direttore f.f. Ostetricia e Ginecologia all'Ospedale Luigi Sacco, Direttore del Dipartimento Donna Mamma Neonato dell'ASST Fatebenefratelli Sacco, Direttore UOC Ostetricia e Ginecologia all'Ospedale Vittore Buzzi. Professore Ordinario di Ostetricia e Ginecologia presso il Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche L. Sacco - Università degli Studi di Milano.

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